Badly Drawn Boy – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Badly Drawn Boy

Damon Michael Gough è conosciuto nel mondo della musica come Badly Drawn Boy, uno dei nomi di spicco della scena cantautorale inglese di inizio millennio.

Dopo aver aperto la carriera con degli EP, l’esordio avviene con il variegato The Hour of The Bewilderbeast (2000), intriso di Folk/Pop, filastrocche infantili, ninna-nanne malinconiche. Qua e là un suono più Rock ed arrangiamenti ricchi sovrastano l’anima intimista della musica, come nella riuscita Everybody’s Stalking, ma altrove a prevalere sono bozzetti lo-fi, spunti Funk e Jazz, aperture ad arrangiamenti barocchi. L’opera in 18 brani colpisce più per l’ampiezza stilistica che per i momenti memorabili. Si distinguono Stone On The Water, saltellante elegia Folk con sfumature d’archi, la Beck-iana Another Pearl, la festosa Once Around The Block, la orchestrata e swingante Say It Again e la sognante Cause A Rockslide.

About A Boy (2002) è una colonna sonora molto orecchiabile, principalmente composta da Pop barocco. La festosa A Peak You Reach è contagiosa nella sua energia, ma è la melodia di Something To Talk About a trionfare su tutto il resto. Altri momenti di grande Pop d’autore sono Above You Below Me, Silent Sigh e Donna And Blitzen. Il formato di colonna sonora comporta brani minori sparsi nella seconda metà del disco, probabilmente utili solo per la funzione cinematografica ma incompleti e banali presi da soli.

Have You Fed The Fish (2002) segue l’orientamento a un Pop barocco e molto melodico, aggiungendo dosi Rock. Prodotto certosinamente, è quasi sempre musica di maniera. Due momenti soli sono da ricordare: You Were Right, un altro ritornello Pop da manuale, appiccicoso e orecchiabilissimo; Tickets To What You Need, vaudeville pieno di accelerazioni entusiasmanti. Non si può descrivere l’album come raffazzonato, poiché è anzi curato minuziosamente. Piuttosto, è poco creativo, per quanto mascheri la propria pochezza con lo sfarzo barocco di un Pop che spazzola molti stili del ‘900.

One Plus One Is One (2004) è leggermente meno ruffiano e smussato, con recuperi in ambito Folk, per quanto lussureggiante (Easy Love, per es.) o banale (This Is That New Song, The Blossoms). Il meglio è forse Year Of The Rat ed è un Pop poco originale, per quanto orecchiabile.

Born In The UK (2006) si distingue nell’arrembante title-track, l’unico brano degno del Born In The USA di Springsteen. Molto dell’album è semplice Pop pianistico, malinconico e sentimentale (il meglio è One Last Dance). Marmellata melodica.

It’s What I’m Thinking, Pt.1 (Photographing Snowflakes) (2010) è annegato in una malinconia che sfocia nella depressione, in linea con certi Smiths. Pop sofisticato ed intimista che non ha nulla dei lampi creativi pure intravisti agli esordi.

Is There Nothing We Could Do? (2009) e Being Flynn (2012) sono colonne sonore molto inferiori a quella di About A Boy.

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Voti:

The Hour of The Bewilderbeast – 6,5
About A Boy – 5,5
Have You Fed The Fish – 5,5
One Plus One Is One – 4,5
Born In The UK – 4,5
Is There Nothing We Could Do? – 4
It’s What I’m Thinking, Pt.1 (Photographing Snowflakes) – 4
Being Flynn – 4

Le migliori canzoni di Badly Drawn Boy

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