Arca – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Il venezuelano Alejandro Ghersi, trasferitosi a Londra, propone con il progetto Arca un mix di stili nati negli anni Zero e Dieci del nuovo millennio. Fa parte del filone Wonky, lo stile che fonde Dubstep ed Hip-Hop, tuttavia è completamente strumentale l’esordio Xen (2014).

Il sound, che richiama gli esperimenti di Flying Lotus, è altamente visionario in episodi come Now You Know, Xen, Slit Thru (forse l’apice), Thievery, Fish (una visione disorientante): si mischiano Hip-Hop, R’n’B, musica atonale e cacofonica, collage estremo, immaginari sci-fi e retrofuturistici.

L’amalgama è eterogeneo ma i timbri dei synth e delle drum-machine si somigliano e donano coesione all’opera. Alcuni passaggi, quieti e classicheggianti, fungono da contrasto cromatico, in un ossimoro fra classico-eterno e futuristico-surreale, ma presi da soli non valgono quanto i già citati brani maggiori. Più che un’opera imperdibile, Xen sembra una promessa di futuri sviluppi di queste idee, qua presentate senza un’ottimale sintesi e senza giungere a nessuna composizione epocale.

Mutant (2015) è un’opera enigmatica, piena di suoni digitali deformati e schizofrenici, struggenti e cacofonici, che sembrano composti secondo un’estetica androide. Nell’immenso spettro di musica aliena, robotica, meccanica, post-umana racchiuso nell’opera si muovono Flying Lotus, Oneohtrix Point Never e gli Autechre. Incomprensibile e attaccato da chi lo reputa incomprensibile, come effettivamente pare essere, quella di Arca è diventata una musica flusso-di-coscienza che nasce dalle ceneri delle sperimentazioni digitali degli anni ’90 e ’00. La sinfonia della title-track (7 min. e mezzo) è solo il brano più imponente a livello di dimensioni, poiché gli sviluppi incoerenti trasformano Mutant in un acrobatico susseguirsi di scelte disorientanti e accostamenti imprevedibili, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Per esempio, la tristissima melodia di Sinner, fra frattaglie Techno, o la danza robotica che chiude Snakes con note di pianoforte martellanti: due momenti che portano a spasso l’ascoltatore in un terreno vasto e apparentemente senza confini, tutto fatto di suoni digitali, macchine, computer senzienti e futuri distopici accelerazionisti. Hymn sembra abbozzare un climax, ma in realtà esplode in un tonfo subsonico. Gratitud è una scena trhiller al ralenti, magnifica da osservare nei suoi dettagli al synth.

La realtà disorientante del turbocapitalismo, della post-globalizzazione, delle tribù digitali, dei social: è forse Mutant la sinfonia di tutto questo? L’incubo di un androide senziente? Non penso che si possa trovare una definizione efficace. Un sound contraddittorio, inumano e pieno di ossimori e uno degli album più creativi del periodo.

La sfida di Arca (2017) è di stravolgere la musica dei primi album, puntando tutto sulla voce. Mai così intimista, il sound si è ora trasformato in un Soul del futuro remoto, splendido nella sua malinconia struggente e algida (Anoche, Reverie, Coraje), nella sua tensione surreale (Piel, Miel).

I paesaggi misteriosi di brani come Urchin prendono a prestito melodie pianistiche e orchestrazioni si sintetizzatori per descrivere mondi extraterrestri o incomprensibili, tanto estranei quanto commoventi. Un esotismo fantascientifico in momenti come Sin Rumbo porta l’opera a vertiginosi livelli di creatività, in territori inesplorati.

Calare l’elemento umano, al solito androgino e futuristico, nella sua musica è stato un colpo ad effetto per Arca: è come aprire una finestra sui prossimi decenni, ascoltare il suono di un’umanità che ancora è lontana dall’esistere.


 

Discografia

Xen 2014 7,5
Mutant 2015 8,5
Arca 2017 8

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4 thoughts on “Arca – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. L’eterna diatriba sui brani che sembrano bozze! Devo dire che a piacermi è proprio quest’effetto mosaico sgangherato, disorientante ma estremamente ripagante nel momento in cui si sbrogliano le matasse melodiche. Slit Thru, concordo, è l’apice!
    Kalos

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  2. Devo proprio riascoltarlo, penso che il tuo punto di vista sia molto interessante e dal primo ascolto ho letto molte cose che me lo faranno vedere in un’ottica diversa! Grazie del commento Kalos! Tu hai ascoltato il secondo album?

    Liked by 1 persona

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