ABC – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Playlist di brani selezionati degli ABC

Gli ABC di Martin Fry sono una delle formazioni inglesi della New Wave più ballabile e ricercata. Fanno parte del filone New Romantic (Duran Duran e Spandau Ballet le band più famose), pur emancipandosene durante la carriera.

L’esordio The Lexicon Of Love (1982) è soprattutto Synth-Pop sontuoso e ricercato. In patria è un successo inaspettato che guadagna il primo posto nella classifica degli album ed è ancora oggi considerato fra i migliori album inglesi di tutti i tempi. Show Me ed il ritornello-killer della hit Poison Arrow aprono l’opera all’insegna di un sentimentalismo effimero, legato al divertimento da discoteca ma con pose Glam e afflati melodrammatici.

L’apice è in un altro successo da classifica, The Look Of Love, ritornello ficcante con arrangiamenti sinfonici, basso Funk e canto teatrale.

Il momento più commovente è All Of My Heart, altro equilibrio funambolico fra ballabile raffinato, ritornello facile, orchestrazioni impegnative.

Pur sfruttando ampiamente stili già conosciuti, in primis Funk e Disco, l’album inietta di romanticismo svenevole ritornelli accattivanti, ornandoli con arrangiamenti ricercati (si ascolti 4 Ever 2 Gether, per es.). L’album è accompagnato da elaborati video musicali, compreso il mediometraggio Mantrap, una strampalata spy story dove Martin Fry è sostituito da un agente russo in incognito.

Beauty Stab (1983) propone un sound molto differente, molto più Rock, rievocando i Roxy Music. La cavalcata That Was Then But This Is Now è segnata da sassofoni, percussioni stratificate e chitarre elettriche, con un finale psichedelico di feedback: una partenza che porta a sopravvalutare l’album. King Money, con echi Reggae e basso Funk, è l’altro momento da ricordare. L’album tenta molte strade, compreso il caos di drum machine di Vertigo, indovinando un nuovo ritornello-killer in Unzip, appiccicosa e ricercata Pop song. In episodi come The Power Of Persuasion e Hey Citizen! si intravedono anche i Rolling Stones, altrove le idee sembrano più semplicemente latitare (per es. SOS e By Default By Design). L’album è un mezzo flop commerciale, soprattutto se paragonato al successo dell’esordio.

How to Be a … Zillionaire! (1985) abbandona il suono Rock e torna al ballabile da discoteca, con tanti synth, tanto Funk e pose più sensuali che romantiche e melodrammatiche. La formazione, rimaneggiata, vede sempre Fry al timone. La drum-machine è la vera protagonista dell’album, quella che imposta le canzoni e che ne segna l’estetica. La produzione è scintillante, ricercata, spettacolare. Ne sono buone testimonianze So Hip It Hurts e l’Hip-Hop da Afrika Bambaataa di A to Z. Il mix fra immediatezza e ricercatezza di Fear Of The World è degna del miglior Michael Jackson. Be Near Me è una Pop song ruffianissima ma, a suo modo, funziona.

Ancora più leggera è Vanity Kills, ritmo e hook melodico, pose sensuali e arrangiamento ricercato: intrattenimento di classe, ma con nessuno spessore artistico.

15 Storey Halo è il brano più divertente di tutta la carriera. Su un altro livello c’è Tower Of London, che è sia orecchiabile che lodevole per l’arrangiamento epico, uno dei più all’avanguardia dell’epoca: è il loro piccolo capolavoro. Per quanto soprattutto una questione di una fantastica produzione, questo terzo album è il più divertente della band e non sfigura nel confronto con i precedenti.

Ridottisi a un duo, gli ABC lanciano sul mercato Alphabet City (1987), un album che in parte replica il suono ballabile, in parte arretra verso lidi Disco e Soul. Una buona sintesi dell’opera è King Without A Crown, ma l’apice tecnologico di Minneapolis, degna di Giorgio Moroder, è il (modesto) apice.

Fa peggio Up (1989), che è contaminato dalla musica House. La formazione sembra arrivata alla fatidica frutta, così la pubblicazione del greatest hits Absolutely segna virtualmente la fine della carriera. Purtroppo però, pur esauritasi la parabola creativa, le pubblicazioni continuano ad arrivare: con Abracadabra (1991) siamo ormai in pieno muzak e con Skyscraping (1997), con solo Fry rimasto fra i membri originali, le cose non migliorano. Un nuovo greatest hits, Look of Love – The Very Best of ABC (2001), perfeziona la prima raccolta con due inediti: è la scelta consigliata a chi cerca un loro best of.

Nonostante numerosi brani deludenti, una formazione a dir poco stravolta e un’identità stilistica incostante, la storia degli ABC non finisce con il nuovo millennio. Dopo un tour statunitense nel 2006  e dopo aver rastrellato oltre a Fry un paio di individui che avevano lavorato negli album storici, i Nostri tornano con Traffic (2008), opera che si presenta con un sound esplosivo, legato al Rock ed agli arrangiamenti sontuosi degli esordi. Indovinano Sixteen Second To Choose e soprattutto One Way Traffic, che sembra quasi una cosa degli ultimi Red Hot Chili Peppers. Odore di anni ’80 ovunque, ma è per questo che sono tornati sulle scene, no?

Con il privilegio del senno di poi e una prospettiva resa possibile dal tempo, la carriera degli ABC è una sequenza di tentativi andati più o meno male di recuperare il successo dell’esordio. Il bestseller Lexicon Of Love sembra essere l’unico fondamento reale dell’intera discografia, poi naufragata a causa di mutamenti nella formazione, cambi di stile e l’inseguimento affannoso delle mode succedutesi negli anni ’80 e ’90. La resurrezione con Traffic è l’unica possibile, quella che li relega a nostalgica ed ectoplasmatica emanazione di una musica trapassata, ghiotta per l’imperante sentimento retromaniaco di inizio millennio. Chissà che Martin Fry abbia trovato, infine, la consapevolezza dei proprio mezzi: Lexicon Of Love è un’opera il cui successo non potrà mai replicare, quella a cui i fan sono più affezionati e forse l’unica che continuerà a ricevere attenzione da critica e pubblico. Lo sbocco più ragionevole, quantomeno a livello imprenditoriale, di questa consapevolezza è quella di riproporre esattamente quel suono ormai datato, ruffiano e rileccato di un tempo.

In questo senso The Lexicon Of Love II (2016) è l’unico album possibile degli ABC otto anni dopo Traffic. Romantico e sentimentale fino all’eccesso, pieno di orchestrazioni sontuose e melodie maestose, è il risultato di un esperimento post-moderno eseguito con maniacale precisione: riscrivere la storia della formazione, dando un seguito a quell’unico, per certa critica persino fondamentale, album del 1982.


Discografia:

The Lexicon of Love 1982 7,5
Beauty Stab 1983 7
How To Be A Zillionaire 1985 7
Alphabet City 1987 6
Up 1989 5
Absolutely (Compilation) 1990 6
Abracadabra 1991 <5
Skyscraping 1997 <5
Look of Love – The Very Best of ABC (Compilation) 2001 6
Traffic 2008 5,5
The Lexicon of Love II 2016 6

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