Progenie Terrestre Pura – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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I Progenie Terrestre Pura sono una formazione di Atmospheric Black Metal italiana, una delle più personali declinazioni nostrane delle tendenze cosmiche della scena. L’ambizioso esordio U.M.A. (Uomini, Macchine, Anime; 2013) mischia Ambient, Psichedelia, Black Metal à la Agalloch e momenti più melodici à la Alcest. I 10 minuti di Progenie Terrestre Pura si aprono in un clima cibernetico ed alieno, con la voce filtratissima che si muove in un paesaggio algido e maestoso, che lentamente si irrobustisce fino alla quiete improvvisa ed epifanica (5 min. e mezzo). Sopraggiungono le chitarre ad iniettare melodia, prima dell’attacco finale, questo davvero in linea col Black Metal più efferato, altezza Emperor. Sovrarobotizzazione (13 min.) si apre in un clima desolante, per spazi cosmici, quindi precipita in un abisso angosciante di Black Metal, rallenta in drammatiche sferzate epiche e quindi riesplode, sovrapponendo violenza e spunti da cyborg (i synth alieni che affiorano). Al settimo minuto clangori industriali ed un riffing Thrash sono protagonisti, quindi un Black Metal efferato si sovrappone ad elementi melodici; attorno al decimo minuto lo svolgimento è così intricato da apparire quasi indescrivibile. La coda è più melodica, malinconica e sognante.

Dopo una simile apertura, la band si abbandona all’IDM in La Terra Rossa di Marte, degna degli Autechre ma anche capace di ben inserirsi nella narrazione dell’opera. Droni (10 min.) rievoca ancora le sconfinate composizioni degli Agalloch, qua segnate da un clima alieno e futuristico: una lunga apertura atmosferica lascia il posto ad un Black Metal stratificato, arrangiato con sfarzo e sviluppato con fantasia. Al quinto minuto la tempesta lascia il posto al lamento, seguendo spunti Jazz, ma è una tregua che si conclude con nuovi strati di chitarre, verso una cavalcata epica, fra mitragliate di doppia-cassa e melodie magniloquenti.

Sinapsi Divelte (11 min.) si apre in un paesaggio post-urbano per poi svilupparsi in un intricato Black Metal che saltuariamente è “disturbato” da glitch elettronici; la coda è una desolante cartolina di una città abbandonata e gelida.

Pochi in Italia posso mettersi al pari dei Progenie Terrestre Pura, che richiamano alla mente band come i Deathspell Omega, gli Alcest e gli Agalloch, mostrandosi particolarmente peculiari quando integrano in questi spunti anche elementi IDM, Post-Industrial e di Ambient psichedelica (Psybient).

La band ritorna nel 2016 con due lunghe composizioni totalmente strumentali e senza chitarre, racchiuse in Asteroidi: la title-track, di quasi 15 minuti, apre con un balletto algido e robotico, poi sciolto in un mite affresco atmosferico-cosmico e quindi trasformato in una Dub aliena degna degli Orb screziata da vari “glitch”; la suite Comete (I.Plutone – II. Kuiper – III. Oort; quasi 11 min.), ancora più minimale ed aliena, danza elettronica e incorporea che incrocia tessiture melodiche e spunti persino classicheggianti, con intrecci di voci angeliche. Atipica escursione nel mondo Ambient e IDM, Asteroidi suona come un’avventurosa deviazione dal percorso Black Metal della band, ma conserva la stessa fascinazione per lo spazio remoto e per i paesaggi alieni.

All’alveo originario appartiene invece oltreLuna (2017), che esalta la loro curiosa fusione di Black Metal, Industrial e Psybient. Se U.M.A. era molto atmosferico, questo secondo episodio sulla lunga distanza si concentra maggiormente sulla potenza sonora e sulle variazioni stilistiche e sembra perdere parte della peculiarità dell’esordio. Parte del cambiamento è anche dovuto all’entrata di un nuovo cantante, Emanuele Prandoni, capace di risaltare nell’arrangiamento e forse uno dei motivi che spinge di più verso strutture maggiormente convenzionali. [.Pianeta.Zero.] (8 min.) apre evidenziando la natura progressiva delle composizioni, inserendo una parentesi mediorientale e una danza quasi Folk-Metal, concludendo con una coda tribale. [.subLuce.] (altri 8 min.) inizia epica, bellicosa, furente e lentamente si dirada nella psichedelia galattica di un dialogo sci-fi visionario. Per tornare alla forte vena atmosferica dell’esordio servono gli 11 minuti e mezzi di [.oltreLuna.], che significativamente annovera anche alcuni dei passaggi più efferati prima di adagiarsi su uno Black Metal schizofrenico, persino etnico a tratti; coda di (banale) Dubstep.

Le due composizioni finali sono anche le più ambiziose. [.Deus.Est.Machina.] (12 min. e mezzo) sorge da un affresco ambientale per lanciarsi in una lunga cavalcata a tratti persino sinfonica. Dopo circa 7 minuti rimane solo un Industrial alieno e malconcio, mutato in Black Metal solo per il finale. Il frequente cambio di velocità e densità dell’arrangiamento variega il brano e aiuta a sostenerne la maestosa durata. [.Proxima-B.] (oltre 15 min.) sembra però svettare su tutto il resto: apre pensosa come l’intro dei Metallica più progressivi, poi per pulsazioni si avvicina a uno struggente inno chitarristico e quindi viene risucchiata da un vortice Black Metal devastante. Una serie di scosse di assestamento e si fluttua nella galassia, dove un uso ben più originale dei bassi Dubstep guida la composizione su un binario di orrore sci-fi, un atipico ibrido di Industrial e Black Metal con anima elettronica che negli ultimi cinque minuti si trasforma in un tormentato alternarsi di accelerazioni, pause e ripartenze, fra sbuffi iracondi e assoli emozionali, prima di una coda in punta di piedi.

Non è facile trovare formazioni che interpretino in modo originale il Black Metal atmosferico e i Progenie Terrestre Pura hanno sicuramente elementi originali nel loro secondo album. L’impressione è che siano le composizioni più estese, in particolare [.Proxima-B.], a fornire il tempo necessario a sviluppare le idee più originali, mentre i brani più “brevi” vertono maggiormente su un Prog-Metal oscuro e brutale, spettacolare ma meno originale. Proseguendo su questa strada la formazione rischia di perdere di vista la forte peculiarità presentata a inizio carriera.


Discografia

U.M.A. 2013 8
Asteroidi 2016 7
oltreLuna 2017 7

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