Un CD da sotterrare: 80 minuti di musica per spiegare (a figli e nipoti) i primi 15 anni del Millennio

La Capsula del Tempo (e perché ne parliamo su un blog di musica)

Quanti di voi sanno cos’è una capsula del tempo? Si tratta di un contenitore preparato appositamente per conservare oggetti o informazioni destinate ad essere ritrovate in un lontano futuro. Praticamente è una macchina del tempo, ma mentre voi creando una capsula del tempo comunicherete con coloro che in futuro la apriranno, loro non potranno comunicare con voi (peccato!). Sì, le capsule del tempo sono una cosa molto intrigante e anche con quel pizzico di fascino fantascientifico. Dentro a una capsula del tempo potete metterci foto, oggetti quotidiani, monete, ciocche di capelli, pensieri, segreti da lasciare congelati nel tempo per chi in futuro la aprirà. La cosa più importante è ovviamente che il messaggio sia interessante: bisogna saper scegliere cosa inserire nella capsula e cosa lasciare fuori. Se siete curiosi, potete leggere su list-verse una Top 10 di capsule del tempo uniche nel loro genere.

Quando la Nasa nel 1977 fece decollare le sonde Voyager 1 Voyager 2 al loro interno mise due copie del Voyager Golden Record, contenente suoni e immagini dell’umanità, con l’obiettivo di far giungere la testimonianza della nostra civiltà e della nostra specie a una stella remota, Gliese 445, posta a circa 40.000 anni di viaggio di distanza.

La cover del Voyager Golden Record

Su questo preziosissimo vinile in oro incisero i saluti in 55 lingue differenti, alcune immagini e una ristrettissima selezione di suoni e di brani musicali provenienti da tutto il mondo. Potete ascoltare i suoni che furono inseriti sul profilo Soundcloud della NASA e per un esempio più esaustivo potete consultare questo sito, re-lab. Bene, ora sapete cos’è una capsula del tempo e sapete che si può usare per far conoscere agli uomini del futuro o agli extraterrestri com’è la musica degli esseri umani. Non resta che spiegarvi perché voglio sotterrare un CD.

Un CD da sotterrare: una capsula del tempo musicale

A inizio 2016 un amico sulla Pagina Facebook di questo blog mi propone una cosa tanto semplice quanto stimolante: perché non immaginare di creare una capsula del tempo con 80 minuti di musica dei primi 15 anni del Millennio?

Come avrete già capito, ormai, non ho potuto sottrarmi a questo gioco. Ho quindi pensato a come decidere cosa inserire, pensando a delle regole. Ho concluso che:

  • Inserirò musica particolarmente famosa del periodo
  • Inserirò musica che ritengo particolarmente valida
  • Rock, Pop, Hip-Hop, Elettronica, Folk
  • Niente brani estesi: vietato superare i 5:59
  • Ogni brano dovrebbe raccontare uno stile diverso
  • La capsula sarà aperta fra 100 anni
  • Una sola canzone per artista, senza eccezioni
  • In totale la playlist non deve superare gli 80 min

Dopo aver definito le regole, posso dirvi cosa ho deciso di inserire.

Per questa capsula del tempo userò un comune compact disc da 80 minuti

Canzoni per il 2116: una CD pensato per i nipoti dei miei nipoti

Di seguito trovate quali canzoni inserirei nella capsula del tempo. Rispettando le regole scritte sopra e ho dovuto a malincuore scartare molte cose che mi sarebbe piaciuto poter contenere. Sono 20 canzoni in 80 minuti precisi precisi (così dice anche la playlist che ho fatto per l’occasione, che potete ascoltare gratuitamente). Ordine alfabetico. Potete giocare anche voi, scegliendo i vostri 80 minuti da sotterrare per un secolo! Scrivete nei commenti o sulla Pagina Facebook

Archangel (2007) – Burial 

Perché è il simbolo riconosciuto della Dubstep, lo stile che ha fatto conoscere al mondo coa stava ribollendo in Inghilterra da anni. Burial ha scritto due manifesti stilistici: l’omonimo Burial (2006) e Untrue (2007), tutti e due ben accolti dalla critica. Poi la cosa è stata banalizzata, trasformata in altro dagli statunitensi e siamo arrivati anche a Skrillex (ne parlo anche qua). Eravamo però partiti da questa strana, nevrotica poetica urbana.

