Heavy Metal – Guida per principianti – Parte 16: post-Metal (accenni)

Copertina

La prima parte di questa guida la trovate qua, la seconda qua, la terza qua, la quarta qua, la quinta qua, la sesta qua, la settima qua, l’ottava qua, la nona qua, la decima qua, l’undicesima qua, la dodicesima qua, la tredicesima qua, la quattordicesima qua, la quindicesima qua.

 

Post-Metal (accenni)

Un termine-ombrello per molte formazioni che negli anni ’90 e ’00 hanno proposto versioni eclettiche del Metal è stato Post-Metal. Le caratteristiche di base sono un ruolo minore del canto rispetto alla componente strumentale, il rifiuto della forma canzone, la predilezione per qualità “atmosferiche” ed “evocative” a cui si aggiunge spesso l’uso dell’Elettronica.

Sarà dolorosamente necessario, anche in questo caso, tralasciare artisti di grande spessore per focalizzarsi su poche band, utili al massimo come esempi di uno stile che è, per sua stessa definizione, molto ampio e variegato.

Le origini del Post-Metal vanno ricercate nelle grandiosi opere dei Neurosis come Enemies Of The Sun (1993) e Through Silver In Blood (1994), al limitare fra Death Metal, Doom, Folk, Industrial e qualcosa che, all’epoca, non si chiamava ancora Post-Metal. Il loro capolavoro rimane forse il brano del 1993 Lost.

Una buona introduzione al Post-Metal nella sua versione più fruibile si può avere ascoltando uno di due album-capolavoro degli Isis, Oceanic (2002) o Panopticon (2004), stuzzicando la fantasia con Weight, dal primo dei due album citati.

Il Post-Metal unito al Prog-Metal ha generato quella che è forse la più stravagante formazione del Metal degli anni Zero, i Maudlin Of The Well, titolari anche loro di due album-capolavoro, Bath e Leaving Your Body Map, entrambi del 2001. È impossibile riassumere il loro suono, se non dicendo che praticamente può succedere ogni cosa. Hanno scritto sia gioielli melodici come Geographyche avventure Prog-Metal imprevedibili come Monstrously Low Tide.

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Fig. 43 Neanche il logo dei Maudlin Of The Well è in linea con la tradizione Metal.

Riallacciandosi alla tradizione rumoristica gli statunitensi Today Is The Day hanno poi dato vita a quello che è il suono più raccapricciante degli anni ’90, costruendo gallerie di incubi degne di un thriller psicologico dei più malsani. In una discografia di altissimo livello, l’apice arriva forse con The Temple Of The Morning Star (1997), un album-incubo che è da consigliare solo ai più coraggiosi.

I gruppi sopra citati, però, non sono che uno scorcio di un ambiente musicale vasto e molto variegato.

 

Link all’ultima parte

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