Anacrusis – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni degli Anacrusis

Gli Anacrusis sono una formazione statunitense che, partendo dal Thrash Metal, ha creato uno stravagante Prog-Metal che ha saputo far tesoro delle avanguardie Metal degli anni ’80. Certamente Slayer e Metallica fanno parte delle loro ispirazioni, ma il pesante uso di tastiere e parti melodiche richiama formazioni come i Pink Floyd e gli spunti gotici sembrano essere stati ispirati dai lavori seminali dei Celtic Frost.

L’esordio Suffering Hour (1988) propone un Thrash Metal efferato e complesso, che già porta in grembo il Prog-Thrash che verrà. L’impressionante Present Tense congiunge idealmente Judas Priest, Metallica e Slayer. La maestosa ROT e l’atmosfera marcia di Butchers Block sono altri momenti da ricordare, ma in genere tutta l’opera è su un livello piuttosto alto. L’efferata Firgid Bitch ricorda formazioni estreme come i Sadus. Il Doom affiora nella lugubre Twisted Cross, che poi si lancia in una cavalcata corazzata fra le più epiche del genere, degna dei migliori Sodom.

Reason (1990) porta avanti le idee dell’esordio, con più melodia e strutture più complesse. La musica si è fatta più varia, e la band sfrutta l’alternarsi di momenti efferati ed altri più ragionati ed emotivi con una abilità tutta nuova. Stop Me apre con una forza drammatica quasi teatrale, impetuosa. Le chitarre si mostrano fondamentali nella struttura dei brani, come mostra Terrified. Le composizioni sono complessi e tormentati Thrash Metal con momenti melodici come Not Forgotten, Silent Crime, Afarid To Feel, Vital, Quick To Doubt, Killing My Mind, Injustice. Una sequenza di brani che sono elaborate e forbite versioni del Thrash Metal, a cui manca forse un di più d’eccezionalità ed una produzione all’altezza, che esalti le differenze fra le composizioni.

Manic Impressions (1991) complica ancora di più la faccenda, avvicinandosi alla complessità dei Metallica maturi (quelli di Ride The Lighting e And Justice For All). Per certi versi i cambi repentini di atmosfera e lo stile compositivo così articolato ricordano i Voivod. Paint A Picture parte con Thrash complicato e progressivo, ma I Love The World (una cover dei New Model Army) è la pietra dello scandalo, con il suo ritornello New Wave annegato nell’arrembante riffing di chitarre Thrash. Il resto del disco prende spunto da queste atmosfere più gotiche e oscure, per generare grandiose commistioni come Something Real (6 min.), un manifesto del loro stravagante Prog-Metal con radici Thrash, spunti Doom, elementi melodici, ruvidezze Death. Altro gioiello è Explained Away, che sperimenta complesse geometrie di chitarre con un’ossessione per i cambi di tempo e di velocità. Il terzo momento da antologia è Indle Hours, soprattutto per il pazzoide uso dei ritmi.

Il capolavoro arriva nella chiusura, affidata a Far Too Long: per quasi due minuti è tutta una questione di tensione, poi profondi fendenti Doom squarciano la calma atmosfera, la voce diventa stridula e bestiale; il seguito è un labirinto strumentale, dove tempi dispari ed un ritmo cingolato diventano protagonisti. Prima del terzo minuti c’è persino un intimista passaggio acustico, prima che un mid-tempo unisca esplosioni catacombali ad un assolo di chitarra. Rarefattasi nuovamente la coltre oscura, il brano torna a rasserenarsi, ma è solo un pretesto per un nuovo picco di tensione che culmina in strazianti grida prima del quinto minuto. Il finale è ancora più schizofrenico, un concentrato delle varie anime del brano che chiude la composizione in modo enigmatico, senza nessuna esplosione, piuttosto in uno stato di palpitante tensione (si senta il pulsare ritmico finale).

Manic Impressions è un album che fonde compiutamente il Prog Metal con la loro anima Thrash, sfruttando uno stile compositivo tagliente e molto elaborato, che non disdegna virtuosismi e cambi di tempo, che sfrutta la voce tanto nelle parti melodiche quando in quelle più estreme e che non ha molto da invidiare ai Metallica di fine anni ’90, pur con le dovute differenze; qui c’è maggiori influenze Doom, spunti gotici, meno impeto “Hardcore” ed un sound meno affilato, seppur decisamente più corposo e potente che nei primi album.

Screams And Whispers (1993) conclude la carriera proseguendo l’evoluzione, superando il Thrash e proponendo un Prog-Metal dove melodia, tecnica ed arrangiamenti che comprendono ampiamenti i synth sono il modello dominante. La partenza è bruciante: Sound The Alarm ha sia i momenti cingolati che quelli melodici, sia i ricordi Thrash che quelli più Groove, sia i virtuosismi che i fendenti devastanti. Dopo la possente Sense Of Will arriva Too Many Prophets, che eredita il senso del ritmo dei Prong per farne un Prog-Metal atipico, in uno degli episodi più originali dell’opera.

Release cerca di fondere il sound incentrato sul Groove con eccessi vocali ed una più ariosa anima melodica, con un altro risultato particolare. La tortuosa Tools Of Separation è probabilmente il capolavoro dell’album, capace come nessun’altra delle loro composizione di unire delicatezza e violenza, rendendo giustizia al titolo dell’album.

L’incubo corazzato e violento di Grateful è una versione più Prog dei Pantera, che tenta una via più articolata e complessa al Groove Metal. My Soul’s Affliction, altro brano da ricordare, cerca un punto di incontro fra Rock radiofonico, geometrie complesse, Groove Metal devastante e ricordi Thrash Metal, in un grandioso concentratodi spettacolari cambi di atmosfera, tempo, stile.

Brotherhood (7 min.) è la versione rivista della ballata proposta dagli Anacrusis. Se perdoniamo le orchestrazioni un po’ “sintetiche” e “plasticose”, è un esperimento che supera di molto i confini del Metal, fermandosi al limitare delle fusioni musicali più ardite, come il lungo finale con gli spunti gotici, il ritmo incalzante e pieno di “groove”, gli spunti spettrali.

Screams And Whispers è un album difficile ma coraggioso. Sound The Alarm, Too Many Prophets, Release, Grateful, My Soul’s Affliction e soprattutto Tools Of Separation e Bortherhood mostrano che la band propone commistioni stilistiche e soluzioni che fanno tesoro degli studi ritmici di Prong e Pantera, dei ricordi del Thrash, degli spunti orchestrali del Prog-Metal. Il risultato non è eccezionale, ma spesso è curioso ed intrigante quanto basta a porre l’opera due spanne sopra il Metal medio coevo.

.

.

.

Voti:

Suffering Hour – 6,5
Reason – 6,5
Manic Impressions – 7
Screams And Whispers – 7

Le migliori canzoni degli Anacrusis

Annunci

Un pensiero su “Anacrusis – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...