Heavy Metal – Guida per principianti – Parte 13: oltre il Metal estremo

Copertina

La prima parte di questa guida la trovate qua, la seconda qua, la terza qua, la quarta qua, la quinta qua, la sesta qua, la settima qua, l’ottava qua, la nona qua, la decima qua, l’undicesima qua, la dodicesima qua.

Oltre il Metal estremo

Fra le tante formazioni del Metal che sono nate fra la fine degli anni ’80 ed i primi anni ’90 se ne sono distinte alcune che hanno proposte una musica tanto innovativa da apparire futuristica, non solo perché intrisa di un immaginario distopico, cybernetico, robotico e via di questo fantascientifico passo. Alcune band, infatti, hanno proposte delle idee tanto innovative che hanno destabilizzato l’intero genere, facendo venir meno alcuni dei suoi punti di riferimento.

Fra le formazioni più originali è impossibile non citare gli statunitensi Cynic che con Focus  (1993) proposero un’assurda fusione di Jazz e Death Metal che aveva pochi antecedenti ma avrebbe avuto molti successori. Chi scrive è convinto che anche ad un orecchio poco allenato The Eagle Nature apparirà come una stravaganza unica.

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Fig. 36 Devin Townshend degli Strapping Young Lad non passerà alla storia come il più avvenente dei cantanti Metal.

Un altro fronte di Metal dal futuro venne invece interpretato dagli statuinitensi Fear Factory e dai canadesi Strapping Young Lad. I primi trasformarono il Death Metal più brutale in qualcosa di meccanico ed estremamente minaccioso in un album fondamentale per l’evoluzione del genere come Demanufacture (1995), portando poi il suono ad allontanarsi ancora di più dal Death Metal canonico nell’interessante e meno ostico Obsolete (1998), contenente alcuni dei brani da cui è più agevole partire per conoscerli, come Shock. Gli Strapping Young Lad, invece, proponevano un suono super-stratificato, densissimo, che non disdegnava chiari riferimenti alla musica industriale più fragorosa. L’esordio City (1997) è l’unico album in cui però abbiano saputo far fruttare queste loro visioni distopiche. Marilyn Manson, controversa figura mediatica entrata anche nella cultura Pop, segue questo filone con l’album Antichrist Superstar (1996) e con brani intensi come la title-track, all’insegna di un Metal molto meno estremo di quanto però lo sdegno dei giornalisti di tutto il mondo possa far pensare: questa musica è, per buona parte, più Rock ed Industrial che Metal.

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Fig. 37 Marilyn Manson ed il suo look “ricercato”.

Gli inglesi Electric Wizard furono i più fantasiosi discepoli del Doom e le divinità dello Stoner Metal, uno stile lento, con chitarre estremamente distorte, una predilezione per le frequenze basse ed un recupero, pur trasfigurato, delle radici Blues. La psichedelia più acida e malsana è l’elemento che rende ancora più visionaria questa musica. Il loro Come My Fanatics (1997) è l’apice di una carriera che già nel 1995, con l’album ominimo, aveva definito una nuova estetica. Per avere un assaggio di questo sound fragoroso ed allucinato può essere utile ascoltare Wizard in Black, uno dei loro capolavori.

Questo stile doveva pià di qualcosa agli statunitensi Kyuss, che però si fermarono ad un mix di Heavy Metal, Blues e Psichedelia rinunciando ad affondare fino in fondo nei miasmi più oscuri della musica Metal. L’altra band fondamentale del genere sono gli Sleep, giunti al vertice della carriera con il colossale Jerusalem (1999).

I più grandi innovatori del Gothic Metal furono invece igli statunitensi Type O Negative, che confezionarono l’impressionante galleria di incubi di Slow Deep And Hard (1991), dove fecero confluire Thrash Metal, Hardcore, fascinazioni cacofoniche, ritornelli macabri e grotteschi ed elementi completamente estranei alla musica Metal. La terrificante suite Unsuccessfully Coping with the Natural Beauty of Infidelity è un viaggio nella mente malata di un uomo divorato dalla gelosia, un’avventura che non disdegna punte di ironia amara e grottesca, un lungo assolo-gemito ed un finale che ha del surreale.

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Fig. 38 I Type O Negative in una foto rappresentativa. Il gigantesco uomo che urla è Peter Steele, scomparso nel 2010.

Altre formazioni puntarono invece sul ritmo, integrandolo con la potenza che il Metal aveva saputo incanalare nelle sue incarnazioni ottantiane. Queste formazioni con l’ossessione per il ritmo sono, con qualche semplificazione, racchiudibili sotto l’etichetta di Groove Metal. Anticipati da formazioni come i Prong, che avevano iniziato a sperimentare un suono ritmico partendo dal Thrash Metal, il Groove Metal divenne famoso con i Pantera di Cowboys From Hell (1990), contenente brani come Dominationche facevano largo uso del ritmo come elemento principale, rinunciando anche alla velocità supersonica.

Come emerge da questi rapida carrellata, nella prima metà degli anni ’90 il Metal è diventato una ragnatela di stili differenti, sparsi nei continenti e capace di interpretare le più fantasiose intuizioni musicali del periodo.

 

Link alla quattordicesima parte

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