Ghali – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Ghali Amdouni, già Fobia o Ghali Foh, italo-tunisino nato a Milano, è uno dei maggiori esponenti della scena trap italiana e quello che ha raggiunto il maggior successo senza pubblicare la propria musica secondo il modello discografico tipico del secondo ‘900. Di fatto, Ghali è diventato una sensazione nazionale grazie ai video su YouTube, che ne hanno delineato un’estetica a 360° ben riconoscibile.

Fa parte della Troupe D’Elite, un quartetto (Ghali, Er Nyah, Maite, Fonzibeat) che suonava ancora acerbo ai tempi dell’EP d’esordio Troupe D’Elite (2012). Le critiche della scena alla loro musica sono in buona parte giustificate ma col senno di poi. Rimane, tuttavia, il dubbio che in parte derivassero dalla resistenza ad accogliere una, pur involuta, novità.

Dopo lo scioglimento del gruppo, Ghali torna da solista, decisamente maturato in termini di contenuti e di stile. Il primo tassello della sua nuova carriera è “Come Milano”, prodotta da quel Charlie Charles che diventerà poi il produttore più famoso della scena. Il pezzo, intimista e malinconico, sfrutta l’autotune e si muove fluidamente fra rap e canto, seguendo uno dei motivi caratterizzanti di artisti internazionali come Future o Drake. Datato Aprile 2014, il brano è capace di anticipare buona parte della scena italiana, pur non eguagliando quello che lo stesso autore proporrà pochi mesi dopo.

Senza presenze su Spotify, Deezer e iTunes fino al 2017 e senza freedownload di sorta, Ghali diventa una sensazione su YouTube e tutti i suoi video, persino questo primissimo singolo, iniziano ad accumulare quantità di views da artista mainstream. “Come Milano” supera 3,5 milioni di views.

L’anno della consacrazione è il 2015, che vede Ghali affermare il proprio (nuovo) stile con una sequenza di singoli che sembrano affinare sempre di più la sua identità. “Optional”, Febbraio 2015, lo vede oscuro e aggressivo, con un flow narcotico e una presenza scenica sempre più carismatica. La sua natura di italo-tunisino, il suo credo musulmano, lo rendono diverso anche nei riferimenti culturali a molti altri trapper, ancora in maggioranza italiani, bianchi e cristiani. Ghali diventa un nuovo Maruego, ugualmente circondato da droga e illegalità. Il video sfora ormai le 4,2 milioni di views.

La sua musica diventa progressivamente più spensierata, votata a un divertimento narcotico e strafottente, come ben cristallizza “Cazzo Mene”, Aprile 2015. Il suo immaginario e la sua estetica vanno definendosi in modo sempre più chiaro. Il suo tormentone, “sto”, diventa sempre più ubiquitario nei brani da questo singolo in poi. I video, fra nordafrica e urban, e l’abbigliamento, ricercato e costoso, si uniscono ai continui riferimenti alla marijuana, vero e fin troppo presente argomento-cliché della sua carriera. La produzione di Charlie Charles, che diventerà quasi un collaboratore fisso, dona ai singoli del 2015 una coerenza che un tempo era propria degli album. Il video di “Cazzo Mene” supera le 16 milioni di views, sverniciando i risultati su YouTube di nomi decisamente più affermati nella scena Hip-Hop italiana.

Non è un caso che “Mamma”, senza Charlie Charles, riscuota meno successo, forse perché copre la distanza col mondo Pop frettolosamente. “Non Lo So” è un singolo tutto sommato minore, ma la collaborazione con Izi e la produzione dello stesso Chris Nolan che ha spesso affiancato Tedua porta ad avvicinare Ghali alla scena genovese. Ghali sembra comunque più a suo agio con filastrocche Trap più disimpegnate e divertenti, come è il caso di “Sempre Me”, Novembre 2015.

Ghali infarcisce il testo con riferimenti popolari, da Walking Dead al McDonald, e coordina il brano con un video dai colori neon di Alessandro Murdaca e Jamie Robert Othieno: si superano le 10,6 milioni. A Dicembre 2015 è “Marijuana” a fondere idealmente la parte più scanzonata e quella più seriosa, dedicando ancora una volta l’attenzione alla “sacra pianta”.

L’appeal melodico del canto di Ghali, che vede solo in Izi un rivale nella scena in questo senso, si coniuga alla perfezione con un video ricercato nei vestiti e nelle inquadrature, dalle immagini oniriche. Alessandro Murdaca e Jamie Robert Othieno ci mettono la firma anche questa volta, Charlie Charles è tornato alla produzione. Il video supera 8,7 milioni di views.

Il 2016 inizia con “Vai Tra”, una nuova “Cazzo Mene”. A Febbraio 2016 Ghali sbanca su YouTube con “Dende”, l’ennesimo e più riuscito inno alla marijuana del trapper, ancora una volta pieno di riferimenti di pop-culture: Dragon Ball, Crash Bandicoot, Pokemon, Michael Jackson, Gomorra – La Serie, Narcos, Salvini ecc. A differenza di altri esponenti della scena, come Tedua o Sfera Ebbasta, Ghali ammicca a un pubblico nazionale, estraneo alla realtà locale: la sua musica ha un respiro locale, si limita semmai a riferirsi a una generazione di ascoltatori nata fra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 e che, per affinità culturale, può comprendere i suoi riferimenti.

Il video, firmato Murdaca, e la produzione, griffata Charlie Charles, completano la ricetta ormai affermata della Trap italiana. Il video diventa un caso per la scena musicale italiana, totalizzando più di 28 milioni di views.

A Maggio 2016 alza, finalmente, l’asticella. Dopo aver perfezionato il suo brano Pop-Trap con Dende, sfrutta francese, arabo e italiano in Wily Wily. Il brano affronta gli stereotipi sugli stranieri e sfoggia il video più visionario della scena Trap fino a quel momento. Girato in Giordania, nel deserto e sulle rocce, è una fusione stilistica molto più elaborata dei singoli precedenti: citazioni mediorientali, stralci da ballo latineggiante, flow mutante che si adatta al muezzin e al rapper aggressivo con facilità. Il video arriva a 17,6 milioni di views.

L’assenza di mixtape, di cui altri hanno abusato, e di album ufficiali, è anch’essa uno dei segni del cambiamento che la musica Trap ha portato nella scena italiana. Uno dei suoi esponenti più conosciuti è diventato famoso senza passare attraverso le case discografiche e i servizi come Spotify, Deezer, iTunes. Percependo l’imminente esplosione nel mainstream, Ghali viene ospitato persino in Rai. L’attesa per un album, anche in una forma non canonica, diventa l’inevitabile attesa di una conferma definitiva di una figura di spicco della scena nazionale.

Il primo singolo su Spotify, “Ninna Nanna”, riscuote un successo clamoroso, con l’ennesima produzione di Charlie Charles. Il brano non manca di nuovi riferimenti popolari (“Quanto mi manca il Blockbuster”) ma non cambia molto della sua formula e non azzarda nulla di nuovo. Ne parlano un po’ tutti, da Tv Sorrisi e Canzoni (!) a Rolling Stone. Diventa il primo brano “viral” a livello mondiale su Spotify, un risultato sensazionale anche se si considera che la piattaforma online è l’unico posto dove è possibile ascoltare il pezzo.

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Il video, pubblicato il 31 Ottobre, totalizza a fine Novembre quasi 10 milioni di views. A circa 5 mesi dalla sua pubblicazione è a quota 47 milioni. Il successivo singolo Pizza Kebab segue la scia delle sue hit, senza grandi sorprese.

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