7 Canzoni da ascoltare a Settembre

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Come ho letto qualche giorno fa, Settembre è il lunedì dell’anno nel senso che è il momento in cui, finite le ferie, si ricomincia con la vita di tutti i giorni, fra chi lavora, chi studia, ci cerca di fare entrambi e così via. Per allietare questa fine d’estate, però, ci sono così tante canzoni da ascoltare che potremmo fare una lista lunghissima. Tranquilli, però, perché per questa volta si tratta solo di sette canzoni. Ci troverete sia i “classici”, cioè quelle che tutti i vostri contatti su Facebook sentono il bisogno di condividere con voi ogni Settembre, sia qualche brano più ricercato, diciamo “di nicchia”. Questa, quindi, non è una lista del tipo “le migliori canzoni”, ma una sorta di “le canzoni che vi aspettate e che già sapete più qualche aggiunta personale”. Prendetela alla leggera, insomma, che già sta finendo l’estate, ci manca solo che ci agitiamo per una lista di canzoni! Ah, potete cliccare sulle immagini per ascoltarle, senza neanche doverle cercare su Youtube!

#7 Impressioni di Settembre – PFM

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Chi di voi non se l’è trovata in bacheca i primi di settembre, magari postata da una di quelle ragazze un po’ emotive che vivono la post-adolescenza pensando di dovervene rendere partecipi ad ogni buona occasione? Il classico della PFM, che è poi uno dei brani più famosi del Prog-Rock italiano, è ad ogni modo un gioiello da cui è difficile prescindere. C’è il ritornello di synth, c’è i riferimenti al clima settembrino e c’è un testo suggestivo… insomma, delle tante cose che vi affollano la bacheca su Facebook, questo è il male minore.

Ovviamente le versioni dei Marlene Kuntz è una delle alternative che vi si presenteranno in bacheca, quello stratagemma con cui qualche vostro amico un po’ “alternativo” cercherà di nascondere la propria banalità.

#6 September Morn – Neil Diamond

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Se siete fra quelli che si deprimono ad inizio Settembre, non dovreste lasciarvi attrarre da questo classico di Neil Diamond. Se ancora non la conoscete, preparatevi ad una di quelle sdolcinatezze orchestrate ed emotive che le disprezzi tanto, almeno quando ne parli con gli amici, però poi la ascolti ed anche se sei un biker che mangia funghi fritti a colazione un po’ ti emozioni, ti viene voglia di abbracciarti l’orribile orso-peluche che hai in camera e magari balli anche da solo, in una commistione di patetismo e poesia, che sembra di stare in quei noiosissimi locali con il piano-bar dove sono tutti pensierosi e tristi. Il fatto che il video che vi ho linkato (basta cliccare sull’immagine!) sia glitterissimo aggiunge qualcosa di più al tutto. Ah, poi la posa da figaccione della foto, ovviamente!

 #5 September – Earth Wind And Fire

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Questa è una delle canzoni che tanti di voi non sanno magari come si chiama, ma poi inizi ad ascoltarla e ti dici “No, ma certo che la so!”, che ti vergogni anche un po’ perché è davvero famosissima e te l’hanno messa nei film, nei party ed un po’ dove capita da quando hai memoria di essere una persona, ma proprio non sapevi che avesse questo nome. Il suono un po’ Funk, i fiati e quel ritmo ballabile poi, ti fanno sentire un ballerino provetto, soprattutto se supportato da solitudine e/o alcool.

#4 Septembre En Attendant – Noir Désir

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Loro li conoscete un po’ tutti, solo che qualcuno se li è dimenticati. Se siete fra questi ultimi, passate da qui a rinfrescarvi la memoria. Risolto il problema della band, potete tuffarvi in questa tristissima, sconsolata avventura sonora che in meno di tre minuti vi metterà al cospetto di una rassegnazione totale che, a qualcuno di voi, magari vi prende davvero a Settembre, quando le giornate si accorciano e l’inverno sembra una grande minaccia da affrontare, fatta di impegni e sacrifici. Un pugno allo stomaco, quindi, perfetto per deprimervi un po’ al tramonto. Se poi il francese non fa per voi, potete sempre gustarvi la fedelissima cover di Giorgio Canali.

#3 September Song – Chet Baker

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Non importa quanto possiate andare in palestra, quanto sia costato il vostro nuovo maglione, quanto siano intriganti le vostre riflessioni filosofiche, probabilmente non riuscirete mai ad essere fighi come Chet Baker. Questa potete usarla a Settembre, quando portate la tipa a casa e dovete farci quelle cose che nelle sua figaggine uno come Chet non te le dice, però si capisce che una melodia del genere la suoni pensandola per queste cose qua. No, la versione “musica per un tramonto settembrino” non mi convince. L’originale è di Kurt Weill e l’hanno cantata un piccolo esercito di persone.

#2 Jens Lekman – Jen’s Lekman’s Farewell Song to Rocky Dennis

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La più triste delle canzoni di questa lista, persino più dei Noir Desir, è anche l’unica che non contiene Settembre nel titolo ma parla del nostro amato “lunedì dell’anno” nel testo. Di fatto il testo si apre con questi versi:

“Early September and the kids start school
Leaves are floating in the swimming pool
I wish I had a proper reason to cry

E non solo capisci che è Settembre, ma che Lekman ha capito esattamente cos’è Settembre, cos’è quella malinconia che assale sul finire dell’estate. Ed un po’ lo odi, perché ti ha scritto una canzone che poi non ti levi dalla testa.

#1 Wake Me Up When September Ends – Green Day

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Questa ve la ritrovate ogni anno da quando è stata pubblicata, perché ha Settembre nel titolo e quindi tutti capiscono subito che va pubblicata nel nono mese dell’anno. Poi ve la pubblicano perché è triste e Settembre, lo avete già capito se avete seguito questa classifica, è un mese molto triste un po’ per tutti. Poi ve la pubblicano perché chi diavolo conosce i Noir Desir o Jens Lekman, chi vuole ascoltarsi quei barbosi tizi della PFM che hanno cinquant’anni per gamba, noi vogliamo i GGGIOVANI! Non che la canzone non abbia un suo perché, e non che strappi davvero le lacrime dagli occhi, perché è super-tragica e super-triste, però il primo posto lo ha guadagnato perché è di gran lunga la canzone che più volte ho visto pubblicata da quando ho un profilo Facebook, cioè da quando faceva poco figo (e con questa ho guadagnato mille punti hipster!). Insomma, quando arriva il primo Settembre, ecco che arrivano i Green Day, come un rituale moderno. Per quanto continuerà questa cosa? Chissà, forse diventerà come una cosa che racconterò da vecchio ai miei nipotini in un paesaggio distopico e radioattivo. O forse devo solo prendermi una pausa da questa indigestione settembrina.

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