Sanremo 2014 – I Duetti

(prima, seconda e terza serata)

La quarta serata è l’apoteosi dei difetti delle prime puntate: ripetizione dei soliti meccanismi e monumenti funebri ad un passato trapassato. Ridaje con Pif, quello di “Sborro tutto nel culo“, e poi via di canzoni vecchie, con Marco Mengoni che ti canta Sergio Endrigo. Tutta la serata è all’insegna di vecchi classici, cantati in collaborazione con la più varia fauna del mondo dello spettacolo. Per quanto possa apprezzare Violante Placido non si capisce cosa faccia con i Perturbazione, che cantano La Donna Cannone, l’inno militarista di De Gregori. Poi però il colpo di scena, cantano molto più di merda i Perturbazione della Placido, ed il risultato è imbarazzante: sembra di assistere ad un karaoke di quelli che fai ai compleanni per poter berciare dopo la quarta birra senza essere passibile di denuncia.

Per fortuna che c’è un sensazionale e divertentissimo momento comico di LUCIANINA, l’irriverente rossocrinita della televisione italiana, osteggiata da ogni potere forte! La gag l’ha fatta con BEPPE VESSICCHIO! Che ridere, non aveva ancora fatto gag con Vessicchio! CHE RIDERE! Mi sto tenendo forte forte dallo spararmi in un ginocchio! Sentire la Littizzetto ragliare “IL MIO MAESTRO” a 1:50 mi allieta come farsi levare le lenti a contatto da Freddy Kruger.

SI Exif

La sfilata di bestie strane prosegue con l’improbabile duo di sex symbol per cinquantenni Sarcina Quello-delle-Vibrazioni e l’ormai polveroso Riccardo Scamarcio, che cantano Diavolo in Me di Zucchero Plagio Sugar Fornaciari. La cosa figa è che Scamarcio suona la batteria, ma con la capacità di dare spettacolo di una lapide.

scamarcio

Mannoia e Frankie Hi-NRG ci provano con Boogie di Paolo Conte, ma se la Mannoia sa cantare, Frankie sembra un altro dei partecipanti al karaoke, ed essere vestito come il più sfigato dei James Bond non cambia molto il risultato finale. Secondo me si vorrebbe fare la Mannoia, ma queste sono congetture eh, sarà che sembra abbia vent’anni in meno del solito.

Noemi, quella della gruccia, si presenta da sola con La Costruzione Di Un Amore di Fossati, una canzone che neanche il suo look da mendicante maltrattata riesce a rovinare. Si presenta sola, Noemi, insomma nessuno voleva apparire vicino a una che sembra vestita da Bocelli.

Poi ti arriva Renga con IL MALE  Kekko dei Modà che cantano Un Giorno Credi. I motivi di interesse sono numerosi. Il primo è il look di Renga: sembra un incrocio fra un pornoattore, un coatto di quelli che proprio levate ed un posteggiatore abusivo. 

Immagine

Arriva sul palco baldanzoso, e subito si impone come quello con il pisello più lungo. Prima mette a tacere Fazio, quindi fa partire il primo applauso che il pubblico dice tipo “AUG UOMO PROBOSCIDE”, quindi con uno sbalzo d’umore degno del miglior psicopatico, gli torna in mente che è morto Di Giacomo e Fazio super imbarazzato non sa che fare. Quindi decide che va fatto un applauso a Kekko dei Modà, che insomma, non infieriamo, diciamo solo che lui si fa davvero presentare come KEKKODEIMODà. Dico io, ma che straminchia di nome è? Almeno Sarcina non si fa presentare come SARCINA-DELLE-VIBRAZIONI. Invece lui sì. Vestito come ad un funerale, ci dimostra che quando non urla come se stesse partorendo un rinoceronte dal culo, ha un timbro vocale intrigante come quello di Anna della Prova del Cuoco.

Arriva il mago Silvan, la cui più famosa magia è quella di non essere ancora morto nonostante sia coetaneo di Aristotele. Io speravo che facesse scomparire Lucianina, invece nulla. Arriva dunque Ron che omaggia Dalla con Cara, ma già pensi a quando arriverà il vero futuro della musica italiana, Gino Tutankamon Revolver Ocelot Paoli. Mentre lentamente sento Gino che mi assorbe la gioventù dall’apparecchio televisivo, mi distraggo giocando a staccarmi le unghie.

