Sanremo 2016: Patty SWAG Pravo, Ghenea Nuda e Batti-sti-tamburi

Il link all’articolone sulla prima serataseconda e quarta serata. Qua il link alla finalona.

Il link alla pagina Facebook

La terza seratona del Festivàl la potete seguire insieme a me da questo link

Copertina

La terza serata è tutta dedicata alle cover. Cantano tutti i Campioni , e già sono tanti da inserire in una struttura televisiva che scorre più lenta e noiosa dell’ultimo film di Tarantino. Prima di iniziare, tipo antipasto, quattro Nuove Proposte, la prima si chiama come una marca di elettrodomestici, Electrolux Miele, e con “Mentre Ti Parlo” si dimostra di gran lunga la più funebre del Festivàl .

FUNEBRE

Meglio Francesco Avvoltoi Rondini Mestoloni Cuculi Gabbiani Gabbani e la sua “Amen“(min. 11), un Synth-Pop a base di sequencer e un’immagine da “ti-trombo-la-ragazza” ma anche “capire-Battiato“.  Nei ritornelli sembro io il sabato sera verso le 2 di notte, quando mi dimentico quanto sono ridicolo mentre ballo.

POPPORO.png

Ovviamente passa Lapide Miele, che manco a dirlo piange (min. 16). Subito dopo arriva il siculo-australiano Michael Leonardi con “Rinascerai” (min. 19), una canzone che sembra lo spot Activia: lassativo sonoro, in un clima New Age che odora di bancarelle con disegni di lupi argentati e incensi indianissimi prodotti tuttavia in Bulgaria. La sua pronuncia incerta è comunque spassosa, sentirlo ripetere all’infinito “RUINASCERAEEEE” ti fa la tenerezza che fa un immigrato in difficoltà con la lingua di Dente Dante se non ti chiami Matteo Salvini.

“RUINASCERAEEEE”

Mahmood si presenta vestito come un personaggio scartato da Assassin’s Creed e la sua “Dimentica” (min. 24) lo vede lamentarsi mentre un loop vocale tedia oltre la sopportazione. E poi un falsetto demenziale (min. 26): sono minuti interminabili, peggio che il caricamento di un film in streaming con un 56K. Il suo stile strascicato sembra la brutta copia di Ghostpoet. Mette comunque la sua bandierina a Sanremo per una presenza scenica tragicomica:

BUJO

Al rientro Marc Hollogne (min. 30) disegna fiorellini, ricorda Chaplin e ammalia i bambini, con effetti speciali e colpi di scena. Cosa questo abbia a che fare con la Musica, non si sa, ma è così che è fatto Sanremo. Il suo italiano è ridicolo, così anche le frasi che dovrebbero strappare gli applausi cadono in silenzi imbarazzanti e clapclap di cortesia (min. 33). Eppure è stato commovente sentire quest’uomo dire a tutti noi:

evasion

“Caro pubico di Sanremo, credo che mia moje ha ragione, l’evasione del colore… è nel cuore!”

Tatuatevi questo, dilettanti del troieggio con lo zaino Eastpak, invece delle frasi di Fedez! Ma tranquilli, abbiamo traccheggiato abbastanza, ecco che arriviamo alle cover. Sono tante, sono brutte, sono pedisseque e banali. Sono, insomma, le cover di Sanremo. Noemi si cimenta in “Dedicato” (min. 37) di Loredana Bertè, perfettamente nelle sue corde di donna grintosa. Non resta che ricordarci Loredana “Richard Benson” Bertè come l’abbiamo vista a Sanremo qualche tempo fa, elegantissima.

UN POLLOOOOO!!!”

Intervallo con Madalina Patata2016 Ghenea e Gabriel Frankenstein Garko (min. 42), con alcune frizzanti battutine che fanno divertire se hai l’inclinazione all’ahahahah di una persona rinchiusa in una stanza satura di gas esilarante. Poi presentano con l’abilità innata di due che è tutta la vita che sono più fighi di quanto io potrò mai essere, e che quindi chissene se non sai fare il co-presentatore, mostra le poppe, mostraci i glutei di marmo e va bene così. #imbarazzoempatico.

I Dear Jack ci provano con “Un Bacio A Mezzanotte” (min. 44), un compitino Pop/Rock degno di un Paolo Belli.

“Non leggero mai parole più dolci per me, su questo blog”

Garko legge un insulto ricevuto online, dopo aver letto malamente un testo sbagliando circa TROPPE VOLTE le parole. E allora parte #SFIDAGARKENSTEIN: ecco cosa vorrei sentire leggere in diretta Sabato sera!

