Oranssi Pazuzu – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

OPRB2012

Gli Oranssi Pazuzu sono una formazione finlandese che propone una versione psichedelica e sperimentale del Black Metal. Per quanto la musica sia violenta ed intrisa di un immaginario tetro, è infatti venata di un’aura sci-fi e riesce spesso a far venir meno i punti di riferimento tipici del Black Metal. Tutta la loro carriera è ai margini dei modelli di Metal estremo, una grandiosa chiave di lettura alternativa del Black Metal del Nord Europa.

Muukalainen Puhuu (2009) è un mix di psichedelia e Black Metal che viene efficacemente presentato nella visionaria Korppi, con richiami alle colonne sonore dei classici sci-fi. Kangastus 1968 rallenta persino in un Blues da zombie che poco ha da spartire con il Black Metal: un gioiello che ancora non ha un’etichetta adatta. I brani più lunghi sono avventure sonore che hanno il Black Metal come pretesto ma delineano territori sonori molto vasti, trasversali e poco facili da sondare e descrivere: Suuri Pää Taivaasta (7 min.) è un incubo di psichedelia e sci-fi, affogato infine in un vuoto cosmico da Dark Ambient. Dub Kuolleen Porton Muistolle (8 min.) prova un Dub/Black Metal ad alto tasso di allucinazioni. Kerettiläinen Vuohi (9 min.) rallenta il Black Metal fino ad un mid-tempo che fa trapelare inquietanti gorghi allucinati, bad-trip cosmici, desolazione intergalattica. la band sembra una canonica band Black Metal solo per un minuto in Myöhempien Aikojen Pyhien Teatterin Rukoilijasirkka.

Kosmonument (2011) apre con un bad trip come Sienipilvi, che richiama alla mente gli Electric Wizard e prosegue con brani coesi, che sembrano sviluppare un unico discorso musicale, fra cosmo, angoscia e orrore. La psichedelia che si avvertiva nell’esordio prende qua una forma spesso più geometrica, in linea con certo Kraut-Rock, come nell’ossessiva Komeetta, fra strazianti grida e ritmo ipnotico, mentre le chitarre dipingono incubi psichedelici. L’anima Dub ed atmosferica, virata Doom, torna nella magistrale Luhistuva aikahäkki. Il capolavoro Andromeda (9 min.) stratifica il suono, unendolo a tendenze Noise, generando visioni catastrofiche e Lovecraft-iane, allucinazioni mefistofeliche, bad trip sconfinati. La scudisciate tetre di Kaaos hallitsee (8 min.) cercano per vie traverse di trasformare il Black Metal in una questione di cicli ritmici, come hanno già provato a fare inserendo palesi elementi Dub altrove: il risultato è un amalgama Noise e psichedelico, Doom e Black, senza molti termini di paragone. L’opera si perde qua e là in lungaggini ma rappresenta bene le potenzialità di una band che aveva già proposto nell’esordio tutti gli elementi dell’originalità, pur in un campo affollato come quello del Black Metal.

Valonielu (2013) si presenta come un’opera meno complessa, che sfrutta maggiormente una forma meno travolgente. Uraanisula (12 min.) sembra rifarsi ad una psichedelia più educata e la lunga Ympyrä On Viiva Tomussa (15 min.) si apre lentamente ed esplode poi in un imponente assalto di fischi siderali, rievocando dinamiche Jazz. L’opera non riesce a replicare la fulgida originalità dei primi due album, tanto da apparire in parte diluita e normalizzata rispetto al passato. I motivi di interesse non si sono però azzerati e potrebbero essere solo sintomo di un periodo di transizione.

Värähtelijä (2016) è un album colossale di 69 minuti, ma anche il più facile da ascoltare della loro discografia. Riducendo l’impatto fisico della musica, dà spazio ai miasmi Psych-Rock e alle dinamiche Prog-Rock. Questo non significa che la band si sia addolcita, piuttosto lavora tanto a stordire quanto a ipnotizzare l’ascoltatore. La lunga Saturaatio (12 min.) si apre in un ronzio sabbatico, un rito oscuro e maledetto di una tribù sconosciuta che lentamente prende la forma di una muraglia Post-Rock resa ancora più devastante dai vortici psichedelici; la voce maledetta Black Metal aggiunge dolore, mentre il ritmo sbilenco instilla una tensione mai risolta, neanche con l’arrivo dell’organo; impennata in dissonanze Free-Jazz, rallentata in un paludoso assalto Groove Metal dai sovratoni galattici la composizione si quieta in una pausa di tensione prima del nono minuto: marcia militare fra le macerie psichedeliche, mentre un drone eterno delinea un paesaggio minaccioso.

Lahja (quasi 6 min.) è a metà fra Set The Controls For The Heart Of The Sun dei Pink Floyd, il minimalismo ossessivo di Riley, i rantoli mostruosi dei Mayhem, gli assalti Noise dei Sonic Youth: un capolavoro di tensione che usa i volumi assordanti solo come uno dei tanti espedienti utili alla causa.

La title-track (8 min.) si apre come un Blues sgangherato, degno del più invasato Nick Cave, susurrato da un gorgoglio demoniaco e alieno e impreziosito da melodie striscianti, ipnotiche. La title-track dell’album non ha niente a che fare con il Metal: questa è decisamente una cosa strana, per una band nata e cresciuta nelle file della musica estrema. Hypnotisoitu Viharukous è il brano Black Metal dell’album, ma come nei loro momenti migliori è imbevuto di una psichedelia estrema.

Vasemman Käden Hierarkia (quasi 18 min.) si prende il tempo per costruire un’avventura spaziale a suon di Black Metal e Space Rock, con rallentamenti intinti del Blues assordante degli Electric Wizard, una parte centrale che ricorda la musica tribale intergalattica descritta da Lovecraft e una sezione di musica sinfonica dell’Universo à la Schulze. Quando si riparte, lenti e appesantiti da distorsioni e bave psichedeliche, è come ascoltare il passo stentoreo degli Isis imbevuto di un’orrore nerissimo e cosmico. Finale che è una visione metafisica, fra fischi-laser e ripetizioni meccaniche.

Valveavaruus (11 min.) ripesca il Folk e nel finale imbastice persino una danza schizofrenica con cassa dritta Techno (!). Non si sa davvero cosa chiedere di più per dimostrare quanto possa essere ampio il vocabolario della band, totalmente emancipatasi dalla ripetitività del Black Metal nel quale affondano le proprie radici.

.

.

.

Voti:

Muukalainen Puhuu – 7,5
Kosmonument – 7,5
Valonielu – 6,5
Värähtelijä – 7,5

Annunci

5 pensieri su “Oranssi Pazuzu – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. Christian ha detto:

    Bravo Ornitorinco,questa è una delle band più interessanti ,dal punto di vista sperimentale, in circolazione attualmente…Potrebbe avere qualcosa in comune con gli Enslaved più cosmici (“Isa” e “Vertebrae”),ma nel caso dei finlandesi l’approccio alla psichedelia è assai più radicale.
    Trovo condivisibili le tue recensioni dei loro dischi (sebbene l’ormai introvabile “Muukalainen” io l’abbia ascoltato solo su youtube…),in particolare quella dell’ultimo “Varahteljia”,un assoluto capolavoro.
    Un saluto

    Liked by 1 persona

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...