Renzo Arbore – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Renzo-Arbore

Renzo Arbore è uno dei più divertenti interpreti della musica statunitense in Italia. Diviso fra Swing, Jazz, Pop, Rock’n’Roll e Canzone Napoletana, Arbore ha saputo rivestire un ruolo fondamentale nel diffondere in Italia questi stili, scansando il mero tributo ed approdando piuttosto ad una sorta di connubio italo-napoletano-americano che omaggia ed a tratti paròdia gli Stati Uniti, con un atteggiamento di appartenenza ma anche di distanza dalla cultura made in USA. Proprio per questo, Arbore ha saputo diventare uno dei punti di riferimento negli anni ’80 e ’90 della comunità italoamericana negli USA ed uno dei più riconosciuti performer nostrani in quelle zone in cui la presenza di persone originarie del Belpaese è maggiore.

Presentatore per la radio e la televisione, attore e regista per il cinema, clarinettista e cantante, Arbore è prima di tutto un personaggio eccentrico, ironico ed autoironico, che ha conservato nel tempo la voglia di scherzare, parodiare, omaggiare.

In una lunga carriera musicale ha composto alcuni brani spassosi ma non ha mai scritto una raccolta memorabile. Piuttosto, il suo variegato canzoniere è un mix invidiabile di divertimento, ricerca linguistica e musicale e tradizionali delle due sponde dell’italoamericanità.

Ora o mai più ovvero cantautore da grande (1981) introduce lo stile peculiare di Arbore e contiene Rocchenrollo, il primo esperimento di slang italo-americano.

Cari Amici Vicini E Lontani (1985), suonato da una band chiamata I Senzavergogna, è un imponente tributo a canzoncine d’epoca italiane, riviste e riaggiornate, divertenti ma soprattutto nostalgiche. I tributi alla Canzone Napoletana ed allo Swing sono molto frequenti.

Quelli Della Notte (1985) è attribuito ad Arbore ed alla New Pathetic “Elastic” Orchestra. Si tratta di un’opera da affiancare allo storico programma televisivo di Arbore, a detta di molti uno dei migliori della televisione nostrana. Qui sono raccolte musiche che ne riassumono bene l’anima musicale, fra tributi, pezzi originali ed originali che suonano come tributi, sempre fra omaggio e parodia, fra citazione e affettuosa nostalgia. Il Materasso e Ma La Notte No sono i due brani da ricordare. Peccato per alcune cover superflue, come quelle dei Beatles, già tanto tributati e così lontani dalla missione di revival italoamericano di Arbore, reinterpretati peraltro con poca fantasia. Quelli della notte 2 (1985) replica con materiale più scadente.

Prima che sia troppo tardi (1986) comprende Il Clarinetto, all’insegna dei doppi sensi. Viaggiare Oh… Oh… (1986) replica sostanzialmente il repertorio, senza novità.

Discao Meravigliao (1988) contiene il gioiellino finto-caraibico Cacao Meravigliao e la fanfara di Sì la vita è tutt’un quiz, nonché il motivetto di Vengo Dopo Il Tiggì.

Napoli. Punto e a capo (1992) rivede i classici napoletani e verrà replicato da Napoli due punti. E a capo (1994): è il tributo più esplicito di Arbore alla canzone napoletana, un concentrato di tradizione e di amore per quel periodo musicale e quella tradizionale canora. Sono album suonati con un ensemble nominato Orchestra Italiana.

Napoli: Punto esclamativo! Internescional uei! (1995) è il capitolo più divertente delle rivistazioni napoletane, fra spagna, Country, Rock’N’Roll ed altre improbabili contaminazioni. ‘O Sarracino, trasformata in un Rap arabeggiante, è l’apice dell’opera ed uno dei brani più creativi che siano mai stati composti sulle spoglie della tradizione napoletana.

Pecche’nun Ce Ne Jammo in America? (1996), una raccolta dell’Orchestra Italiana, è ancora sulla scia dei tributi “napoletani”.

Sud(s) (1998) è l’ultimo tributo alla napoletanità. Si riparte quindi con lo Swing in Renzo Swing (2002), tributo allo Swing italiano, opera elegante e più creativa, seppur fondamentalmente un nostalgico tributo di un grande appassionato. Arbore tinteggia i brani di un pianoforte suonato a mo’ di Jazz.

Vintage! …ma non li dimostra (2005) raccoglie altri brani d’epoca, rivisti ed aggiornati. Meno siamo e meglio stiamo è un tardivo ma entusiasmante inno all’alternatività.

At The Carnegie Hall, New York (2006) è un doppio live in uno dei luoghi leggendari della musica statunitense. Accorato, ha il sapore dei grandi eventi, degli istant classic ed è l’estremo tributo al popolo italoamericano. Niente di nuovo, e c’era da aspettarselo: si insegue una classicità perduta, mica il futuro.

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Voti:

Ora o mai più ovvero cantautore da grande – 4,5
Cari Amici Vicini E Lontani – 4,5
Quelli Della Notte – 4,5
Quelli della notte 2 – 3
Prima che sia troppo tardi – 4
Viaggiare Oh… Oh… – 3
Discao Meravigliao – 5
Napoli. Punto e a capo – 5
Napoli due punti. E a capo – 4
Napoli: Punto esclamativo! Internescional uei! – 5,5
Pecche’nun Ce Ne Jammo in America? – 4
Sud(s) – 3
Renzo Swing – 5
Vintage! …ma non li dimostra – 4
At The Carnegie Hall, New York – 4

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