1. Introduzione: l’attesa di una Nuova Era

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La cosa più entusiasmante che sia successa nella musica italiana, da molti anni. Se dovessi spiegare a qualcuno cos’è la Trap Italiana, mi limiterei a usare questa frase e attirare l’attenzione di chi mi ha posto la domanda: il resto di questa guida è solo un modo per giustificare l’altisonante frase di apertura. Non è solo clickbait, insomma, potete stare tranquilli.

Non è che in Italia non succeda mai nulla in campo musicale, ma il mondo “urban” sembra in sofferenza da anni ormai. Avevamo una scena Hip-Hop florida anni fa, quella che dal fenomeno delle posse, da cui nacquero fra gli altri i fondamentali Assalti Frontali, passando per i Sanguemisto e i celebri Articolo 31, è arrivata alle nuove leve di Club Dogo, Colle Der Fomento, Fabri Fibra e poi ancora Marracash e Salmo. Quest’ultimo sembra uno dei pochi che sembra essere ancora in grado di non annoiare nel gruppo dei nomi mainstream.

Non ho ancora trovato qualcuno che abbia saputo ricostruire con completezza l’estensione della scena Hip-Hop italiana e comprenderne a fondo limiti e peculiarità, ma quel che basta ricordare qua è che i nomi degni di attenzione per chi si interessa di musica italiana sono stati numerosi. E numerosi sono stati anche, sul fronte dei risultati commerciali, quelli che hanno saputo sfondare nel mainstream e diventare elementi condivisi della cultura popolare: basterà rievocare i nomi di Piotta, dei Flaminio Maphia o dei Gemelli DiVersi per comprendere quanto sia stata forte questa penetrazione nella musica di massa.

Ma da qualche anno, in generale, le cose si sono arenate: il versante più Pop è capitanato da J-Ax (ancora!), Fedez, Emis Killa e simili manifestazioni di banalità contemporanea mentre la dimensione più peculiare, persino di ricerca, sembra ridursi a qualche caso sporadico, fra tutti gli Uochi Toki. I “grandi vecchi” raramente riescono a non ripetersi all’infinito, come Kaos One, e le nuove leve sono spesso poco nuove, come è il caso di Nitro o Noyz Narcos. Tanti dei nuovi arrivati sono solo variazioni su temi conosciuti, cose già sentite e già viste: davvero non sembra plausibile che sia il nuovo album di Caparezza, Gué Pequeno, Kaos One, Mondo Marcio o Clementino quello che la scena italiana sta aspettando per ridestarsi.

I contenuti, i suoni, i riferimenti artistici (che spesso equivale a dire “da chi scopiazzare idee“) sono quasi sempre gli stessi di dieci anni fa e si rifanno sovente a star internazionali. Per esempio: Fedez che collabora con Francesca Michielin, rispolvera quella dinamica uomo-che-rappa-donna-che-canta che è ormai talmente classica da essere diventata un cliché da inizio Millennio (e fa 67 milioni di visite su Youtube).

Marracash e Guè Pequeno hanno collaborato sull’album Santeria (2016), riprendendo quanto fatto da Jay Z e Kanye West con Watch The Throne (2011), con le dovute proporzioni. Il problema è che l’album viene lanciato da un singolo come Nulla Accade, che suona vecchio di 10 anni.

Curiosamente, quando Kanye West e Jay Z pubblicarono il loro album collaborativo, nel 2011, si fecero strada con il singolo HAM, che suona venire da un futuro estraneo a Marra e Guè.

Il processo imitativo si limita molto spesso a una banalizzazione di quanto sentito altrove, soprattutto nella sempre centrale scena Hip-Hop degli USA. Si prende e si traspone, poco di più. A volte il tributo diventa una palese parodia dell’originale, con vette di trash consapevole come questo episodio con Jerry Calà made in J-Ax (si tratta di una copia/parodia della celebre CoCo). (non ho resistito, devo linkare anche Nek)

L’impressione è che alcune correnti musicali più recenti siano state trascurate o non siano state trasposte in Italia con quella rapidità e quella trasversalità che sarebbe auspicabile in una scena affollata, povera di nuove idee e tendenzialmente imitativa.

Ci si è limitati a vivere le novità in modo marginale, inserirle negli album di alcuni artisti maggiori per timbrare il cartellino virtuale della rapstar che non vuole sentirsi invecchiata. Insomma, se un tempo anche Vasco Rossi e Loredana Berté inserivano un pezzo Reggae nei loro album, seguendo le mode, oggi troviamo Marracash a darsi un tono “Trap”: le cose non sono cambiate così tanto.

(vai alla seconda parte – 2. La scena Hip-Hop mainstream in Italia)

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5 thoughts on “1. Introduzione: l’attesa di una Nuova Era

  1. Antonio ha detto:

    Non ho vissuto pienamente gli anni 90 per comprendere chi ha contribuito maggiormente a portare l’hip hop italiano nelle radio e nelle televisioni(ma presumo siano gli articolo 31)..per quanto riguarda gli anni 00 sono convinto che LP spartiacque definitivo sia stato l’album tradimento di fibra

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  2. Antonio ha detto:

    Si può notare che negli anni 90 c’erano due coniugazioni,da un lato un hip hop che oggi è scomparso,frutto delle differenze sociali italiane tra nord e sud,meno trasversale di oggi e forse un po ingenuo,come il “funk romano” dei colle o l’immaginario collettivo da paninaro degli articolo 31 che è rivolto più alla fascia benestante del nord(lo stesso immaginario degli 883),il desiderio di riscatto sociale presente nella musica dei napoletani 99 posse..la seconda coniugazione chiamiamola”conscious”se vogliamo,formata dai vari kaos one(filone più hardcore) e Frankie hi nrg(senza pretese ideologiche o rivendicazioni del proprio ruolo nella “scena”), fibra ha avuto il merito di staccarsi da questi modelli a partire tra mr simpatie e bugiardo

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  3. Antonio ha detto:

    *da mr simpatia a bugiardo

    PS:Gli uochi toki,beh,mi hanno umiliato come ascoltatore,non sono pronto a metabolizzarli,motivo per cui saranno la mia futura conquista come la è stata per tanti altri che non capivo(Klaus Schulze insegna)

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