Matthew E. White – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Matthew E. White

Matthew E. White è uno dei revivalisti del Soul e del Gospel, un artista americano che rimane a metà fra il cantautore intimista, l’appassionato Motown /Stax e un raffinato compositore con la passione per il suadente, il soffuso, l’avvolgente.

Big Inner (2012), suonato con più di trenta musicisti, è una prima opera maestosa, che spazia grandiosamente fra tutte le sfumature del Soul, del Gospel e dell’R’n’B più intimista e classico, unendolo al Folk/Rock più emotivo, spesso quello della Band. Scorrono quindi Marvin Gaye, Van Morrison, Curtis Mayfield, Randy Newman in brani raffinati come One Of These Days o la più vivace Big Love, gioiello di arrangiamento a metà fra Jazz, Blues e Pop con vibrante vocalità Soul.

A tratti si scivola verso l’etereo del Gospel (Gone Away), ma con orchestrazioni, fiati e luminosi cambi di tono che conferiscono ai brani una dinamica pigra scansando la monotonia. Raramente, sempre con un senso della misura e scansando ogni eccesso, queste canzoni pastello si colorano di Jazz e Psichedelia, come nella visionaria coda di Hot Toddies. Il finale, con Brazos (10 min.), è il brano più compiuto e ricordevole, un sontuoso riassunto del sound del disco, un Soul pieno di fiati che si spezza per rinascere Funk e maturare in un Gospel moderno, che sovrappone Funk, Soul e chitarra Blues. Senza virtuosismi vocali, senza stravolgimenti, senza inaspettati ibridi: Big Inner fa dell’eleganza, della ricercatezza, della cura per i dettagli la sua forza. Quando si spinge più lontano dal tributo ai classici, diventa un’opera di vibrante emotività Soul.

Fresh Blood (2015) è più immediato, strutturato in canzoni più tradizionali e vivaci. Take Care My Baby è un altro fiorire di arrangiamenti ricchi e colorati. Rock & Roll Is Cold ha un ritmo persino incalzante, che richiama immediatamente Beck, di gran lunga il suo ritornello più orecchiabile finora.

Holy Moly purtroppo carica l’emozione fino al dramma, Feeling Good Is Good Enough fino a un festoso baccano, perdendo l’equilibrio che si trova altrove. Meglio la dolce Tranquillity, che muove gli archi e le bave psichedeliche sullo sfondo.

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Voti:

Big Inner – 6,5
Fresh Blood – 5,5

Le migliori canzoni di Matthew E. White

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