Heavy Metal – Guida per principianti – Parte 12: mille modi di fare Metal

Copertina

La prima parte di questa guida la trovate qua, la seconda qua, la terza qua, la quarta qua, la quinta qua, la sesta qua, la settima qua, l’ottava qua, la nona qua, la decima qua, l’undicesima qua.

Mille modi di fare Metal

A partire dai secondi anni ’80 l’Heavy Metal ha conosciuto un’esplosione di stili e sotto-stili. Nelle pagine precedenti abbiamo cercato di delineare i due filoni più conosciuti ma questo non significa che altre declinazioni non si siano sviluppate fra gli anni ’80 e gli anni ’90. È impossibile in questa sede fare una mappatura completa. Ci limiteremo a fare riferimento agli stili che sono stati più importanti, consci di dover necessariamente lasciare fuori band e micro-stili che sono interessanti quando non fondamentali.

Alcune band proposero un Thrash Metal ad alto tasso tecnico, la cui opera fondamentale è probabilmente World Circus (1987) degli statunitensi Toxik, di cui è epitomica 47 Seconds Of Sanity/Count Your Blessings.

Anche il Death Metal divenne presto un concentrato di tecnica e complessità con gli album degli Atrocity come Hallucinations (1990), di cui vale l’ascolto almeno Deep In Your Subconscious, sempre che siate pronti ad ascoltare la narrazione di uno stupro/incesto.

La tecnica era entrata nell’Heavy Metal grazie ad un altro movimento, quello del Progressive Metal, una musica che unisce alle caratteristiche del Metal le fascinazioni classicheggianti, le complesse armonie, le strutture elaborate che furono del Progressive Rock (Yes, King Crimson, Pink Floyd, Genesis ecc.). Rintracciare tutte le band che hanno intrapreso questa strada è incompatibile con gli intenti di brevità di questa guida. In questa sede è il caso di citare tre band che hanno, assieme, definito quasi completamente il nuovo stile. La prima, i Fates Warning, sono una band statunitense che già nel 1986 con Awaken The Guardian ha definito il nuovo stile: melodie epiche, cavalcate trionfali, ampio spazio ai virtuosismi, tempi dispari e brani che non disdegnano variazioni stilistiche lontane dai canoni del Metal. Molto più “godibili” e “facili” da ascoltare rispetto agli estremisti del Black e del Death, i Fates Warning regalano in quest’album fondamentale per il Prog-Metal gioielli come Guardian. Nel seguito della carriera la band continuerà a regalare opere fondamentali per il Prog-Metal ma qui, per questioni di sintesi, citeremo solo The Eleventh Hour da Perfect Simmetry.

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Fig. 33 I Fates Warning non nascondevano nelle copertine delle ispirazioni fantascientifiche e fantasy.

Un’altra band fondamentale furono gli statunitensi Queensryche che con Operation Mindcrime (1988) proposero il concept album, tanto sfruttato poi dalle altre band Prog-Metal e buona parte del sound tipico del genere. Suite Sister Mary (10 min. e mezzo) è il momento più coraggioso di un album che merita un ascolto completo.

La terza band fondamentale del Prog-Metal sono i Dream Theater, anche loro statunitensi. Portando a compimento lo sfoggio di tecnica e precisione del Thrash Metal più tecnico, e facendo tesoro delle opere di Queensryche e Fates Warning la band ha proposto una versione melodica e maestosa del Prog-Metal, orientata a brani chilometrici che mettono a dura prova le doti virtuosistiche dei suoi membri. Pull Me Under da Images And Words (1992), il loro capolavoro, è forse la migliore sintesi del loro sound. Fra i tanti brani estesi merita citazione la suite che dà il titolo ad A Change Of Season (1995) e che riassume in 23 minuti buona parte della loro opera.

