Girl Talk – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Girl Talk

Lo statunitense Gregg Michael Gillis si fa conoscere con lo pseudonimo di Girl Talk ed uno stile musicale che consiste in una tempesta di campionamenti fusi assieme come in un puzzle. Stilisticamente la sua proposta ricorda tanto il mashup quanto le asprezze della musica Glitch, ma in fondo l’utilizzo massiccio di campionamenti come elementi fondamentali riconduce all’Hip-Hop ed a quelle devianti opere di accostamenti inaspettati che ha preso il nome di Plunderphonics. Molti hanno provato idee simili prima di Girl Talk, a partire dalle divertenti giostre di campionamenti dei Coldcut, ma Girl Talk ha reso questa tecnica qualcosa di molto più complesso di una semplice sequenza di stravaganti accostamenti sonori, unendola alla frenesia compositiva propria di un tour-de-force di “frammenti” sonori.

Secret Diary (2002) è un’ostica opera prima, qualcosa a metà fra Noise, Glitch e deliranti operazioni di “taglia e cuci”. Il limite di più grande è che ogni brano sembra non avere altro obiettivo che mettere in fila decine di campionamenti.

Unstoppable (2004) è un album più godibile, meno incline a tempeste assordanti ed epilessi di caos sonoro. L’anima di questa musica si rivela essere la Storia della Musica contemporanea, nel senso che la composizione non richiede doti particolari tranne una conoscenza enciclopedica che spazia per generi musicali ed è in grado di suggerire vicinanze e somiglianze con risultati spesso inaspettati. Si può trattare di sovrappore un vecchio giro melodico con un rap aggressivo, mentre imperversa una linea ritmica proveniente da un terzo brano. Gli strati sono spesso abbastanza da far perdere l’idea che si ha solitamente all’ascolto di un mashup, dove si distinguono facilmente i due o tre brani che sono stati fusi; Girl Talk, piuttosto, sembra mostrare come da questi frammenti sonori si possa creare un nuovo dizionario musicale, con cui immaginare sintassi nuove.

Night Ripper (2006) fa il proverbiale salto di qualità, evitando sempre più gli eccessi caotici e cercando invece di fondere stili differenti in strutture inteleggibili, che propongono versioni creative di stili musicali esistenti. Volendo trovare un elemento comune, l’Hip-Hop sembra lo stile più presente e la quasi totalità dei brani ha una propensione verso un ballabile sbilenco ma orecchiabile. Once Again, per esempio, trasforma l’Hip-Hop in Nu-Metal e poi in un collage barocco con tanto di orchestrazioni e momenti acustici. Hold Up unisce Pixies e 50 Cent, regalando un esplosivo crescendoo e finendo in un surreale mix di voci acute e chitarre epiche. L’abilità, altre volte, è riuscire a scavare nella memoria collettiva e ritrovare frammenti sonori celebri, accostandoli con grande creatività, come nel caso dei Beatles e Krs-One in Too Deep. Smash Your Head, Hand Clap e Bounce That sono altri tre momenti da ricordare, altri concentrati mutanti di canzoni celebri trasformate in rapsodie ballabili. Per molti versi l’opera è un unico flusso di suoni in mutazione costante. Nel libretto sono ringraziati 164 artisti che hanno fornito la materia prima dei campionamenti.

Feed The Animals (2008) è ancora più enciclopedico, una sorta di opera sulla Storia della musica popolare (non necessariamente “Pop”) dagli anni ’60 al nuovo millennio. Il ballabile scatenato di Shut The Club Down apre per l’accostamento assurdo di Still Here, per organo e Rap, iniziando un flusso di coscienza sonoro che è una grandiosa esperienza di “montaggio sonoro”. Fra i tanti brani spiccano poi No Pause, esercizio di creatività sui modelli Hip-Hop, e Like This, fra Metal estremo, Rap e bubblegum. I momenti più ballabili, come Hands In The Air, sono la sintesi perfetta della godibilità ed immediatezza di questi collage. La chiusura con Play Your Part (Pt.2) è un concentrato densissimo di campionamenti che riafferma, anche a fine album, quanto ormai nel suo stile Gillis sia un virtuoso.

All Day (2010) è fondamentalmente un ulteriore sviluppo delle idee già esplorate negli album precedenti. Il flusso sonoro è sempre più fluido, i campionamenti sono centinaia, l’album funziona tanto per i cultori di musica popolare che per chi vuole ballare e divertirsi. Alcune delle trovate più entusiasmanti si trovano in Triple Double e Get It Get It, ma in fondo molto dipende da quanto conoscete le canzoni citate e quanto vi divertono gli accostamenti. Fondamentalmente, c’è poco di nuovo, è solo un proseguimento di quanto già detto.

.

.

.

Voti:

Secret Diary – 4,5
Unstoppable – 5,5
Night Ripper – 7
Feed The Animals – 7
All Day – 6

 Le migliori canzoni di Girl Talk

Annunci

One thought on “Girl Talk – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...