Heavy Metal – Guida per principianti – Parte 5: le origini

Copertina

La prima parte di questa guida la trovate qua, la seconda qua, la terza qua, la quarta qua.

Origini

Fra il 1969 ed il 1970 l’Heavy Metal si era ormai quasi completamente delineato nelle sue peculiarità. Il primo brano che racchiude contemporaneamente quasi tutte le caratteristiche principali dell’Heavy Metal è Iron Man dei Black Sabbath, pubblicata nel settembre del 1970 ed inserita su Paranoid (1970), il loro secondo album. Guidata da un riff truce, cupo e minaccioso, e da un testo vagamente inquietante e fantascientifico, Iron Man racchiude in sé buona parte di quello che i progenitori dell’Heavy Metal avevano introdotto nella musica Rock: chitarre a volumi spaventosi, lunghi assoli ad alto tasso di spettacolarità, ritmo incalzante, tematiche lontane tanto dagli inni politicizzati che dalle mielose dediche sentimentali. Il brano, diviso fra un inizio lento e stentoreo ed una parte finale veloce e concitata, introduce anche quella propensione al cambiamento di velocità e di “riff” di chitarra che nel Metal diverrà un’abitudine.

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Fig. 16: i Black Sabbath ad inizio carriera.

I Black Sabbath  sono stati la formazione fondamentale del primo Heavy Metal e ne hanno costruito buona parte del bagaglio sonoro in soli tre album. Nel primo omonimo album del 1970, che ancora vagava in territori appartenenti in buona parte all’Hard Rock, ebbero già il merito storico di introdurre quell’immaginario mortifero, funebre, catacombale che poi sarà d’ispirazione per tutte quelle band dedite al Doom, uno stile del Metal di cui parleremo nel seguito di questa guida; a questo proposito, è essenziale ascoltare almeno il canto tragico, l’incubo sonoro, l’allucinazione infernale di Black Sabbath, uno dei brani più “saccheggiati” di tutto l’Heavy Metal. Il secondo album, il già citato Paranoid, comprendeva, oltre ad Iron Man, numerosi altri brani epocali, di cui qua si citerà solo War Pigs, un brano esteso che sfiora gli otto minuti che contiene l’essenza del sound chitarristico del chitarrista dei Black Sabbath, Tony Iommi, e che fa sfoggio di alcune soluzioni ritmiche che preludono al virtuosismo dei batteristi Metal del futuro. Il terzo album della loro carriera, Master Of Reality (1971), contiene Children Of The Grave, un altro brano quintessenziale: aumentata la velocità rispetto a Iron Man, questa cavalcata anticipa tutti gli eccessi del Metal degli anni ’80, dal tono funebre e minaccioso della chitarra all’assolo finale al fulmicotone, al messaggio inquietante che propone fino al mortifero fischio che chiude il brano.

A seguito di queste opere seminali ed al contempo influenzati dai gruppi Blues/Rock ed Hard Rock, di cui abbiamo citato alcuni esponenti, esplose nel Rock una nuova corrente stilistica che, sempre più distintamente, si indentifica con quello che oggi chiamiamo Heavy Metal.

 

Link alla sesta parte

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