 

Can’t Get You Out Of My Head (2001) – Kylie Minogue

Ancora nei primi anni del nuovo millennio c’era grande voglia di ballare mantenendo un collegamento al sound delle discoteche degli anni ’80 e ’90. Finì così che ci pensò un’australiana a sbaragliare tutti, con un singolo accompagnato da un video ad alto tasso erotico e con un ritornello accattivante quanto un “la la la” (anzi, era proprio un “la la la”). Dopo arriverà il revival Disco, con Madonna e la sua Hung Up. Prima venne Kylie e la sua felpa bianca che lasciava poco all’immaginazione. La canzone arriva in cima alle classifiche in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Polonia, Svizzera, Regno Unito e tutti gli altri paesi europei ad esclusione della Finlandia.

 

Chop Suey! (2001) – System Of A Down

I S.O.A.D. per raccontare il Metal come elemento importante dei primi anni Zero, tornato celebre dopo gli anni ’80 dell’esplosione della sottocultura, rinato come Alternative Metal e Nu Metal. Non si può ridurre tutto a una band, ovviamente, ma i System Of A Down hanno avuto le loro peculiarità: oltre ad aver scritto uno degli album più interessanti del periodo, erano decisamente molto schizofrenici per essere una band famosa. Aiutano a capire quanto fosse variegato il mondo musicale di inizio Millennio, con Kylie Minogue in cima alle classifiche e una canzone come questa a rimanere nel cuore di tanti “rockers”. Sono stati l’ultima band Metal dal seguito “di massa”: non è un caso che il video che vedete sotto ha le 360 milioni di visite (i Metallica, per dire, si fermano a meno di un terzo).

 

Crazy (2006) – Gnarls Barkley

Nei 15 anni che devo cercare di racchiudere in una capsula è successo anche che diventasse famosa una canzone di una postmodernità disorientante come questa: cantata come un Soul anni ’70 da una voce che sembra ripescata da chissà quale vinile (non lo è, è quella invece del contemporaneissimo CeeLo Green) e trasformata in un Hip-Hop elettronico da Danger Mouse. Ne viene fuori uno spaccato di un’epoca in cui passato e presente sono confusi come non mai: fra imitazione, tributo, rielaborazione, nostalgia. In meno di tre minuti, ci sono tutti gli indizi per una strana Retromania à la Simon Reynolds, sfuggente e liquida, come l’Internet che si diffondeva ovunque in quel periodo. (la mia recensione)

 

Crazy In Love (2003) – Beyoncé feat. Jay-Z

A guardarla qua, Beyoncé potrebbe sembrare l’ennesima ragazza al servizio del rapper famoso di turno. Ne scaturisce invece una carriera solista di grande successo, che la porta a diventare una delle donne più famose del pianeta. Jay-Z diventa il suo partner anche nella vita reale, lei una macchina da hit. Il singolo vende 8,5 milioni di copie, ma per Beyoncé è solo l’inizio di una carriera da superstar, della musica e del gossip. Certo il video qua sotto ha aiutato non poco questa ascesa.

 

Gangnam Style (2012) – PSY

Tanti motivi per inserire questa nella capsula. Il primo è che la cultura popolare musicale del periodo è anche fatta di tormentoni alimentati da internet, soprattutto nell’ultimo dei tre lustri. Uno di questi, e forse il più clamoroso, è questo pezzo adrenalinico che ha avuto l’onore di avere il primo video con più di 1 miliardo di visualizzazioni su Youtube (e ne conta al momento quasi 2,5 miliardi). Il secondo motivo è che il Pop, pur se lentamente, si internazionalizza molto dopo il 1999, e PSY viene dalla Korea, decisamente distante, in tutti i sensi, dall’Europa e dal resto dei più tradizionali mercati discografici.

Get Lucky (2013) – Daft Punk feat. Pharrell Williams

Una delle band simbolo di fine anni ’90 dopo anni di mancanza dalle classifiche torna con un gigantesco tributo al Funk, gli anni ’70 e primi anni ’80, facendo diventare per un attimo famoso, di nuovo, Giorgio Moroder. L’opera è così calligrafica che pone idealmente fine al revival nostalgico degli anni Zero e dei primi anni Dieci: oltre a questo sembra difficile poter andare, in termini di ricostruzione del suono, tributo e nostalgia (ne parlavo anche in questa scheda). Album best-seller, singolo fortunatissimo: arriva primo praticamente ovunque (anche in Finlandia).

