Dark Dark Dark – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Gli statunitensi Dark Dark Dark hanno aperto la loro carriera all’insegna di un colorato mix sonoro fatto di Roots, Pop, Jazz. La formazione non solo fa leva sugli stili popolari statunitensi, ma sfrutta forti fascinazioni est-europee per variegare la propria proposta sonora.

The Snow Magic (2008) è un eterogeneo mix di questi elementi stilistici. La giostra circense e malinconica di Ashes sembra una versione à la Gogol Bordello dei Black Heart Procession. Proprio quest’ultimi si possono sentire in brani come Dig A Grave. Merita attenzione il fatto che la formazione si sforzi di cercare nuove declinazioni del suo mix Folk in praticamente ogni brano, conferendo all’opera una intrigante varietà interna. Il limite rimane nel riuscire raramente in composizioni originali.

Due i momenti maggiori: il veloce pianoforte di That Light fa da propulsore per un valzer sofferto ed umbratile, votato ad una disperata malinconia est-europea; la triste danza corale di A Cloud Story, con un’estetica noir.

Il secondo Wild Go (2010) punta più su tenui ballate classicheggianti, rinunciando in gran parte all’elemento est-europeo (Daydreaming è forse il momento maggiore). Quando l’animo da Ex-Urss ritorna, come in Celebrate, la band ricorda i Beirut e la loro trasognata, commovente bellezza color-seppia. Anche la delicata danza corale per trombe dimesse di Right Path rientra fra i momenti maggiori.

L’aria greve, le ballate sentimentali e la ridotta varietà stilistica non giovano granché al risultato, ma nei tre momenti citati la formazione mostra ancora interessanti soluzioni musicali.

Who Needs Who (2012) è ancora più sofferto ed è tempestato di ballate pianistiche, arrangiate con ricchezza e certosina cura, come dimostrano la title-track, It’s A Secret e soprattutto Meet In The Dark (quest’ultima l’unica che spicchi oltre un livello mediocre). Un sentimento malinconico e corale attraversa The Last Time I Saw Joe, secondo ed ultimo momento da ricordare.

Per quanto raffinato, questo è l’ennesimo album di ballate sentimentali orchestrate in modo elaborato. Ed io non ne sento il bisogno.

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Voti:

The Snow Magic – 6
Wild Go – 5
Who Needs Who – 5

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