Fabri Fibra – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Fabri Fibra

Fabrizio Tarducci, più famoso come Fabri Fibra, è un rapper italiano che ha conosciuto un grande successo anche a livello mediatico. Dopo l’esperienza con gli Uomini Di Mare e come membro dei Qustodi Del Tempo, ha avviato con Turbe Giovanili, nel 2002, una lunga carriera solista.

L’album è però ancora molto amatoriale nei suoni, essendo costruito con basi recuperate da Neffa da un vecchio hard disk, Il remaster del 2010 rende più giustizia a quanto di buono c’era nell’album, ovvero un flow già maturo, già orientato ad uno stile irriverente ed orecchiabile che saranno poi la sua fortuna a livello commerciale. Fibra propone rime spesso volgari, aggressive, dove già affiorano giochi di parole e citazioni, due costanti della sua produzione futura.

Dopo un esordio ancora incerto, Mr. Simpatia (2004) è un album decisamente più peculiare: cupo, malato, autolesionista, volgare, irriverente, depresso, nervoso, questo Fabri Fibra è un concentrato di malessere, con l’ironia che funge da blando antidolorifico per un generale senso di disgusto e malessere. Le scurrili Gonfio Così, Solo Una Botta, Non Fare La Puttana, Palle Piene sono solo una delle dimensioni dell’opera. Una più nera depressione affiora in Venerdì Diciassette, che inneggia al suicidio ed alle stragi. Tutta l’opera è disseminata di immagini spiacevoli e disgustose: stupri, droga, secrezioni, stragi, richiami scorretti a personaggi famosi e fatti di cronaca operati con cinismo e scorrettezza. La produzione fa da contrasto a questo immaginario, generando un effetto straniante quando propone ritmi ballabili ed orecchiabili. In questo modo Fibra diventa un personaggio musicale dai tratti schizofrenici, violento, aggressivo ed un senso dell’humour nero molto fertile. L’album non solo è il suo vero esordio, ma introduce in Italia uno stile inedito, esprimendo il carisma del personaggio. L’opera, parlando dei “contro”, è eccessivamente prolissa e difficilmente conosce vertici creativi, fino a giungere a momenti di stanchezza che richiedono la pazienza dell’ascoltatore. Qualche vicinanza all’opera di Eminem riduce ancora un po’ la peculiarità dell’opera nel contesto internazionale.

Tradimento (2006), il primo album con una major, continua ad essere volgare, irriverente, disgustoso, malato, pieno di malessere, ma aumenta ancora di più il contrasto ironico fra momenti di spensierato ballabile Hip-Hop e picchi di violenza e misoginia (Su Le Mani).

Il singolo di successo è Applausi Per Fibra, un altro momento in cui la sintesi fra lancinanti momenti di malessere e orecchiabilità disimpegnata trovano un momento d’incontro. Ancora più forte il contrasto in Mal Di Stomaco, up-beat da discoteca che discetta di malesseri a ritmo ballabile.

La citazione più ovvia è La Pula Bussò (una rivitazione de E La Luna Bussò), un Reggae/Hip-Hop dimenticabile. Il limite è quando del ballabile rimane il ritmo accattivante, ma il contenuto si impoverisce (Tutti In Campana, Il Triangolo Sì, Vaffanculo Scemo). Meno peculiare anche quando viene meno l’anima bi-fronte, cioè quando Fibra fa il bad-guy supportato da un sound conforme, come in Sono Un Soldato, o quando è depresso con un sound umbratile (Idee Stupide, che almeno mostra il lato più emotivo). Fibra sputa veleno sul mondo delle veline, sulle ipocrisie dei buoni sentimenti (Che Cazzata, per es.), tratta di temi di cronaca. Proprio un fatto di cronaca, quella el Delitto Di Nove Ligure, è l’ispirazione per Cuore di Latta, un concentrato di ironia amara e nerissima, cinica e beffarda, a ritmo da dancehall.

Tradimento è un album pieno di malessere e degrado, cinico e scorretto, persino sgradevole nella sua crudezza e nel suo humour nero. Non è esente da difetti, soprattutto quando è incapace di proporre quello che sembra essere il modello più peculiare: brani ballabili che affrontano temi seri come la cronaca nera, il malessere, la violenza con una leggerezza del “sound” dissacrante. Il linguaggio degradato di Fabri Fibra è proprio il protagonista dell’album, non è un effetto collaterale: la dimensione estetica di Tradimento è proprio quella di vendere subdolamente brani ballabili per poi infarcirli di orrori ripugnanti, volgari, colmi di un cinisco esasperato. In questo Fibra riesce in qualcosa di peculiare, che perde di forza per qualche momento decisamente minore e qualche lungaggine, ma che riesce comunque ad affiorare dall’opera, nonostante le sue debolezze.

