Dead Kennedys – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni dei Dead Kennedys

I Dead Kennedys sono stati una delle band più estreme, irriverenti, creative e conflittuali di tutto l’Hardcore, uno stile musicale che può annoverare fra le sue fila numerosi formazioni orientate ad un’immagine estrema. La band aveva dalla sua un nome estremamente di “cattivo gusto” ed indugiava in elenchi infiniti di immagini turpi, clamorosamente scioccanti o palesemente provocatorie, con una predilezione particolare per il potere, le buoen maniere, i taboo: con un’ironia caustica la formazione sovverte il sentore comune in dissacranti inni che dicono tutto quello che era assoluatamente scongiliato dire nell’America dei primi anni ’80. I Kennedys non erano i Black Flag, che urlavano una disperazione estrema, o i Minor Threat, che gridavano contro la società che li aveva relegati ai margini della società: i Kennedys erano dei violenti ed irriverenti comici che usavano un’esasperata ironia per affrontare i problemi politici e sociali dell’America dell’epoca.

Fresh Fruit For Rotting Vegetables (1980) è il loro capolavoro e uno dei capolavori dell’Hardcore tutto. Musicalmente, si tratta di un elaborato stile Hardcore che sostanzialmente fonde il Rock’n’Roll con la velocità, le grida della voce istrionica di Jello Biafra ed un assordante muro di chitarre distorte che solo ogni tanto si ricompongono in riff orecchiabili. Parte del sarcasmo e del cinismo, a livello musicale, consiste nel far intravedere in questi proiettili le fattezze di brani orecchiabili, danze accattivanti, ritornelli trascinanti: si completa così l’ironia dei testi con l’ironia della musica.

Kill The Poor, opener da antologia, ha il compito di partire dal pomposo proclama iniziale e di lanciarsi poi in un Rock’n’Roll delirante, con il ritornello che ripete il titolo col fare scherzoso dei Ramones: è il primo passo del viaggio Hardcore dei Kennedys. Dopo il loro inno al “no future”, Forward To Death, arriva la veloce e assordante When Ya Get Drafted, 82 secondi di Hardcore da antologia. Alcuni brani sembrano inni programmatici: il primo è Let’s Lynch The Landlord. Chemical Warfare è Rock’n’Roll nervoso e teso, al doppio della velocità, ornato da un basso creativo e culminante in un caos degno del Free-Jazz: un ammasso di voci, urla e fischi. I Kill The Children è un altro brano-shock, velocissimo, violento e demenziale, ritornello orecchiabili per un brano assordante e scorrettissimo.

Due brani si stagliano sul resto, due capolavori del Rock. California Uber Alles ,cioè coro da stadio, Biafra che ulula invasato, marcia militare, accelerazioni da brivido e un testo che mostra il dito medio agli USA con la caustica ironia per la quale i Kennedys sono diventati famosi.

Holiday In Cambodia è invece una danza cupa e ossessiva che lascia crescere la tensione per esplodere nel “liberatorio” ritornello: è un campionario di fantasia chitarristica e di istrionismo vocale, mentre la sezione ritmica si preoccupa di spingere il brano a velocità folle per tutta la sua durata, istillando tensione fino all’ultimo secondo.

Plastic Surgery Disasters (1982) sembra incapace di replicare l’exploit dell’esordio, ma contiene molti momenti da ricordare. Notevole l’inno amfetaminico di Government Flu, il tamburellare devastante di Trust Your Mechanic, l’irriverenza di Forest Fire, il loro più efferato assalto sonoro ovvero Riot sono tutti momenti degni di una delle massime band Hardcore, ma nulla eguaglia i vertici dell’esordio.

Frankenchrist (1985) è un album con molti brani più lenti, incentrati sulle arringhe del cantante Jello Biafra, che usa i brani per criticare la società, la cultura delle masse e la classe politica. I nuovi inni supersonici aggiungono poco di nuovo: fra tutti si ricorda MTV – Get Off The Air, una scorribanda fulminea degna dei loro classici.

Bedtime For Democracy (1986) replicava il passato con brani veloci e avvelenati come Triumph Of The Swill, One Way Ticket To Pluto, Anarchy For Sale. La novità stava in brani più complessi, in primis Chickenshit Conformist. Per quanto super energici, questi inni politicizzati somigliano a quelli già pubblicati, senza replicarne l’innovatività.

La band non pubblicherà più un album di studio. Jello Biafra porterà avanti una carriera solista, così come il bassista Klaus Fluoride.

.

.

.

Voti:

Fresh Fruit For Rotting Vegetables  – 8
Plastic Surgery Disasters  – 7
Frankenchrist  – 5
Bedtime For Democracy  – 5

Le migliori canzoni dei Dead Kennedys

Annunci

3 pensieri su “Dead Kennedys – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...