“Garko sembra il risultato del drunk sex gay fra un tronista e un wrestler”

Incredibilmente stupiscono gli Zero Assoluto, che hanno scelto la sigla del cartone animato “Goldrake” (min. 50) e finiscono per essere una parodia di Le Luci Della Centrale Elettrica per i primi venti secondi, poi sono semplicemente spassosi come la nausea cronica se sei un pilota di rally.

Per fortuna arriva Donatella Versace (min. 54) nei panni di Virginia Raffaele (ischerzo, il contrario). Rimane sempre la sicurezza di questo Festivàl, la Raffaele. Quando perde un orecchio e dice “ho fatto tagliando a dicembre” si supera (min. 58).

Deborah “Luca” Iurato e Giovanni “Felice” Caccamo  (min. 59) provano la carta del tributo al morto celebre con “Amore Senza Fine” di Pino Daniele: lui ha poca voce, lei è più anonima delle telefonate di un sequestratore.

Patty decide, in un virtuosismo di autoesaltazione, di fare una cover di se stessa, “Tutt’al Più” (1 ora e 6 min.), con un molesto rapper a cercare di ringiovanire uno show che fa della muffa il suo abito. La Pravo è stralunata, pettinata come io la domenica mattina alle 5 dopo 14 gin lemon.

swag

Segue una slideshow dedicata alla sola Patty, visto che ci sono troppi momenti LOL da non perdere e almeno qualcuno volevo che lo vedeste anche voi, fortunati che non avete dovuto sorbirvi tutta la puntata.

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Alessio Bernabei, insieme a Benji & Fede, propone “A Mano A Mano” di Cocciante: tre che non ne fanno uno (1 ora e 12 min.). Soffrenera, a sorpresa, propone Mi Scappa La Pipì PapàAmore Disperato” (1 ora e 17 min.) di Nisba Nada, House mix per l’occasione con qualche scampolo Dubstep (ne abbiamo parlato qua, che è diventata un virus qualche anno fa). Vestita di bianco e decisamente scollacciata, Soffrenera ci costringe a fare un giro su Google Immagini e scoprire questo:

Dolcenera su Playboy

La Raffaele ci mette un altro sketch sulla Versace, sempre brillante. In particolare quando, deformandosi il le labbra e il mento, evidenziandone la plasticità, dice (1 ora e 21 min)…

santanchè.png

“Me l’ha insegnato la Santanché”

Chinotto Pompelmo Giapponese Fortunella Japonica Limone Rugoso Pomelo Cedro Clementino (1 ora e 22 min.) azzarda un autore poco celebrato, che ha da sempre diviso pubblico e critica, vale a dire Fabrizio, padre del grande Cristiano De André. Don Raffaè è un pezzo adatto al rapper, che lo interpreta sfoggiando poco della sua abilità e attenendosi troppo spesso al modello originale. Il fatto che sia vestito come un immigrato del 1929 aggiunge quel tocco trash che non guasta mai.

CLEMENTINO

Poi arrivano i giovanissimi Pooh (1 ora e 29 min.), che Conti, non scherzo, introduce come un gruppo di AVANGUARDIA, fottutissima AVANGUARDIA!!! C’è pure Riccardo Pagine Fogli, così il quadretto da Radio Nostalgia è completo. Ne approfitto per pagare le tasse e divertirmi a testare la resistenza alla trazione meccanica del mio apparato riproduttivo.

Poi, lo scandalo, la figuremmerda della serata! A 1 ora e 51 si scopre che Miele non ha vinto, si erano sbagliati! Forse è il caso di buttare il pallottoliere e fare un salto nel vuoto con le calcolatrici Olivetti, che dite?

Hi Tech

Grande spasso con Elio E Le Storie Tese, con una versione italiana di Fifth Of Beethoven, dal titolo “Quinto Ripensamento” (1 ora e 55 min.), vestiti da band kitsch e con coretti esilaranti tipo “ma come è forte Beethoven, chi l’avrebbe mai detto, fa musica dance!“. Hanno, per la seconda volta quest’anno, surclassato tutti gli altri. #instantclassic

Arisa propone ilCuore” della Pavone come sacrificio umano per ottenere la vittoria, una performance incolore (2 ore precise precise). Nello stereotipo scivola invece Rocco Hunt che propone “Tu Vuo’ Fa’ L’Americano” (2 ore e 5 min.) di Tonino Renato Carotone Pisellone Minchialunga Carosone. Lo commentiamo solo con luoghi comuni. Usando quella calorosità tipica del sud Rocco E I Suoi Fratelli Hunt riesce a farci ricordare che una volta le canzoni erano molto più belle e che la canzone napoletana è importante. “Su le mani!”

Intervallo onanistico (2 ore e 9 min.)