Il successivo Bugiardo (2007) è un album molto meno ricordevole. La produzione è alla moda, le volgarità e le scorrettezze non mancano, ma si è perso sia il lato più oscuro e malato, sia l’effetto-novità: ormai il copione è risaputo, è solo aggiornato a qualche nuovo personaggio-tv. Molti brani hanno perso l’ironia (Questo è Il Nuovo Singolo). La citazione più palese questa volta è Non C’è Tempo, che riprende L’Estate Sta Finendo. Alcuni momenti sono semplicemente stiracchiati, come tutta la parte finale di Cento Modi Per Morire. Il singolo più riuscito sembra In Italia, che è una canzone-elenco, e non è al livello dei singoli di Tradimento.

Chi vuole essere Fabri Fibra? (2009) è un album molto più orecchiabile, più Elettro, vicino spesso al suono del Crunk, un tipo di Hip-Hop music sviluppatosi negli USA a metà anni ’90 caratterizzato da testi ripetitivi e semplici e ritmi ballabili. Altre volte ci si avvicina semplicemente al Pop, come in 10 Euro In Tasca e la “drammatica” Incomprensioni. Le idee stanno a zero in brani come Via Vai, che tuttavia si fregia della collaborazione di Dargen D’Amico. Questa è party music per i fan dell’Hip-Hop. Non è un buon segno che un altro dei momenti da ricordare è dovuto ad un altra collaborazione, quella di Vincenzo Da Via Anfossi in Extralarge. Nessun brano merita di essere ricordato.

Quorum (2010) è un web-album con poco e nulla da ricordare, tra cui una seconda collaborazione con Dargen D’Amico in un brano completamente senza idee come Nel Mio Disco.

Controcultura (2010) continua la crisi creativa. Fibra parla dei temi di cronaca degli ultimi mesi, ma sembra boccheggiare. Brani come ≠ sono ballabili da discoteca che devono tutto ad un sound accattivante ed innocuo. +- cita i Kraftwerk di The Model. I singoli Vip In Trip, Le Donne e Tranne Te dimostrano come il sell-out sia ormai completo, con brani canticchiabili ed orecchiabili, ballabili ed adatti alle discoteche.

House, Pop ed Hip-Hop sono fusi assieme, mentre i testi sono diventati più moderati che mai. Tranne Te riscuote un successo notevole in Italia e diventa anche una hit da discoteca, in forma di remix.

Guerra e Pace (2013) raschia il fondo del barile, con il singolo Pronti Partenza Via ed il successivo Ring Ring che fanno rimpiangere il passato.

Squallor (2015) è un disco cupo, scarnificato, che si riavvicina all’Hip-Hop, al freestyle e si allontana dalle radio e dai successi estivi. Quando ci si aspetterebbe una divertente base melodica, Fibra prosegue invece in turpi giochi di parole, rime stanche, visioni deprimenti. Tuttavia Fibra non riesce a proporre una visione sociale interessante (come Kendrick Lamar, per es.), non rifonda l’Hip-Hop rileggendone il passato in modo post-moderno (come i Run The Jewels, per es.) e affolla l’opera di brani stiracchiati, stanchi, monotoni.

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Voti:

Turbe Giovanili – 4,5
Mr. Simpatia – 6
Tradimento – 6
Bugiardo – 4,5
Chi Vuol Essere Fabri Fibra? – 3,5
Quorum – 3
Controcultura – 3,5
Guerra e Pace – 3
Squallor – 3

Le migliori canzoni di Fabri Fibra

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5 pensieri su “Fabri Fibra – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. flw 14 ha detto:

    questo piccolo sovversivo delle hit parade italiane l’ho seguito con curiosità fino all’uscita di bugiardo,essendo attratto più dal personaggio che dal musicista a dir la verità.Forse sei stato troppo buono nei voti di tradimento e soprattutto di mr.simpatia,dove i richiami agli episodi più scanzonati di the slim shady lp sono fin troppo evidenti

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