Heavy Metal – Guida per principianti – Parte 6: l’Internazionale Metal

Copertina

La prima parte di questa guida la trovate qua, la seconda qua, la terza qua, la quarta qua, la quinta qua.

La nascita dell’Internazionale Metal

Se i primi gruppi proto-Metal ed i Black Sabbath erano ancora fenomeni tutto sommato isolati, con poche band che potessero vantare sound simili, il successo di formazioni come i Led Zeppelin, i Deep Purple ed i Black Sabbath aprirono le porte ad un’ondata di formazioni che cercarono tutte di ritagliarsi uno spazio in un panorama che si sarebbe fatto a breve estremamente affollato.

Negli USA si aggiunsero i Blue Oyster Cult, gli Aerosmith, gli agghindatissimi Kiss, tutte e tre band ancora al limitare fra Hard Rock ed Heavy Metal. Gli sguaiati, stradaioli, irriverenti New York Dolls furono i primi ad unire un’energia simile a quella dell’Heavy Metal ed un look eccessivo, coloratissimo e anticonformista, uno stile che poi avrebbe trovato numerosi proseliti nel Punk e nel Glam Metal (o Hair Metal, di cui parleremo in seguito).

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Fig. 17: il look estremo dei New York Dolls

In Inghilterra il sound Heavy Metal entro in parte nel sound di band celebri come i Queen ma trovò una sua evoluzione nel 1974 con Rising dei Rainbow formati dal chitarrista dei Deep Purple e da uno dei personaggi simbolo del Metal, il cantante Ronnie James Dio. Il nuovo sound, epico, trascinante ed intriso di iconografia fantasy, trova il migliori compimento nella grandiosaStargazer, otto minuti e mezzo che evolvono le cavalcate dei Deep Purple in drammi teatrali, sostenuti da riff di chitarra possenti che richiamano da vicino quelli dei Black Sabbath.

Sono questi gli anni, in Inghilterra, della nascita di una delle più grandi band del Metal, i Judas Priest. Partiti da territori Hard Rock, i Judas Priest, guidati dall’ugola luciferina di Rob Halford, si sono gettati con Sad Wings Of Destiny (1976) in una rivisitazione che prendeva il sound dei Black Sabbath e lo ornava con le acutissime grida del cantante. Victim Of Changes sfoggia gli incredibili acuti, le chitarre affilate ed anche uno stile compositivo elaborato e complesso in un brano che sfiora gli otto minuti.[1]

Nel frattempo l’Heavy Metal è diventata una questione internazionale con i tedeschi Scorpions, che diveranno delle celebrità negli anni ’80 grazie ad una attenta commistione di Heavy Metal e ballate più o meno intimiste (tutti conoscono almeno questa). In Canada sono attivi i Rush, titolari di uno dei più imponenti ed epocali brani della storia del Hard Rock, la portentosa suite che dà il nome a 2112 (1976) e che rappresenta il modello ideale di tutto il Progressive Metal che verrà. In Australia sono attivi gli AC/DC, titolari di un sound che ripercorre ancora i territori Blues/Rock, pur con asprezza e potenza da Heavy Metal: numerosi gli album-fotocopia della formazione, fra i quali meritano citazione If You Want Blood You’Ve Got It (1978) e Back In Black (1980), quest’ultimo contenente una gloriosa title-track che ben riassume ai meno pazienti l’intera, ripetitiva, discografia.

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Fig. 18 gli australiani AC/DC in una foto d’epoca.

Note

[1] In seguito i Judas Priest saliranno sul carro del Metal estremo con il singolo Painkiller, il loro brano più famoso. Per quanto portentoso, però, questo episodio è storicamente poco rilevante ed è quindi non affrontato neanche nel seguito di questa guida.

 

Link alla settima parte

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