 

I Gotta Feeling – Black Eyed Peas (2009) 

Probabilmente i Black Eyed Peas rimarranno relegati nei 15 anni che ci interessano: ora come ora sembra improbabile che risorgano per nuovi successi. Eppure sono loro la band che ha firmato più hit ballabili in questo periodo, attirando l’odio di molta critica per la pochezza delle composizioni e quell’insieme di anni ’90, citazioni e ritornelli martellanti che di fatto è stato la loro principale arma. Qua produce David Guetta, uno dei più importanti fra quelli che stanno dietro le quinte ai successi da discoteca dei nostri 15 anni da “sotterrare”.

 

Idioteque (2000) – Radiohead

Amati molto spesso da critica e pubblico, sono la band per chi ha orecchie sofisticate all’alba del nuovo millennio. Scrivono album che fondono sapientemente orecchiabilità Pop/Rock e sperimentazione in vari campi, lavorando tanto con la produzione e con i trucchi di studio. Se non sono loro la band più acclamata degli anni Zero con Kid A, potrebbero essere solo gli Arcade Fire di Funeral (spoiler). I fan costruiscono un culto della figura del leader della band Thom Yorke, che assume a tratti le caratteristiche di una guida spirituale. Sono i Beatles di un’era tanto frammentata a livello di mode e tendenze da non poter avere alcun gruppo come i Beatles.

 

Jesus Etc. (2002) – Wilco

Sono stati anche gli anni delle gare a chi è più alternativo, gli anni degli hipster, della ricerca di chi “l’ha fatto prima”. In questa gara alla ricerca dell’originalità e dell’inconsueto, una band come gli Wilco ha avuto un ruolo fondamentale: quello di far incontrare critica e pubblico con un sound alternativo e intimista, creativo ma mai davvero ostico.

 

King Night (2010) – Salem 

Uno dei più interessanti brani del periodo, un esempio di reale musica di nicchia del periodo. Un album solo, nel 2010, King Night. Un brano e uno stile che ancora non hanno trovato eredi della stessa statura, uno dei più torbidi parti della Retromania dilagante. Da inserire in capsula per fare in modo che qualcuno, in futuro, se ne ricordi.

 

Ms. Jackson (2000) – OutKast

Il duo Hip-Hop del periodo, i più creativi e talentuosi, capaci di suonare differenti dall’Hip-Hop di East e West Coast che pure ha invaso le classifiche negli anni ’90. Con questa canzone scrivono uno dei loro brani migliori e contemporaneamente raggiungono un successo internazionale più unico che raro per una band di Southern Rap. L’altra faccia dell’Hip-Hop che impazzava a inizio Millennio, quella nera, quella dello slang, quella Funk e della Psichedelia.

 

Poker Face (2008) – Lady Gaga

Una delle più grandi sensazioni del periodo, da una delle popstar del periodo (una di quelle che non sarà famosa anche nei prossimi anni). I riferimenti alla bisessualità, i richiami anni ’90, gli spunti robotici: tutto parla di una società divisa fra passato e futuro, sempre più “senza confini” di qualsiasi tipo. Se poi chi aprirà la capsula recupererà anche il video, scoprirà una delle più creative popstar del periodo in termini di coreografie e abbigliamento.

 

POWER (2010) – Kanye West

Questa, a rappresentare Kanye West, il più Pop fra i big dell’Hip-Hop, quello che fa più scalpore, che ha le pose più “sopra le righe” e anche quello che ha scritto uno degli album del periodo, My Beautiful Dark Twisted Fantasy (2010). Amato dalla critica, premiato con un 10/10 su Pitchfork che ha fatto storia, è un album massimalista, dove compaiono molte personalità musicali del periodo, nonché una delle poche, credibili, sintesi totali del Pop a cavallo fra i due decenni. Con dedizione, i miei nipoti potrebbero ricostruire la musica popolare occidentale del periodo partendo da questo brano e, se riusciranno poi a ritrovarlo, dall’album di cui fa parte.

