Sanremo 2016: Brignano, i Due Marò e il Domandone

Il link all’articolone sulla primasulla seconda e sulla terza serata del Festival. Qua il link alla finalona.

Il link alla pagina Facebook

La quarta seratona del Festivàl la potete seguire insieme a me da questo link

Copertina

Quarta quarta serata si apre con le quattro Nuove Proposte: Mahmood con “Dimentica” (min. 5) non sorprende mentre è ancora più in forma Francesco Gabbani con “Amen” (min. 9), che ormai sembra il più probabile vincitore, se non altro essendo l’unico che non sembra un settantenne che ha fatto troppi lifting. La vera sfidante di Gabbani è Chiara dello Iacovo, con il suo look adolescenziale, il balletto demenziale e la voce cristallina che si ascolta nella sua “Introverso” (min. 14). Bonus per Chiara, il verso “opinioni in affitto”, con potenzialità virale. Ermal Meta (min. 17), nonostante il trucco arcobaleno, sembra appesantito da un testo troppo banale (“mi manchi e non lo sai”, davvero?).

Segue il momento di Fiele Miele, la vittima del MEGAFAIL della terza serata: pensava di essere passata, invece avevano fatto male i Conti conti. Il premio di consolazione è cantare la sua marcia funebre (min. 23) prima dei Campioni. Sembra più grintosa, secondo me semplicemente le girano le gonadi come le pale di un elicottero sotto amfetamine.

Miele

(delle mie fan strafichissime intelligentissime mi facevano notare che Miele e Lorenzo Fragola appartengono alla categoria Cantanti Alimento insieme a Zucchero, mentre che ai Cantanti Materiale c’è da aggiungere almeno Riccardo Fogli. Permangono dubbi su Umberto Balsamo, in attesa della categoria Cantanti Cura Della Persona)

Con un ritmo sorprendente, al minuto 31 abbiamo già finito con le Nuove Proposte e si parte con Annalisa, mai così #turbofiga. Prima la canzone con gli orgasmi, ora vestita ammicco-ammicco. Diverse soddisfazioni, anche se la canzone, “Il Diluvio Universale” è cantata molto bene ma fin troppo SanremoDuemilaSempre.

Not bad

Virginia Raffaele ci riprova con Belen Rodriguez (min. 35), vestita da suora e poi un pizzico troppo caricaturale e scontata. Gli Zero Assoluto (min. 40) con “Di Me E Di Te” sono tutti i motivi per cui cambio stazione radio. Rocco Hunt con la sua “Wake Up UAGLIUU” (min. 46) cerca di svegliare dal torpore il pubblico, ma è un’idea che non ha la longevità di una canzone. Poi anche basta con ‘ste cazzo di mossette da animatore della sagra di paese, per Dio. Almeno non lo vedrò saltellare come una sedicenne prima di una gangbang quando la ascolterò ovunque fino al Giugno (sì, toccherà a tutti noi che non abitiamo in un bunker antiatomico alle Svalbard).

“Rocco chi?”

Sempre allegrissima Irene Paprika Zucchero Fornaciari, con una “Blu” che non ha speranze (min. 51). Mi è sorto il dubbio che non sorrida mai e quindi ho messo insieme questa galleria di depressione formato jpeg, in un crescendo da bus perso a Masini.

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Poi ci sono quei due che nessuno conosce Deborah Iurato e Felice Giovanni Caccamo, con “Via Da Qui” (min. 57), probabilmente il pezzo peggiore fra quello dei Campioni. Meglio Ruggeri e la sua “Il Primo Amore Non Si Scorda Mai” (1 ora e 3 min.), che al secondo ascolto è ancora più convincente: inossidabile, meriterebbe il podio. Uno che  si è trovato a un Bivio: poteva scegliere se avere la dizione di un uomo normale o rimanere figo forever. Da trent’anni parla come un tenore che mastica quattro Big Babol.

TROMBOGGERI

Una Belen che fa solo sorridere lancia Francesca Michielin e “Nessun Grado Di Separazione” (1 ora e 10 min.), che becca un decimo degli applausi di Beppe Vessicchio: che umiliazione avere il direttore d’orchestra che ti asfalta prima della tua esibizione.