Oltre a queste band più melodiche, che rendevano Progressive il Metal partendo dai modelli della NWOBHM inglese e dal primo Thrash Metal, c’erano altre band che facevano lo stesso partendo dal Death Metal, avviando così un suono che potremmo chiamare Progressive Death Metal. Gli Edge Of Sanitydalla Svezia rappresentarono il lato più melodico di questo nuovo stile con il mastodontico Crimson (1996), una suite di 45 minuti che lasciamo agli ascoltatori più coraggiosi. In pratica erano una versione molto più elaborata del suono di Gothenburg. Il versante più violento venne invece interpretato da band come gli svedesi Opeth che negli anni ’90 hanno proposto una serie di opere di alto livello. Qua citeremo solo l’esordio Orchid (1995) ed in particolare In Mist She Was Standing.

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Fig. 34 Il logo degli Opeth, in linea con un’estetica gotica e ricercata, con tratti decadenti e romantici.

L’eredità dei Black Sabbathsarà sfruttata ancora per dare la forma ad un altro stile del Metal, il Doom. Rifiutando le velocità supersoniche del Metal estremo, il Doom rallenta la musica fino ad esaltarne i toni funebri, recuperando melodia, atmosfericità e facendo leva su un lirismo del dolore che ha connotati romantici e decadenti. Nightfall (1987) degli inglesi Candlemass, con At The Gallows End,rappresenta bene lo stile, che venne interpretato da altre band inglesi del periodo con variazioni che non analizzeremo in questa sede per le solite ragioni di spazio. Negli anni ’90 gli inglesi Cathedralestremizzarono la lentezza e la sofferenza di queste composizioni nel peculiare The Forest Of Equilibrium (1992), contenente supplizi sonori come Reaching Happiness Touching Pain, al contempo ammalianti, tragici e potenti.

Un altro stile che nacque ad inizio anni ’90 fu il Gothic Metal che univa alla violenza del Death Metal la lentezza dei riff dei Black Sabbath, spunti melodici, spesso una voce femminile di stampo operistico. Il capolavoro del Gothic Metal è Gothic (1991) dei Paradise Lost, di cui è fondamentale la title-track. Fra Death Metal e Gothic Metal troviamo anche formazioni come i My Dying Bride di The Angel And The Dark River (1995) e gli Anathema di Silent Enigma (1995), due capolavori di questa musica gotica ed angosciante. I Moonspell (dal Portogallo) ed i Tiamat (dalla Svezia) furono altri grandi interpreti di questo stile.

In breve tempo il Doom divenne così estremo, lento, claustrofobico e tragico che i primi gruppi Inglesi sembravano una band radiofonica. Per i più curiosi, chiavi di ricerca come Funeral Doom potranno aprire porte verso mondi sonori dove la luce non esiste neanche nei ricordi.

Sul versante del Power Metal la band più importante sono stati i Blind Guardian, forse la più importante band tedesca degli anni ’90. Riprendendo lo stile magniloquente dei Queen ed unendolo ad un immaginario fantasy hanno creato il modello di band Power Metal per le generazioni future, copiato almeno quanto quello dei Manowar. Majesty da Battalions Of Fear (1988) è l’ideale punto di partenza per esplorare la loro discografia. Fra le altre formazioni del panorama Power Metal si ricordano anche i tedeschi Gamma Ray, i brasiliani Angra e gli statunitensi Manilla Road (soprattutto Open The Gates, 1985).

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Fig. 35 Anche i Blind Guardian si distinguono per copertine altamente elaborate.

Link alla tredicesima parte

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3 thoughts on “Heavy Metal – Guida per principianti – Parte 12: mille modi di fare Metal

  1. Il trafiletto sul power metal è un po’ misero. Ti consiglio di integrarlo con i Gamma Ray (veri eredi del sound degli Helloween) e gli Angra che saranno di ispirazione per tutti i gruppi Power neoclassici di fine anni ’90 inizio anni 2000.

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  2. Il trafiletto è misero perché non conosco molto e non ho voluto mettere nomi di band che conosco poco (come Angra e Gamma Ray, che citi). Dovrei recuperare qualcosa di loro, e avere un’idea più chiara su cosa inserire (ho comunque inserito una nota). Avrei pensato anche ai Manilla Road, che ne pensi?

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