 

Rebellion (Lies) (2006) – Arcade Fire

La band più acclamata degli anni Zero, ha messo d’accordo tutti (anche me) scrivendo un esordio da antologia e un secondo album quasi di pari livello. Non si è ancora capito se è ancora viva e vegeta, un po’ insabbiata in opere colossali come Reflektor (2013). Motivo in più per inserirla nel CD da sotterrare, a imperitura memoria.

 

Rehab (2006) – Amy Winehouse

La sua storia è destinata a rimanere una questione soprattutto del periodo 2000-2015: una cantante R’n’B dai profumi Motown e Stax che muore giovanissima, entrando nel “Club dei 27”. Altra dimostrazione della Retromania, femminile e sensuale, con uno spirito maudit che quasi sembrava scomparso. Due soli album, un film nel 2015 candidato agli Oscar. Poi, forse, l’oblio totale o parziale, fino a che qualcuno non riscoprirà la sua storia dissotterrando un vecchio compact disc.

 

Seven Nation Army (2003) – White Stripes

Gli anni ’90 del Grunge, del Nu Metal e gli anni ’00 del revival Punk con i Green Day. In mezzo a tutta questa stanchezza post-Nirvana, a questo crossover sempre più sconfinato e al revival Punk in salsa Pop si fanno spazio un manipolo di formazioni che (ri)fanno Rock, semplice, pieno di Blues, tralasciando fronzoli e abbellimenti. Dopo diventeranno famosi anche i Black Keys (per esempio con questa canzone), ma il pezzo dei White Stripes è la fotografia di un Rock che, ancora in lutto, perduto o compromesso da dosi Pop, ricerca la sua essenza. L’ascesa al successo di Seven Nation Army segna la fine di un’epoca, quella dove il Rock con le sue forme più moderne e ricercate dominava le classifiche.

 

Take Me Out (2004) – Franz Ferdinand 

Dopo il successo dei White Stripes, c’è spazio per tanto Rock ruvido e adrenalinico. Fra tutti ho inserito questo pezzo dei Franz Ferdinand. Se chi aprirà la capsula avrà però curiosità, scoprirà un piccolo esercito di band come The Fratellis, The Strokes, Arctic Monkeys, The Hives che parlavano un verbo Rock diretto e ruvido, adatto ai party. Sono questi gli anni della diffusione delle rock-oteche, posti dove si balla una musica difficile da ballare come il Rock dopo il Rock’n’Roll.

 

The Ketchup Song (Asereje) (2002) – Las Ketchup

Quello che non mi piace di tante capsule del tempo è il fatto che contengano solo cose che ci interessa conservare. Non mettiamo in una capsula del tempo cose di cui ci vergogniamo, anche se fanno parte della nostra vita: sembriamo tutti più belli, intelligenti, acculturati, impegnati. Invece c’è una vivere quotidiano che potrebbe essere anche quello interessante. Per questo, ricordiamoci che anche col Nuovo Millennio abbiamo continuato a farci inebetire da canzoncine troppo orecchiabili connesse a belletti demenziali. Chissà che fra un secolo non ci sia più questo vizio, potremmo farlo tornare di moda! (se ancora non sapete da dove viene il testo non-sense, rimediate subito)

 

Timber (2013) – Pitbull feat. Ke$ha

Come per Asereje, qualcuno potrebbe voler far finta che non esista quel macho glabro di Pitbull, ma sarebbe solo un modo per nascondere qualcosa che invece, musicalmente, esiste e fa successo in tutto il mondo (non a caso si fa chiamare Mister Worldwide). Qui è insieme a un’altra popstar aspramente criticata da molti, Ke$ha, a formare un duo che tutti abbiamo ascoltato ma che pochi sembrano davvero amare. Certo Pitbull è un tamarro all’ultimo stadio che ha iniziato la carriera con un singolo intitolato “Culo” e che sembra vestirsi al buio, ma rappresenta un mondo che possiamo vedere come diverso o distante da noi, ma ben presente nella nostra società. Parla ai latinos statunitensi, agli zarri delle discoteche nostrane e a quanto pare a tantissimi altri giovani e meno giovani nel mondo. “I Know You Want Me (Calle Ocho)”, “Give Me Everything” (featuring Ne-Yo, Afrojack and Nayer), “Feel This Moment” (featuring Christina Aguilera), “Time of Our Lives” (with Ne-Yo) e questa “Timber” sono stati tutti successi ballatissimi nel mondo, con o senza il mio e il vostro consenso. Il video qua sotto, per dire, ha più di 736 milioni di visualizzazioni. Niente male, questo pelatone.

