Sanremo 2016: Cori da Stadio, MILFina D’Avena e Gnugna Raffaele

Il link all’articolone sulla primasulla seconda, sulla terza e quarta serata del Festival

Il link alla pagina Facebook

La finalona del Festivàl la potete seguire insieme a me da questo link

Copertina

La serata finale, come sempre, è quella ideale in cui fare un po’ di bilanci del Festivàl, anche perché per la maggior parte del tempo si tratta semplicemente di risentire canzoni che non mi va di risentire, intervallate da sketch che non mi va di ascoltare. Questa volta il mega-video sfora le quattro ore totali: un tour-de-force di orchite. Noi, dopo ore e ore di telecronaca, facciamo questa volta una sintesi estrema, così che avrò spazio per un paio di pensieri, riflessioni e considerazioni.

“Quale sconfinata noia!”

Per esempio riflettiamo sul fatto che Il Volo (min. 14) sono un prodotto sanremese DOC, di quelli che riescono a coniugare ragazzi giovani e idee trapassate remote come un trio di tenori italiani che canta canzoni d’amore. In collegamento da New York, la loro più che un’ospitata sembra uno spot per sostenere l’immagine di band internazionale, quella che Sanremo 2015 ha creato per loro e che ora Sanremo 2016 cerca di rinforzare. Praticamente è brand management.

Il Volo a New York

Scopriamo che Irene Fornaciari viene ripescata (min. 19) e che a 40 anni Roberto Bolle ha un fisico che io lo avrò tipo mai, anche se non si capisce cosa minchia c’entri We Will Rock You con il suo balletto. Ah, per inciso, We Will Rock è noiosa: qualcuno, ogni tanto, lo deve ricordare al mondo.

Ciao Roberto

Questa volta i campioni sono presentati dalla video-raccomandazione di tanti personaggi famosi. Potrei farvi l’elencone, ma è molto più interessante seguire la telecronaca di una 30 chilometri di marcia per sequoie.

“Arrivo al fotofinish!”

Passiamo direttamente a Virginia Raffaele nella parte, questa volta, di se stessa. La prima cosa che salta all’occhio è che è una gnugna mica da nulla:

Virginia imita un’erezione

Infatti dopo, quando torna e balla con Bolle (1 ora e 1 min.), quasi ci scappa il VM 18 in diretta.

Non la sta reggendo con le braccia

Dopo 1 ora e 15 min. arriva Cristina D’Avena, famosa per la canzone dei Puffi e di Kiss Me Licia, ma anche celebre MILFona del web, come dimostrano queste foto di Facebook.

Best commenti sotto questa foto

  1.  “Chi lo avrebbe mai immaginato quando guardavo Bim bum bam che un giorno saresti diventata una milfona…”
  2. “Cristina in tutti questi anni ti ho vista solamente come colonna sonora della mia infanzia, ma mo mi accorgo che sei una fregna.”
  3. Puffami la fava cristina!!”

La D’Avena ci dimostra che non importa sempre fare il drammone per intrattenere il pubblico #TakeThatBrignano. Rimettiamo il fast forward, citando il vestiario da Kiss degli Elii, una scelta demenziale ed esagerata, il miglior travestimento della band quest’anno.

Kiss Me Elii

Poi, come accade sempre quando c’è Conti in giro, ecco che arrivano Leonardo “DieciVolteLoStessoFilm” Pieraccioni e Giorgio “NonFaccioRidereNeancheNegliSpot” Panariello (1 ora e 32 min.).

Un siparietto divertente della Raffaele che ha problemi con lo juventino storpio con il gobbo (1 ora e 50). Quando arrivano gli Stadio, presentati da Verdone, sembra già evidente che vinceranno loro (esticazzi, dici, che ora lo sanno tutti, ma se eravate con me a cena ieri sera sapreste che lo avevo previsto, loggiuro!).

“Ciao Carlo!”

Il superospite della finale è Renato Zero Assoluto (2 ore e 6 min.), che fa se stesso ma con più ansia addosso di un verginello al suo primo bukkake. Poi repliche delle canzoni che abbiamo già commentato, fino alla Raffaele – Ornella Vanoni (3 ore e 10 min.). Definitivamente risolta la questione sul divorzio istantaneo, con gli sposini che hanno seviziato tutti noi per cinque serate con gag prevedibili come la puzza dopo la cacca.

L’altro superospite è Beppe Fiorello (3 ore e 21 min.), il fratello di quello simpatico che cantava questo incredibile vertice di cattivo gusto:

Dopo 3 ore e 27 min. arriva la classifica finale, ma la Top 3 è solo una terna di nomi: c’è spazio per una nuova votazione finale. La superfinalissima, quindi, fra gli Stadio, Caccamo e Iurato e Francesca Michielin.

Quando arriva Willy William (3 ore e 34 min.), uno con 40 mil. di visualizzazioni, come ci dice Carlo Conti. Lui non è Stromae, non è il falso Stromae ma è il falso falso Stromae. Non so quando questa cosa potrebbe fermarsi, ma inizio a essere morbosamente intrigato dal degrado a cui si potrebbe giungere.