Elio e Le Storie Tese tornano, vestiti in modo asshurdo, per “Vincere L’Odio“, presentati da una Ghenea disorientata e balbettante come Federica Nargi che prende un due di picche (1 ora e 15 min.).

“Quindi vuoi dirmi che… un uomo può dirmi anche <<No>> oltre a <<ti imploro fammi odorare i tuoi slip dopo la palestra, ti pago col rene sano di mio figlio>>?”

La Pravo questa volta è una cougar più che una nuova mummies alive, pettinata come un essere umano normale. “Cieli Immensi” (1 ora e 23 min.) è cantata meglio della prima volta, ma rimane ammorbante. Per fortuna che a portare il brio ci pensa Enrico Birignao Brignano (1 ora e 28 min.), con un monologo criticato anche da Vincenzo Mollica. Rispolvero l’attitudine da contabile per fare un bell’elenchino delle battute che non hanno suscitato riso nel pubblico, decisamente coprofilo, dell’Ariston, secondo per secondo:

  • Parlando delle poltrone costose di Sanremo dice “Con un paio di Festival hai fatto il salottino” (1:28:38) e ride solo Conti
  • Parlando dell’inglese di Conti dice “The cat is near the table” (1:29:29) e ride solo su madre, pochino
  • Fa una battuta sul figlio di conti pixellato sui giornali (1:30:26) e ridono Adalberto, Gottardo, Vaniglio e la piccola Raimondina, rispettivamente cuginastro, amico d’infanzia, idraulico di fiducia e nipotina di Brignano
  • Battuta su “rompe le palle” (1:30:48), che vince il Premio Martellone 2016
  • Grande gag sui bambini che piangono molto (1:31:06), che se Brignano fosse stato Demetrio Stratos avrebbe saputo persino dirla e fischiarsi da solo.
  • Con “si tromba” (1:31:32) vince anche il premio alla memoria Scopare 2016

applause sarcastic slow clap james van der beek

Poi qualche minuto di divertimento, che capita anche ai peggiori. Ma è solo temporaneo, tranquilli. Ripartiamo:

  • Gag sul padre che non ha fatto “il discorsetto” (1:36:20) con due o tre momenti di vero #imbarazzoempatico
  • Una scarica di cose che non farebbero ridere neanche Irene Fornaciari Michelle Hunziker ( da 1 ora e 36 a 1 ora e 37)
  • A un certo punto Conti si mette ad applaudire, per disperazione (1 ora e 37 min.)

Quando parte il monologo patetico sul figlio non avuto raggiungiamo abissi di pochezza raramente esplorati dal genere umano, ornati con una spolveratina di pianoforte tristo che sussurra “ora ti devi commuovere, casalinga di Voghera” (1 ora e 38 min.). Quando si sentono i vagiti di un bambino (1:40:02), però, succede che tutto si ridimensiona, il trash di NEGRA, Patty Vampiro, le cover di merda: tutto diventa piccolo e insignificante, dinanzi a quest’abominio nauseabondo di cliché, commozione in formato famiglia (cristiana), occhi lucidi…

MUTUO

…e la frase finale “sara tu ad insegnarmi come si diventa grande“, con calo mesto del capo, che sono il capolavoro di imbarazzo e patetismo di Sanremo2016. Ciliegina su ‘sta torta di merda gli auguri di compleanno in diretta.

slow clap mocking

<bestemmie a piacere>

Veloci, veloci, che sono stati attimi interminabili manco quelli dei casi di cronaca nera. Alessio Bernabei con “Noi Siamo Infinito” (1 ora e 42 min.) e Neffa con “Sogni e Nostalgia” (1 ora e 48 min.) anticipano la burocrazia per la premiazione del vincitore fra le Nuove Proposte (1 ora e 52 min.). SPOILER, vince Francesco Gabbani. Me lo aspettavo, ne abbiamo già parlato e quindi passiamo a LA COSA GIGALOL della serata!