 

Ecco che gli 80 minuti sono tutti pieni di musica: il mio CD è completato, pronta a essere sigillato nella capsula. Voi cosa avreste messo nella capsula? Quali canzoni vorreste far ascoltare ai vostri bis-nipoti? Davvero Aserejè tornerà di moda fra un secolo?

 

 

Annunci

4 thoughts on “Un CD da sotterrare: 80 minuti di musica per spiegare (a figli e nipoti) i primi 15 anni del Millennio

  1. Antonio ha detto:

    In attesa dell evoluzione di questo lustro,avrei inserito solo brani del primo decennio,guardare agli eccessi degli anni zero è più divertente perché non avendo scavato ancora le profondità inesplorate di pitbull possiamo permetterci di analizzarli con l’aria supponente di chi assiste al fallimento di tutte quegli eccessi..la stessa supponenza mista a reazione blanda che provocherà pitbull tra un decennio..oltretutto non hai tralasciato nulla,motivo per cui al massimo posso scriverti dei doppioni per i rispettivi stili e tendenze,tipo Stan di Eminem al posto di Ms Jackson,wherever di shakira al posto di crazy in love, Clint Eastwood dei gorillaz al posto di crazy,dragostea al posto di asereje,in the end dei Linkin park al posto di chop suey,i killers al posto dei franz,umbrella al posto di poker face,toglierei i radiohead(troppo novantiani)e metterei i coldplay o i muse,restano invariati kanye west e kylie minogue(non ho trovato qualcosa di altrettanto rappresentativo in quel periodo),al posto di burial metto mountains of ashes di shackleton con meno intimismo e più contemplazione delle miserie urbane,e i clouddead al posto di Salem,due artisti in un deserto di proseliti,mentre non ho mai ascoltato gli arcade fire e wilco pur essendo circondati da grande fama..mi piace suddividere questo millennio in tre periodi:il primo lustro è quello delle musicassette in auto, di mtv,delle suonerie in midi e della morte di top of the pops che sancisce l’inizio di un nuovo tipo di fruizione;ci fu in seguito un tentativo di resuscitare top of the tops,sulla scia di sarabanda e la ruota della fortuna che dimostra come tra le retromanie quella musicale sia il male minore..l’avvento dei primi mp3 su vasta scala nel secondo lustro,preceduto dal periodo breve e transitorio dei lettori cd..l’ultimo lustro è il trionfo del download selvaggio al servizio di un ampia categoria di dispositivi sempre più pratici..si nota anche da questo cambiamento che ormai la musica ha perso la sua funzione collettiva

    Liked by 1 persona

  2. Tutti i nomi che citi sono stati fra quelli che avrei voluto inserire, praticamente sembra che tu abbia saputo in qualche modo cosa è stato scartato (con molta fatica) dalla playlist finale. In particolare mi ha fatto piacere che tu abbia citato artisti che reputo grandiosi come Shackleton e cLOUDDEAD.

    La tua tripartizione del millennio è molto interessante e condivisibile. Nessuno mi aveva mai citato la fine di Top Of The Pops come una pietra miliare, ma riflettendoci è interessante vederla in questo modo!

    Grazie del commento, davvero molto apprezzato!

    Mi piace

  3. A1 ha detto:

    Mi permetto qualche nota tecnica sulla capsula del tempo perchè ne ho realizzate alcune anche per degli enti e l’argomento mi sta a cuore. L’idea di sotterrare un CD contenente dei file che siano musicali o video, oppure semplicemente delle immagini, è buona se s’intende riascoltarlo tra al massimo 50 o 60 anni (per essere ottimisti). Risulta infatti che il CD dopo tale periodo di tempo si smagnetizza e diventa illeggibile. C’è inoltre un altro problema: tra 50 o 60 anni sarà difficile trovare lettore CD che eventualmente lo possa leggere. Se posso permettermi di darle un suggerimento, dovrebbe inserire nella sua capsula assieme al CD un lettore CD (senza le pile) con allegate delle istruzioni scritte su carta di come utilizzarlo.

    Mi piace

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...