Arrivano dunque quattro nuove proposte, poi Montalbano Sono Il Commissario Montalbano Luca Zingaretti che fa un monologo sulla bellezza che dopo quello di Lucianina, anche un rutto avrebbe fatto la figura di una riflessione profondissima. Lui comunque fa di tutto per sommergere di retorica il discorso, e quasi riesci ad autosabotarsi. Cita I Cento Passi, una di quelle cose che le ragazzine di sinistra guardano alle superiori perché lo hanno sentito citare da quegli avanguardisti dei Modena City Ramblers, il gruppo che parla di tragedia di mafia cantando in italiano ma copiando la musica dei Pogues, cioè mischiando tradizione irlandese e Punk. Insomma, un gruppo demmerda. Gente che potevano anche mettersi a parlare di terremoti in napoletano copiando però la musica tradizionale croata e mischiandola all’Hip-Hop. Comunque, nonostante tutto, Il Commissario riesce a  battere Lucianina 10 a 0, anche se è soddisfacente come vincere una partita a scacchi con un fungo.

Poi si parla di Riccardo Sinigallia, che aveva già cantato la canzone presentata al Festival e quindi nulla, scoccia, eliminato, purtroppo solo dalla competizione. Poi ci sono Gualazzi ed i Beetroots che suonano con Tommy Lee dei Motley Crue, che propongono una originalissima Nel Blu Dipinto Di Blu, cioè la fanno un po’ swing, un po’ cantata malissimo, un po’ che a confronto meglio i Negramaro guarda. Il Duo Novembre, conosciuto anche come Cristiano De Andrè, propone invece Marcia Funebre un brano del padre, roba che Fazio ha avuto un’erezione che solo la Littizzetto è riuscita a domare con una delle sue battutine spinte LOL CHE RIDERE MI STO TROPPO SGANASCIANDO DALLA NOIA!

Per fortuna che insieme a Renzo Rubino ti arriva Simona Molinari, una delle fighe più fighe degli ultimi Sanremo una delle più interessanti cantanti della scorsa edizione. Insomma lei:

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Insomma una ragazza particolarmente brutta. Ieri sera, poi, per non farcela pesare, si presenta vestita così:

abito-lungo-per-simona-molinari

Che lo vedi così e sembra ‘na suora, poi però scopri che non aveva le mutandine, e insomma… una bravissima cantante!

simona molinari hot a sanremo

Poi Brignano arriva e ti aspetti che tiri fuori la tazzina di caffè, invece nulla. Tutto deluso da questa mancanza di spot Lavazza, la Ferreri passa che manco me ne accorgo, così come la Ruggiero e la sua allegrissima canzone e pure l’Osservatore di Fringe Giuliano Palma con la sua mirabolante band.

Mi distraggo dall’idea della Molinari facendo quel che si può, cioè scolandomene una bottiglia alla goccia. La mia voglia si esaurisce e lascia quasi subito il posto ad una fortissima emicrania, che penso di sedare spaccandomi la bottiglia in testa e mangiando i vetri rotti. Questi giorni mi stressano un po’, ma niente di che.

Sarà l’emorragia interna, ma sentire a Sanremo cantare Ho Visto Anche Degli Zingari Felici mi ha quasi commosso. Il fatto che la cantino Riccardo Sinigallia con Paola Turci, Marina Rei e Laura Arzilli quasi non l’ho notato, all’inizio. La canzone è così bella che Fazio sbaglia ovviamente il titolo, perché l’autore non si chiama Claudio De Andrè ma Claudio LOL Lolli e quindi lui non lo conosce. Grande canzone, che questo mostro di Frankenstein della musica nazionalpopolare peggiora, ma senza abbassarlo comunque al livello di tutto il resto.

Poi ti arriva Paolo Nutini, che non me ne fregava niente quando tutti ne parlavano, figurati ora. Ma mancano un po’ di lacrime, e quindi ci pensa Rocco Hunt, che è stato premiato come miglior nuova proposta. Gli dicono che ha vinto e parte il momento partenopeo e piange come un ragazzo a cui la tipa dice “niente più pompini da oggi”. Abbraccia un po’ tutti, e continua a piangere. Probabilmente sa che la vittoria ed i soldi che ne conseguiranno significheranno tutte le attenzioni degli “amici di famiglia”. Nessuno lo capisce e pensano che sia felice.

rooco-riassunto-puntata-cerotto

Poi si esibisce e c’è più melodramma che ad un concerto di Gigi D’Alessio, e tanto entusiasmo, e tante lacrime, e tanti applausi, e tanta emozione e non ce la faccio a guardarmi la finale stasera, non ce la faccio a meno di non sfogare la mia rabbia frullando qualche micino. *BZZZZZZZZZZZZZZZ*

(ultima puntata)

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