3. La Terza Scuola del Rap: lo Sporco Sud, la Miami Bass e la Crunk

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(torna alla seconda parte – 2. La Scena Hip-Hop Mainstream In Italia )

Intanto, delimitiamo il campo: cos’è la musica Trap e cos’è il Trap-Rap da cui tutto il filone è partito? Se dividiamo l’Hip-Hop nelle due scuole più famose, questta della East Coast e quella della West Coast, possiamo con queste due categorie ripercorrere le carriere, le vicende e le discografie di molti dei nomi più celebri e importanti di questo genere: Notorious BIG, Nas, il Wu Tang Clan, Jay-Z, Eric B. & Rakim, i Run-DMC, i Public Enemy, LL Cool J, i Beastie Boys e tanti altri a tenere alta la bandiera della scuola atlantica; Tupac, Ice Cube, Dr. Dre, Snoop Dogg, Kendrick Lamar, i NWA, Ice-T e compagnia a fare la voce grossa sul Pacifico. A ben guardare, però, così facendo rimane fuori un filone meno nutrito, ma proprio per questo capace di scampare alla sovraesposizione mediatica che tutto l’Hip-Hop ha subito a cavallo dei due millenni. Sto riferendomi al Southern Rap, o Dirty South, e di artisti come gli Outkast, una delle più grandi formazioni Hip-Hop di sempre, T.I., Ludacris e Lil Wayne. New Orleans, Atlanta, Memphis e Miami sono le capitali del suono meridionale, altro che New York e Los Angeles. Le prime star sono state i Geto Boys, a fine anni ’80: venivano da Houston, Texas. In quel periodo la scena del sud stava muovendo i primi passi: nasce in quel periodo il Miami Bass, o Booty Music (!), con i suoi testi espliciti e le frequenze basse della Roland-808.

Da quel calderone di stili nasce a fine anni ’90 la musica Crunk, per certi versi antesignana di molti degli elementi della Trap. Forte enfasi sul ritmo, bassi possenti e tutti indirizzati al subwoofer, veloci accelerazioni del rullante, come in Gette’m Crunk dei Three 6 Mafia, contenuta nell’album Chapter 1: The End (1996).

La Crunk, a differenza di molto Hip-Hop, usa pochi samples e, per aumentare l’enfasi ritmica, si ripete fino all’ossessività, con testi che spesso incitano la folla a muoversi, a fare casino, a diventare esagitati (che è poi il significato, più o meno, di “to get crunk”). La struttura call-and-response è invece un elemento che non avrà seguito nella Trap, che non sfrutterà neanche lo stile urlato, aggressivo, con cui molti degli esponenti della scena rappano.

Un esempio paradigmatico di Crunk di successo è “Get Low“, inserta nella colonna sonora del videogame Need For Speed Underground e intrisa di tutti gli elementi caratterizzanti dello stile: call-and-response, indicazioni sui movimenti da eseguire durante l’ascolto (le urla “to the windows/ to the walls”) e l’assortimento di volgarità più truci, come la tristemente famosa frase “‘til the sweat drop down my balls” o l’espressione decisamente esplicita “skeet skeet”. A tal proposito, eccovi due video esilaranti:

Dopo di questi è doveroso anche riportare il video di Get Low, che ci sarà utile anche come pietra di paragone quando analizzeremo un po’ dell’estetica Trap. Tutti avete visto i video Hip-Hop, quantomeno quelli di Eminem, ma vederne uno Crunk per la prima è sempre un’esperienza a suo modo educativa: ad un certo punto rivaluterete come intellettuali i culi di Jay-Z.

A seguire alcune ricostruzioni, la musica Trap è uno sottogenere del filone Crunk. Senza disperdere le nostre energie nelle tassonomie, sembra quantomeno evidente che esista un’influenza Crunk sul mondo Trap, quasi come se fosse un anello di congiunzione fra le origini Southern e quello che è nato successivamente.