Francesca Bridgestone Michielin propone “Il Mio Canto Libero” (2 ore e 11 min.), uno dei gioielli di Brucio Lucio Battisti. Visto che le cose scorrono più prevedibili dei moti dei pianeti, si cerca anche di rovinare una canzone fragile e intimista con un tamburone! #BATTI-STI-TAMBURI

BATTI

Quando arriva Neffa con “O’ Sarracino” (2 ore e 20 min.), sempre di Renato Patatone Carotone Carosone io ho esaurito già le battute sui napoletani che si adeguano agli stereotipi dei napoletani che cantano in napoletano canzoni di altri napoletani con Rocco Hunt. Neffa, poi, riesce a essere così sorprendente che mi costringe a ingurgitare l’ennesima pasticca di caffeina disciolta nel Red Bull. #RedBullTiMetteFausto

Dico io, ma davvero DUE canzoni di Carosone e DUE canzoni di Battisti? Perché anche Lake Fuck Scanu deve suonare Battisti (2 ore e 25 min.)? Propone “Io Vivrò (Senza Te)“, una canzone così bella che neanche Scanu riesce a rovinarla, nonostante tutto.

Zucchera Irene “FigliaDi” Fornaciari tributa le Mani Mano Addams Gianni Morandi con “Se Perdo Anche Te“. Sembra contenta di farlo come io quando scopro che anche questo oggi si scopa doMai.

ZUCCHERA

La vogliamo smettere con sti cazzo di coniugi che farebbero ridere solo togliendosi Domenica In La Vita in Diretta?  (2 ore e 34 min.) Comunque… i Bluvertigo propongono uno strumentale un brano cantato originariamente da Modugno in cui la voce di Morgan si sente, rauca e imprecisa, quando va di culo: “La Lontananza” (2 ore e 37 min.). Per supportare un leader praticamente afono, gli strumenti sono a volumi da “i vicini si incazzano”. Intervallo con una ragazza affetta da sindrome di down, Nicole Orlandi (2 ore e 42 min.): l’handicap vende bene, perché non sfruttarlo ancora un po?

Lorenzo Amarena Fragola propone un’altra canzone-gioiello, “La Donna Archibugio Flak88 Cannone” (2 ore e 50 min.), che canta con trasporto, ma senza molta personalità.

Dopo Rocco e Clementino, Ruggeri prova a ricordarci gli Alunni Del Sole con “‘A Canzuncella“, ma il suo napoletano è un po’ rattoppato e l’arrangiamento Rock suona solo fuori luogo (2 ore e 56 min.). Tuttavia, un momentino da ricordare c’è, la sua corsetta a labbra arricciate, all’indietro!

CORSETTA.png

Annalisa decide di tributare Gianna “Stonare a Sanremo” Nannini con “America” (3 ore e 2 min.), una canzone che parla anche di masturbazione femminile. E lei mentre canta queste cose fa questa faccia…

faccia.png

…comunque a un certo punto parte un acuto che sembra la sirena dei rave. Ho temuto che l’80% dei vecchietti in sala scappasse temendo il ritorno dei bombardamenti della Grande Guerra 2 e i pochi rimasti optassero per un Techno Party improvvisato. Poi mi desto, purtroppo.

I Palazzetto Gli Stadio cantano una canzone di Dalla, “La Sera Dei Miracoli” (3 ore e 7 min.), facendo praticamente quello che pensavo potesse fare solo Patty “NienteAglioGrazie”Pravo, visto che ai tempi Lucio suonava con Gli Stadio nella band. Curreri, poi, finisce a più riprese per scimmiottarlo in modo ridicolo.

Pino e Gli Anticorpi ( 3 ore e 13 min.) non fa più ridere dall’inizio della mia adolescenza, Hozier (3 ore e 24 min.) non interessa più nemmeno a se stesso (ha i tappi nelle orecchie da anti-infortunistica, non sono auricolari). Rocco Tanica, troppo poco e troppo tardi (3 ore e 28 min.) anticipa la premiazione inutile degli Stadio (3 ore e 35 min.). Finisce così una serata interlocutoria, quella che si potrebbe agilmente sforbiciare dalla programmazione senza danno alcuno. Mancano ancora DUE fottute serate, dove si ripeterà il carrozzone con repliche delle canzoni, nuove gaffes e Cristina “MILFantaghirò” D’Avena.

Secondo voi chi meritava di vincere in questa serata cover? La Ghenea si darà mai al porno? Per Garko il mutismo sarebbe un handicap o un vantaggio?

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4 thoughts on “Sanremo 2016: Patty SWAG Pravo, Ghenea Nuda e Batti-sti-tamburi

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