Pryapisme – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni dei Pryapisme

I francesi Pryapisme sono una formazione francese che fonde la schizofrenia del Metal estremo a suoni Chiptune, alternando violenza ed estetica 8-bit, richiamando alla mente gli eperimenti del conterraneo e contemporaneo Rémi Gallego aka Algorithm. Hanno costruito una carriera basandosi sull’idea che il Metal sia il linguaggio comune in cui far confluire numerosi e molto eterogenei stili musicali, seguendo le intuizioni di formazioni come Mr. Bungle, Fantomas, Diablo Swing Orchestra e Unexpect. Alla base di questo stile senza confini rimane, lontana ma visibile, l’ombra di Frank Zappa, da cui la band permuta anche il gusto per l’ironia degli accostamenti impossibili. La musica della band è strumentale.

Nell’esordio Rococo Holocaust (2010) si dimostrano capaci di far evolvere i brani in modo così rocambolesco da essere indistinguibile dal casuale, in particolare iniettando dosi di Swing e di Chiptune all’interno di muscolari e labirintici esercizi di Metal supersonico (Suppozitorium granifujnikoi?), giungendo a intrecci strumentali degni dei più colorati Giraffes? Giraffes! (Le doryphore de Kafka). Impossibile, comunque, elencare tutti gli stili “toccati”. Meglio focalizzarsi su momenti particolarmente stravaganti, come l’orchestra di miagolii di Quenelle Quenelle Fourrure, fra musica da strada e epilessi Grindcore.

Sanglié Par Un Cornid (7 min.) e Copaing Le Fuligule Miloin (8 min.) sono i due brani che al meglio sintetizzano un album quasi impossibile da riassumere.

Hyperblast Super-Collider (2013) aumenta le dosi di Elettronica e la difficoltà delle partiture, con momenti di rara complessità in Un Druide Est Giboyeux Lorsqu’il Se Prend Pour Un Neutrino. Più stravagante Boudin Blanc Et Blanc Boudin, un motivetto Electro-Metal che sembra la sigla di un cartone animato infantile e violentissimo. L’estesa La Notion de Chiralité de Spin et d’Oscillation (8 min. e mezzo) unisce Chiptune, Metal, Noise e Folk. J’ai Envie de te Claquer (7 min.) fonde Swing, sample da film horror, suoni 8-bit, Metal. Il numero di stili è vasto, gli sviluppi imprevedibili, l’intensità spesso molto alta. Alla fine, in tutti questi puzzle sonori, spicca La Nuit Sur le Mont-Chauvelu (quasi 9 min.) che grazie alla maggiore durata riesce a imbastire un’idea sonora, per quanto atipico, mantenendola in vita il tempo necessario per non farla scivolare nell’elenco dell’ennessimo cambio stilistico inaspettato.

Ci sono band che monotonamente seguono uno stile, proprio (i Motorhead) o chiaramente derivativo (i Nickelback). Esistono poi band che hanno uno stile definito dal modo in cui assemblano altri stili: la loro è abilità di combinare e ricombinare elementi. Le radici profonde di questa voglia di riassemblare, di questa musica fatta di fantasia compositiva, si rintracciano nel Prog-Rock, nel Kraut Rock e nei collage “totali” di band come i Vampire Rodents. Il limite di questo stile è che unire due musiche distanti fra loro può delimitare un nuovo spazio estetico (il Funk Metal dei Faith No More, per es.), unire tre stili crea una nicchia estetica che ancora può trovare definizione e confini (il mix di Hard Rock, Heavy Metal e Folk di certi Metallica) ma quando gli stili citati in un album si contano su più di una mano rapidamente le composizioni finiscono per somigliarsi nella loro natura caotica. Quando citi 12 stili diversi, cambiando tempo 4 volte in 6 minuti, non otterrai un significativo cambiamento aggiungendo un 13esimo stile o un quinto cambio di tempo. L’aggiunta in quantità è insomma poco significativa, quando già si è affermato uno stile che fa del succedersi continuo di cambiamenti la sua ragion d’essere.

Ai Pryapisme rimane, dopo due album, la possibilità di affermare un loro stile, che non sia solo basato sul numero di musiche diverse che riescono a suonare in un brano di 6 minuti. Forse è questo che porta a Futurologie (2015), una suite di 23 minuti, in 11 parti. Inserti demenziali, suoni da cartoon, dolcezze Jazz si alternano, con meno contrasti d’intensità, all’anima Metal più estrema, che compare poco nella parte II e III della suite, e s’impadronisce nel palcoscenico nella marcia maestosa della parte IV. Momenti EDM un po’ stereotipati (in V) sfociano in cacofonie Hip-Hop (VI). Dopo una pausa Doom/Free Jazz (VIII) e dell’House-Metal (IX), un’ariosa sinfonia (X) apre a un assolo di pianoforte Jazz (XI). La forma in “movimenti” aiuta a leggere meglio i brani, ma mostra anche come alcune parti, prese singolarmente, manchino di una creatività che aiuti a farle apprezzare autonomamemente: spesso l’interesse scaturisce dal ruolo di quello stile all’interno del flusso di coscienza compositivo della band. In coda la versione orchestrale, 23 min. di convulsa musica Classica.

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Voti:

Rococo Holocaust  – 6
Hyperblast Super-Collider – 6,5
Futurologie  – 6,5

Le migliori canzoni dei Pryapisme

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3 thoughts on “Pryapisme – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. Anonimo ha detto:

    …mi sei piaciuto! Il motivo per cui ti chiesi di commentarli era proprio che non riuscivo a capire se stessi ascoltando qualcosa di vicino al trionfo o ala mediocrità dovuta all’eccesso, e la tua riflessione a metà ha confermato le mie perplessità. Sono adorabili quanbo mixano le bordane violente alle girandole 8bit, ma l’effetto estetico finale alla fine risulta un po’ confuso. In ogni caso sanno come essere divertenti! Grazie della review Antonio!

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