Sayem – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Sayem

Sayem è un musicista francese che intreccia Hip-Hop, Trip-Hop e un po’ di estetica videoludica nell’esordio Phonogénique (2007). La dolce, poetica, elegantissima World of Flowers è fra le più delicate canzoni del periodo. Il resto dell’opera varia molto: c’è il crescendo Elettro-Rock di Superficiel, sorta di Post-Rock malinconico e digitale; Orchestra è Bach in versione Hip-Hop; c’è Génération Plugins, un ballabile lo-fi; l’Hip-Hop romantico di Il était une fois feat. Lilouh et Grain d’Caf; il Trip-Hop disperato e commovente di C’est un beau jour pour mourir. Colpisce una misura emotiva, una sensibilità più poetica che compositiva, una sfumatura nostalgica, malinconica eppure mai patetica.

A City Gone Mad w/ Fever (2011) è molto più orientanto ad un energico ballabile digitale, pur non sacrifiando la creatività. Si apre col synth-drama di Scenario, un grandioso esempio di Elettro-Pop ottantiano eppure moderno, attraversato da una portentosa carica emotiva. La possente Monster continua a mescolare passato e presente, mentre Chasing After a Queen è un lungo crescendo Post-Rock guidato dai synth invece che dalle chitarre, un momento di pura commozione. Al centro dell’opera, la straniante 436 Seconds of Happiness (feat. Le Prince Miiaou) (7 min.), una poetica composizione per synth ed un canto angelico, che conosce un improvviso momento di cassa-dritta prima di spegnersi in un sussurro astratto, in un balletto futuristico. Attack of the 50ft Man (feat. DSL) è musica Dance pompata e destrutturata secondo una logica Hip-Hop, Girls un dramma da discoteca che trasforma gli ABBA in una tragedia greca. Opera enigmatica, A City Gone Mad w/ Fever trasforma il ballabile ottantiano in una bestia sonora tesa, malinconica, drammatica, facendo trasparire dal “fun” una dimensione molto meno spensierata, un’energia che sfocia nell’aggressività. Il fatto che l’opera sia a tratti disorientante genera ambiguità, trasforma la più spensierata delle musiche nell’equivalente sonoro di un thriller psicologico. Il finale con The Black Mountain, droni assordanti Post-Metal e voci di bambini, è il sigillo ideale di un’opera sfuggevole e peculiare.

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Voti:

Phonogénique  – 7
A City Gone Mad w/ Fever  – 7,5

Le migliori canzoni di Sayem

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