Inizialmente non è neanche così facile capire dove finisca la musica Crunk e inizi quella Trap, con la concreta possibilità che si possano descrivere alcuni brani di inizio millennio con entrambi i termini, senza per questo dire niente di così assurdo dal punto di vista tassonomico.

L’anno zero della musica Trap è per molti versi l’album del 2003 del rapper statunitense T.I., il discretamente famoso Trap Muzik. L’album non ha coniato il termine, ma lo ha diffuso a livello prima nazionale e poi internazionale. Il termine è presto spiegato, direttamente da T.I.: “if you don’t know what the trap is, that’s basically where drugs are sold” (l’intervista a T.I.). Il fatto che T.I. sostenga di aver inventato lui la musica Trap sembra un’esgerazione della realtà, ma il suo Trap Muzik ha avuto il merito di traghettare il fenomeno dall’underground ad un panorama decisamente più mainstream, per quanto nel 2003 non si possa ancora parlare esattamente di un successo trasversale e tantomeno universale.

Più o meno consapevolmente, Trap Muzik ha avuto il merito di accendere i riflettori su una scena in fermento, che poi avrebbe sfornato artisti quali Young JeezyGucci Mane, Juicy J, fra molti altri.

La forte componente Hip-Hop del sound di T.I. comportava un gravitare dei brani attorno al Rap, cosa che successivamente andrà perdendosi grazie a sempre maggiori inserti cantati o a un peculiare ibrido di rappato e cantato, senza soluzione di continuità, che è di fatto una delle piccole rivoluzioni apportate dalla Trap alla musica di derivazione Hip-Hop. Proprio lo stile assimilabile al Trap Muzik di T.I. prenderà in seguito il nome di Trap-Rap, per distinguerlo dalla musica di ispirazione decisamente più elettronica che arriverà in futuro, chiamata anche EDM Trap.

L’immaginario della musica Trap-Rap è vicino a quello del Gangsta Rap e dell’Hardcore Rap, epurato da molti orpelli estetizzanti e da buona parte dell’edonismo o della positività che pure da tale immaginario traspariva. Si parla molto di vita di strada, violenza, delinquenza, povertà e spaccio, mentre è minore la presenza di tematiche erotiche o romantiche. Quando anche sono presenti riferimenti al successo e alla sessualità, raramente queste portano una sensazione di benessere o di serenità. In questo senso, il Trap-Rap ritorna al passato: alla vita nelle periferie, nelle piazze di spaccio, nel disagio urbano allontanandosi dalle immagini sfarzose e esaltanti di rapstar come Jay-Z. Il Trap-Rap non parla tanto di chi ha già “svoltato”, ma di chi è ancora pienamente all’interno di quella spirale di emarginazione, violenza, crimine e droghe tipica dei contesti sociali più disagiati.

A livello di tematiche, il Trap-Rap e la sua attenzione ai contesti socialmente disagiati, criminosi e violenti sarà il più ovvio punto di riferimento della musica Trap, anche quando a livello musicale influenze EDM e Dubstep ne avranno mutato sostanzialmente l’aspetto musicale. Poco o nulla dell’edonismo e del party spirit della EDM arriverà alla Trap degli anni ’10, così che i profondi bassi Dubstep e le atmosfere lugubri risuoneranno particolarmente bene con le fosche narrazioni di matrice Trap-Rap.

Nella seconda metà del 2012, infatti, distinguere la musica Trap-Rap da quella EDM Trap è diventato così complicato che, in fin dei conti, molti hanno concluso che la distinzione non avesse più senso: ad inizio 2013, 10 anni dopo Trap Muzik, quelle poche idee musicali che T.I. etichettò con efficacia sono mutate in qualcosa di più complesso. Non sono più la mera somma di alcuni elementi stilistici, ma una suddivisione estetica emancipatasi dalle proprie radici a tal punto da rendere la Trap (non più Trap-Rap e EDM Trap) qualcosa di stilisticamente rilevante, qualcosa di nuovo. Dal 2013 in poi, pur nella caotica frenesia che comporta la diffusione di ogni nuova etichetta, la Trap diventa la buzz-word per identificare un nuovo modo di fare Hip-Hop, che è imparentato con lo stile Hip-Hop da cui proviene (la musica Trap-Rap) ma anche, altrettanto, con lo stile di Elettronica da cui proviene (la musica EDM Trap).

