Heavy Metal – Guida per principianti – Parte 8: nuova ondata nel mondo

Copertina

La prima parte di questa guida la trovate qua, la seconda qua, la terza qua, la quarta qua, la quinta qua, la sesta qua, la settima qua.

La nuova ondata nel resto del mondo

Fuori dall’Inghilterra era intanto nato il primo gruppo Heavy Metal tedesco, capace di superare in potenza, velocità e aggressività i primi Scorpions: gli Acceptcon l’esordio omonimo del 1979 scrivono la più fulgida anticipazione del sound dei futuri Iron Maiden in brani come Free Me Now, Rock’n’Roll velocissimo ed intensissimo che rischia di mettere in imbarazzo anche i Motorhead coevi.

Il chitarrista di riferimento dell’Heavy Metal di fine anni ’70 divenne Eddie Van Halen, uno dei due fratelli che guidavano la band statunitense dei Van Halen. Titolare di una tecnica chitarrista altamente spettacolare, divenne una divinità della chitarra Metal con l’assolo di Eruption sull’esordio Van Halen (1978).

23

Fig. 23 Eddie Van Halen fa “urlare” la chitarra in uno dei suoi leggendari assoli

Nel frattempo altre due band negli Stati Uniti stavano cambiando completamente il panorama dell’Heavy Metal futuro. La prima di queste due band era quella dei Motley Crüe, forti di un’immagine che era la quintessenza della ribellione al Pop educato: erano al contempo depravati, volgari, rozzi, sessisti, drogati, donnaioli e alcolizzati. Un’immagine di grande effetto, provocatoria fino all’eccesso, per un gruppo che associa ad atteggiamenti estremi di matrice Glam-Rock un Heavy Metal geometrico, epidermico, basato su riff trucidi rubati a cento classici del genere, infarcito di mid-tempo possenti e di testi scurrili. In sostanza, furono fra gli inventori del Glam Metal, uno nuovo stile dell’Heavy Metal fatto di pose teatrali, spettacoli faraonici, brani scurrili ma orecchiabili, machismo ed edonismo a profusione. Spesso i brani comprendono momenti corali, assoli di chitarra pirotecnici e strutture vicine alla forma canzone radiofonica. Looks That Kill dal secondo album, Shout At The Devil (1983), può restituire bene l’idea del loro sound.

A New York, nel medesimo periodo, proposero un sound simile i Twisted Sisters di cui vale la pena citare il best-seller Stay Hungry (1984), contenente l’inno We’re Not Gonna Take It.

Molte altre band erano attive nel nascente Glam Metal, quasi tutte ispiratesi ai New York Dolls, allo stile teatrale di Alice Cooper ed agli show pirotecnici dei Kiss.

La scena losangelina ha prodotto anche gruppi celebri che stanno al limitare fra Hard Rock e Glam Metal come i famosissimi Guns n’ Roses, titolari di un inno come Welcome To The Jungle (dall’esordio Appetite For Destruction del 1987). Gli statunitensi Bon Jovi sono stati invece la band che ha saputo al meglio protrarre le vendite milionarie con commiistioni di Soft Rock, Hard Rock ed Heavy Metal, soprattutto su Slippery When Wet (1986) e brani come You Give Love A Bad Name.

24

Fig. 24 I Guns n’ Roses dei tempi d’oro immortalati in una foto d’epoca.

Nel medesimo periodo gli Stati Uniti erano anche diventati la patria di uno stile pomposo, magniloquente e kitsch che prendeva a prestito la grandiosità dell’Heavy Metal più teatrale senza però sfruttarne il suono rozzo di derivazione Punk. I maggiori esponenti di questo movimento erano i Manowar, una delle band che ha raccolto in sé buona parte degli stereotipi dell’Heavy Metal. La loro musica è una sorta di evoluzione pomposa e autocelebrativa del sound dei Deep Purple e della potenza evocativa dei brani dei Rush, con eccessi orchestrali mutuati da Wagner e da una violenza bellica vichinga. I brani sono possenti concentrati di riff granitici, batteria e basso incalzanti, voce potente e graffiante. Ogni strumento risponde all’esasperazione del ruolo che l’Heavy Metal primigenio li ha conferito. In aggiunta ci sono poi i cori da stadio, le orchestrazioni sempre più magniloquenti e complesse, gli arrangiamenti sempre più eccessivi e maestosi, l’epica sempre più ostentata, il virtuosismo soprattutto di chitarra e voce ad esaltare una spettacolarità pirotecnica. Battle Hymn dall’esordio Battle Hymns (1982) riassume in sette minuti quasi tutte le idee della carriera. La loro Hail And Kill diverrà il più celebre inno del Power Metal.

25

Fig. 25 I Manowar, oltre ad essere fra i padri del Power Metal, sono anche degli dei del kitsch

La loro musica, sviluppatasi in una carriera ultraventennale, fu fondamentale per l’intero movimento del Power Metal, un Heavy Metal veloce, epico e pieno di virtuosismi, ricolmo di riferimenti all’immaginario fantasy. Fra gli altri padri fondatori del Power Metal meritano citazione almeno i Manilla Road che giungeranno all’apice della carriera con due opere notevoli per il genere come Open The Gates (1985) e The Deluge (1986). A titolo di esempio si ascolti Metalstorm, dal primo dei due album citati.

In Danimarca sono attivi anche i Mercyful Fate, divisi fra Black Sabbath, Judas Priest e qualche accenno Power Metal nel loro esordio Melissa (1983), contenente l’imponente Satan’s Fall (11 min.). Il loro merito maggiore fu quello di trasportare l’immaginario lugubre dei Black Sabbath negli anni ’80, infarcendolo di un’ossessione per il gotico ed il satanico che non aveva precedenti (poiché i Venom non mancavano di farlo con ironia).

L’Heavy Metal nel frattempo diventa anche una questione italiana con band come i Vanadium di Pino Scotto, intriganti discepoli della scena inglese (si ascolti Running Wild).

Ma se tutti questi artisti avevano interpretato il Metal estremizzandone alcuni tratti caratteristici o ammorbidendolo in melodie più orecchiabili, qualcun’altro stava invece mettendo le basi dell’Heavy Metal estremo, quello che i Venom avevano battezzato con i loro primi due album. Mentre le band Glam si truccavano e quelle Power estremizzavano le idee di Rainbow e Judas Priest, stava sviluppandosi la più grande rivoluzione del Metal dopo la sua nascita.

 

Link alla nona parte

Annunci

Un commento

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...