Andy Stott – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Andy Stott è un produttore inglese che propone una Techno soffusa e notturna, avvolgente ed emozionante, calda e sensuale, con profumi Minimal e Dub.

L’esordio Merciless (2006) è tutta una questione di sensualità ed eleganza. Lenta ma sinuosa, questa musica è come una droga dolce, di relax e allucinazioni. Edyocat, per esempio, è ipnotica ma non martellante, notturna ma mai tetra. Un Dub subacqueo e poetico come Choke anticipa la title-track, un piano al ralenti di grande atmosfera che spezza in due l’opera. Senza spigoli, senza aggressività, si riprende il viaggio notturno rimanendo affascinati dalla locomotiva di Hertzog e dalla dolcezza di Boutique, e chiudendo con l’elegia pianistica di Peace Of Mind. Un viaggio d’emozioni soffuse, di poesia sonora, di atmosfera.

Unknown Exception (2008) è una compilation che raccoglie alcuni momenti ricordevoli: il Dub notturno di Fear Of Heights, Bad Landing e Handle With Care, l’allucinazione Minimal di She’s Gone Wrong, l’eleganze Techno soffusa di Replace e il viaggio nel buio dell’avvolgente See In Me sono tutti momenti interessanti. Quel che manca è la coesione dell’esordio, ma questo è insito nella forma di compilation.

Luxury Problems (2012) aggiunge la voce all’amalgama, ed è eterea, ectoplasmatica, impalpabile. Il vortice di sospiri di Numb la usa come elemento strutturale, non come mero ornamento di uno scheletro Techno. Lost And Found la declina come un canto medioevale in un’atmosfera mistica di grande effetto. Hatch The Plan (quasi 9 min.) la propone come una un canto dimesso che poi diventa una Minimale e soffusa ripetizione ciclica che si scioglie nellla conclusiva stratificazione.

Pure nei brani dove la voce ha un ruolo minore, i risultati sono peculiari: la fitta nebbia da cui prende forma Sleepless sembra quella degli incubi metropolitani della Dubstep, ma con sovratoni allucinati ed uno stomp martellante che la rende onirica e psichedelica; Expecting (8 min.) sorge da un abisso caocofonico, il suono dell’abisso infernale delle metropoli inumane, e poco contano i ritmi di discendenza Techno, il brano rimane una visione metafisica oscura di venti siderali fino alla fine: è l’apice dell’album.

Prima di chiudere c’è da ricordare almeno Up The Box, una sorta di climax che ci mette tre minuti thriller per esplodere in un ritmo violento ed aggressivo come non mai nella discografia. Leaving fa calare il sipario nella consueta atmosfera eterea e notturna.

Luxury Problems introduce alcune maggiori novità nel sound, ma non trascende quanto fatto nell’esordio, semmai lo raffina e ne amplia la portata. Album senza picchi notevoli, esclusa Expecting, ma con una sua coesione e cifra stilistica precisa.

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Voti:

Merciless – 6,5
Unknown Exception – 6
Luxury Problems – 6,5

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