Ospitatona dello youtuber  Gugliemo Scilla (3 ore e 39 min.) che passa alla storia soprattutto perché, rispondendo a una sfida di The Jackal, chiede a Carlo Conti “Tu hai mai cercato Google su Google?” ((3 ore e 40). La faccia di Conti è impagabile:

“Chi?”

Tanica, troppo poco e troppo tardi (3 ore e 42 min.), anticipa tutti i premi di cui non frega un cazzo a nessuno. Dopo appena 3 ore e 59 min. scopriamo che i vincitori sono gli Stadio. Una foto stupenda del momento.

Stadio a Sanremo

Ora, due parole due, prima di tornare a scrivere le altre cose che scrivo su questo blog le altre 51 settimane dell’anno. Una è che il sanremo di Conti funziona a livello di ascolti ed è in sintonia con il pubblico generico, più, probabilmente, di quello di un Fazio. Pur molto lentamente, il parco artisti sta cambiando: ci sono ancora molte cariatidi, ma meglio la Pravo che Al Bano e per fortuna mai più Ricchi e Poveri.

Ci sono due rapper napoletani, e va bene che è roba davvero vecchia, ormai (nel mondo e in Italia, persino), ma comunque è sintomo di un cambiamento generazionale considerevole. Che poi certi giovani suonino come dei novelli Benjamin Button, nati già nostalgici e rassegnati come il duo della morte testicolare Caccamo – Iurato, è un problema causato dalla televisione e dal suo pubblico.

Mi dispiace per Noemi, che meritava una posizione più dignitosa, mentre non mi accodo alle polemiche sugli Elii, che sono finiti dove meritavano: la loro è un’operazione evidentemente di sabotaggio dall’interno, come abbiamo già detto, e come tale deve rimanere non premiata al Festival (sarebbe, sennò, un paradosso che segnerebbe virtualmente la fine di Sanremo).

Dopo 8000+ parole in 5 giorni su Sanremo, chiudo ringraziando quelli che seguono questo blog ogni anno, da 7 anni, per questa rubrica nata per scherzo e che ora mi fa scrivere la mattina di San Valentino (con la mia ragazza che pazientemente non mi manda a fanculo per questo). Se tutto va bene ci vediamo il prossimo anno, sperando di scoprire nuovi terribili momenti trash e incredibili attimi di #imbarazzoempatico.

PS: quest’anno niente 8volante emotivo! 😦

Voi, invece, che idee avete su Sanremo? Avreste fatto vincere qualcun’altro? Avete trovato il sex tape di Virginia Raffaele?  (ricordate, per tutte le 52 settimane dell’anno  mi trovate sempre qua!)

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8 pensieri su “Sanremo 2016: Cori da Stadio, MILFina D’Avena e Gnugna Raffaele

  1. dimitilla ha detto:

    Recensione ironica e precisa !!!!
    Sono d’accordo su tutto. L’ho visto non per scelta, non ho il televisore, ma ero a cena da amici (con il televisore).
    Non lo vedevo dagli anni 80 e tutto sommato il livello è migliorato, poche le mummie del passato e giovani bravi.
    I testi per fortuna non propongono più il solito refrain cuore -amore.
    A me è piaciuta Francesca Michielin,
    gli Stadio e il duo facevano cagare.

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  2. Scusa se mi arrabbio (no, non è un sequel pedante si Moccia), ma perché ci si è dimenticati tutti di Caparezza e Frankie Hi NRG e ci meravigliamo se quest’anno in gara c’è un rapper come Clementino e un ‘Jovanotti partenopeo’ come Rocco Hunt ?

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  3. Ciao Giacomo! Mi dispiace che tu ti sia arrabbiato, ho evidenziato il discorso dei due rapper napoletani semplicemente perché mi pare uno dei motivi di novità di questa edizione, ma ricordo bene che Frankie e persino Miki Mix/Caparezza sono già stati a Sanremo! Il Rap in Italia ha una lunga tradizione, anche di dialogo con il Pop!

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  4. Dopo la prima sera, facendo zapping e sentendo una canzone più monotona dell’altra, non c’è stato un seguito. Non so come tu abbia fatto ad arrivare addirittura al sabato, a sorbirti 4 ore di code canore. A me l’unica canzone che mi è rimasta in mente è quella del rapper, Rocco, per il resto sembravano tutte uguali. Purtroppo sanremo è un programma troppo prevedibile e mi annoio presto. Poi non guardo molta tv e quindi non mi attirano programmi così. In genere se devo scegliere scelgo un film e mai uno show.

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  5. L’ho fatto perché mi diverte ed è uno dei rari momenti in cui io e i miei amici abbiamo ascoltato le stesse cose durante la settimana! Non è così facile parlare di musica, e Sanremo ne dà, pur con i suoi enormi limiti, la possibilità! Poi la settimana dopo si ritorna a tutt’altro, come ho fatto anche quest’anno. Penso che quella di Rocco Hunt la sentiremo passare molto in radio, nelle prossime settimane!

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