Toti, governatore della Liguria, sale sul palco (1 ora e 53 min.) e propone di AGGIUNGERE UN PICCOLO NASTRINO CHE RICORDA DUE RAGAZZI CHE SERVONO ANCORA IL NOSTRO PAESE MA CHE NON SONO QUA CON NOI E SONO…

E SONO…

E SONO…

E SONO…

 

 

horror animated GIF

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!

z4kvn

Dopo potrebbero chiudere tutto quanto, potrebbero finire e andare direttamente a Sanremo 2116. Invece si continua con Belen (1 ora e 58), Valerio Scanu (2 ore e 2), i Dear Jack (2 e 10) e quindi il superospite, Elisa (2 e 14) che è allegra come una bocciofila e presenta “No, Hero“, un nuovo brano inutile in una carriera in caduta libera da qualche lustro. Di nuovo Belen (2  e 31), poi Noemi (2 e 33), così che un briciolo di interesse lo finisce per suscitare J Balvin e il suo Reggaeton di “Ginza” (2 e 37) con Conti che ha il coraggio di dire che ha “un miliardo di fans sui social network“, sparando una minchiata colossale visto che Balvin ha: 16,75 milioni su Facebook e 3,4 milioni di follower su Twitter. Alla fin fine, però, sembra il ritorno di Shaggy, solo meno clamorosamente imbarazzante e soprattutto privo di quei 15 anni di ritardo sul successo.

Fate divorziare gli sposini (2 ore e 42 min.), ve prego. Gli Stadio (2 ore e 46 min) potrebbero vincere, con la loro “Un Giorno Mi Dirai“? Direi proprio di ! #SnaiNanoHa scritto la canzone della maturità che Vasco Rossi non scriverà mai, quella che Ligabue sta cercando di scrivere da dieci anni.

Mica vogliamo far vincere di nuovo Arisa, vero? Anche se “Guardando Il Cielo” mette d’accordo SMS e Fabio Fazio, ci scommetto. Forse scongiuriamo che possa vincere Lorenzo Fragola (2 ore e 59 min.). Di sicuro non ce la può fare Morgan (3 ore e 4 min.).

Niente, Belen non è la Versace né la Fracci (3 ore e 8 min.) e Dolcenera (3 e 11) mi piace pensarla ormai solo così:

Una spruzzata di agrumi (3 ore e 18 min.), quindi Rocco Papaleo e Alessandro Gassman (3 ore e 26 min.) fanno uno spottone noioso del loro film. A nessuno a Febbraio 2016 interessa dei Lost Frequencies (3 ore e 38 min.), mentre Rocco Tanica arriva all’UNA E SEI MINUTI (3 ore e 41 min.), quando chi poteva ridere è ormai deceduto.

Grande Rocco!

Questa sera cinque Campioni saranno messi in zona “rischio”, solo uno accederà alla finalissima, quindi nonostante sia l’una passata e siamo a 3 ore e 47, c’è ancora un motivo per seguire ‘sto strazio. Sono in via d’estinzione:

  • Zero Assoluto (e ci mancherebbe)
  • Dear Jack (cazzo sì)
  • Neffa (vi capisco)
  • Bluvertigo (telefonatissima)
  • Irene Fornaciari (che non potrà essere più triste)

Uno di loro sarà ripescato, certo a questo punto meglio Neffa di Caccamo – Iurato, ma si tratta di preferire la morte per inedia a quella per asfissia da peti in ascensore. Questo è dunque il momento giusto per fare il DOMANDONE.

Secondo voi che vincerà Sanremo 2016?

Noi ci sentiamo Domenica, per il commento sulla finalissima! Se poi vogliamo parlare ancora di Sanremo, mi trovate sempre qua!

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3 thoughts on “Sanremo 2016: Brignano, i Due Marò e il Domandone

  1. Ikyo ha detto:

    Direi che è già di per sé anticonvenzionale l’essere andato contro il pensierounicoarcobalenato del Sanremo di quest’anno, il che rende più interessante il monologo di Brignano.
    Ci ha fatti tornare coi piedi per terra, nel suo magnificare la “trombata”, che genera la vita, a dispetto della (ahinoi) “moderna” manipolazione genetica che crea figli come pecore Dolly da catalogo (che orrore!).
    Ci voleva proprio un vero uomo a ricordarlo? Si.

    Mi piace

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