Anstam – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Il tedesco Lars Stöwe con il progetto Anstam propone inzialmente una Dubstep tinta di Techno e House non molto originale, come si ascolta sull’esordio Dispel Dances (2011). La formula si allarga ad ampie partiture melodiche su Stones And Woods (2012), che contiene il minimalismo à la Riley di Morning Shiver Down the Black Wood River, un brano per solo organo, uno con la voce e un ultimo brano, Shoulders (quasi 7 min.) che vira verso la musica etnica ed elettronica, una sorta di New Age distopica. Confusa e dispersiva, l’opera seconda segna comunque un passo avanti in termini di peculiarità.

Names (2014) integra più spesso la voce nei brani: sono composizioni inquietanti, canzoni angoscianti (la title-track) che completano un quadro teso e claustrofobico (descritto ad esempio da I Stopped Counting). Spesso gli strumentali non aggiungono molto a quanto si poteva esprimere in un brano, mentre i brani cantati si stabilizzano attorno a un modello tromentato di Pop oscuro ed elettronico. Il reprise finale ben riassume quanto l’opera potesse essere sfrondata in un EP di 3 brani.

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Voti:

Dispel Dances – 4,5
Stones And Woods – 5,5
Names – 4,5

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