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Le ricerche per “Trap” sono schizzate alle stelle negli ultimi mesi

Un bambino conserva alcuni tratti che ricordano chiaramente il padre, come il naso o la conformazione del mento, mentre alcuni altri sono chiaramente presi dalla madre, come il taglio degli occhi o la forma del viso, ma inevitabilmente ci saranno alcune sue parti del corpo che sarà impossibile attribuire a uno o l’altro genitore: egli è una creatura che è al contempo sintesi e emancipazione, il prodotto di influenze complesse e sfumate che non è possibile rintracciare. La musica Trap è figlia di Hip-Hop ed EDM, non un collage dei due stili ma piuttosto il frutto di un rapporto carnale fra le due.

Si può definire la musica Trap come il Trap-Rap fatto dai produttori invece che dai rapper, instaurando una relazione simile a quella che esiste fra Grime e Dubstep o fra l’Hip-Hop di Nas e quello di Dj Shadow.

Per quanto esista una tendenza a considerare la Trap solo come una mutazione della scena Hip-Hop, l’ennesima, non è possibile spiegarne alcune caratteristiche senza considerare anche l’altro genitore: l’Electronic Dance Music (EDM).

Nei dieci anni che intercorrono fra Trap Muzik e la diffusione del concetto di Trap come stile nuovo, emancipatosi dai priori “genitori”, c’è stato il fenomeno Dubstep, forse il singolo stile più importante degli anni Zero e quello che ha influenzato maggiormente la musica degli anni successivi.

Nelle splendide pagine che Max Richter dedica a Burial e alla Dubstep, che potete recuperare nello splendido “Ghosts Of My Life“, si evidenzia chiaramente come la musica di Burial e alcune delle sue innovazioni siano individuabili nella riduzione degli elementi sonori, nella riduzione degli arrangiamenti. Questo processo, altrove nel libro, è etichettato come “dubtraction“, un gioco di parole fra subtraction e “Dub”, lo stile musicale incentrato sul ritmo e la ripetizione in ottica ipnotica/psichedelica.

Altro elemento fondamentale introdotto dalla musica Dubstep è stato l’uso di voci deformate, nel caso di Burial androgine o comunque impossibili da collocare in termini di età anagrafica. In alcuni esempi di musica Dubstep e suoi derivati, compresa la Brostep made in USA, le voci si distorcono fino a sembrare robotiche, cartoonesche o oscure, baritonali voci da incubo. La Dubstep ha eliminato il taboo delle voci dal pitch che stravolge e disorienta, a volte con risultati poetici, altre volte con risultati di mero “entertainment”.

L’elemento ritmico, quello di derivazione Dub, è ben presente nell’attenzione alle frequenze basse o bassissime della Dubstep (e suoi derivati): un feticismo per i subwoofer, i suoni ovattati, i riverberi minacciosi che è stato invece accantonato da Skrillex. Interessante notare come questa tendenza più “americana” alle assordanti frequenze medie e ad un suono acrobatico fosse ben presente nelle manifestazioni EDM Trap, per esempio in questo pezzo:

Questa tendenza ad un’atmosfera da party esagitato si è sostanzialmente perduta nella Trap più recente, quella post-2013, dove il mood dominante è malinconico, depressivo, tetro o minaccioso.

Avendo passato in rassegna gli elementi stilistici che la Trap prende e rielabora dal Trap-Rap e dalla EDM Trap, possiamo proseguire ricostruendo quali siano stati i primi esempi di musica Trap.

(vai alla quarta parte – 4. All Trap Music: Dai Primi Esempi Al Successo Mondiale)

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