Edoardo Bennato – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani selezionati di Edoardo Bennato

Il napoletano Edoardo Bennato nasce nel solco della tradizione Folk, sposata efficacemente con il Rock e con il Pop. I modelli principali sono quelli statunitensi ed inglesi, all’insegna di un equilibrio fra ballate più o meno commoventi e brani frizzanti, fra critica sociale e narrazione sentimentale, fra il poeta urbano ed il giullare che intrattiene con abilità.

In Italia il suo ruolo è stato quello di portare dosi di Rock nella tradizione cantautorale, fungendo più o meno consapevolmente da cinghia di trasmissione fra la scuola classica sessantiana (De Gregori, Guccini, De André ecc.) e quella Rock degli anni ’90 (Gianna Nannini, Vasco Rossi, Ligabue). La sua energia, le sfumature politiche e sociali dei suoi brani, la sua irriverenza, i momenti eccentrici del suo canzoniere ne hanno fatto una figura amata dal grande pubblico, che ha visto in lui la forza di un portavoce, di un megafono, di un rappresentante. Il 19 luglio 1980 è il primo artista a riempire lo stadio di San Siro nella storia della musica italiana.

Nonostante le caratteristiche di cui sopra, tuttavia, Bennato rimane un cantastorie, tanto che proprio la letteratura per bambini e ragazzi sarà uno dei suoi punti di riferimento durante la carriera, da Pinocchio a Peter Pan.

Quanto Bennato possa essere considerato importante in ottica internazionale è questione dibattuta presso la critica nostrana, fra elogi più o meno iperbolici e disinteresse totale. Probabilmente il suo lascito è soprattutto se non esclusivamente nazionale e si concretizza in una manciata di brani fra il 1974 ed il 1980, con poco altro da ricordare poi nel resto della lunga ed ancora prolifica carriera.

Non Farti Cadere Le Braccia (1973) esplora ballate e R’n’R, e si ricorda per la dolce Una Settimana Un Giorno e l’amara Un Giorno Credi.

I Buoni E I Cattivi (1975) è un album eterogeneo, fra Folk, Rock, Pop e divertissment eccentrici come In Fila Per Tre, operistica fantasia melodica. Si ricorda anche il Folk/Rock di Bravi Ragazzi. Certo momenti come Uno Buono (6 min.) sono divertenti, ma abbastanza naive.

Io Che Non Sono L’Imperatore (1975) è all’insegna spesso di un R’n’R torrenziale, per quanto poco originale. Bennato vive più dell’energia che emana che dell’innovatività della sua opera. Meno Male Che Adesso Non C’è Nerone è il brano più divertente ed è una delle accuse politiche di turno (in un altro brano si chiama in causa Paolo VI).

La Torre Di Babele (1976) aggiunge Venderò ma è con Burattino Senza Fili (1977) che Bennato trova la sua vera opera della maturità. Seguendo la fiaba di Pinocchio, costruisce una sorta di album a tema che propone parallelismi un po’ banali fra società e dimensione fiabesca. Le accuse sono sempre ai “padroni” ed ai “potenti”, agli opportunisti ed agli “altri”, i vari Gatto ed i vari Volpe della vita quotidiana ed i vari Mangiafuoco della politica. Lo stile popolare, se non populista, di Bennato trova così la quadratura. Arrangiamenti più curati (la dolce fantasia melodica di E’ Stata Colpa Tua), un nuovo episodio di stampo operistico (Dotti Medici E Sapienti) e soprattutto l’inno Il Gatto E La Volpe, un nuovo Rock’n’Roll da anni ’50, sono i momenti maggiori di un album che lo consacra presso un pubblico (nazionale) vastissimo. Va detto che molto di quello che propone Bennato è piuttosto attempato per la scena mondiale (si senta Mangiafuoco), tuttavia è lui il più credibile interprete di questa fusione fra R’n’R statunitense, le ballate melodiche del Pop/Rock inglese e il cantautorato italiano.

Uffà! Uffà! (1980) è un inaspettato cambio di rotta, verso una creatività meno ruffiana. Almeno il surreale Blues di Così Non Va Veronica ed il valzer semi-parodistico di A Licola sono fra i suoi brani più interessanti in assoluto, al limite del freak. In chiusura la title-track prova persino un Punk-Rock. Non è però solo un’uscita demenziale, è piuttosto un’affermazione di creatività che sembra portarlo per un attimo ben lontano dal successo nazionapopolare, un colpo di reni dell’artista e del suo estro, in contrapposizione agli interessi di mercato.

Sono Solo Canzonette (1980), uscito pochi giorno dopo il precedente album, riprova la carta dell’album a tema fiabesca. Questa volta tutto gira attorno a Peter Pan, ma l’operazione sembra formulaica e i trucchi del mestieri sembrano ormai risaputi. La ballata L’Isola Che Non C’è, simile a Venderò, diventa uno dei suoi brani più celebri in assoluto, affogata com’è nella malinconia della contrapposizione fra fantasia e realtà. La celebre title-track, di nuovo un brano anni ’50 con un testo “impegnato”, è uno dei suoi ritornelli più orecchiabili e immediati, deliziosamente canticchiabile.

Il successivo E’ Arrivato Un Bastimento (1983) anticipa il duo di album a base di sintetizzatori Kaiwanna (1985) e Ok Italia (1987), con il primo più Synth-Pop del secondo. Sono tre opere che, per motivi diversi, sono trascurabili: il primo è confuso, con molti stili e poca personalità; il secondo a suo modo anche azzardato, ma molto debitore della scena a base di synth che spopolava in quel periodo; il terzo troppo ruffiano e ammiccante, ad esempio nella title-track.

Abbi Dubbi (1989) contiene Viva La Mamma, una sorta di tentativo di replicare Sono Solo Canzonette.

Nel 1992 come Joe Sarnataro pubblica È Asciuto Pazzo ‘O Padrone, tributo di Bennato al Blues, qui riletto in chiave partenopea.

In questo momento della carriera, Bennato sembra aver esaurito completamente le idee. Prima riprova la carta della fiaba con Il Paese Dei Balocchi (1992), che però oltre al titolo contiene poco per definirlo un album “a tema” ed è avaro di momenti da ricordare. Dopo, le cose se possibile peggiorano, con Se Son Rose Fioriranno (1994).

Le Ragazze Fanno Grandi Sogni (1995) aggiunge due brani al canzoniere, la title-track ed il Pop/Folk radiofonico di Afferrare Una Stella: nulla di grandioso, ma già qualcosa in tanta mediocrità.

Dopo Sbandato (1998), l’americaneggiante L’Uomo Occidentale (2003) e Le Vie Del Rock Sono Infinite (2010) è lecito chiedersi se Bennato scriverà mai qualcos’altro che possa meritarsi un posto perlomeno nella musica italiana.

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Voti:

Non Farti Cadere Le Braccia – 4,5
I Buoni E I Cattivi – 5,5
Io Che Non Sono L’Imperatore – 4,5
La Torre Di Babele – 4
Burattino Senza Fili – 6
Uffà! Uffà! – 6
Sono Solo Canzonette – 5
E’ Arrivato Un Bastimento – 4
Kaiwanna – 4
Ok Italia – 4
Abbi Dubbi – 3
È Asciuto Pazzo ‘O Padrone – 4
Il Paese Dei Balocchi – 3,5
Se Son Rose Fioriranno – 3
Le Ragazze Fanno Grandi Sogni – 4,5
Dopo Sbandato – 3
L’uomo Occidentale – 3
Le Vie Del Rock Sono Infinite – 4

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Playlist di brani selezionati di Edoardo Bennato

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