Tame Impala – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Tame Impala, dall’Australia, propongono un revival psichedelico fra Byrds, Beatles e Pink Floyd, rifacendosi principalmente agli anni Sessanta.

L’esordio Innerspeaker (2010) è un trionfo di arrangiamenti, da quello elegante di It Is Not Meant To Be a quello più energico di brani come Alter Ego. Si tratta di idee ritrite, ripescate e rispolverate per la millesima volta, che hanno uno spirito della sperimentazione da anni Sessanta. Accorrete, nostalgici, se non altro per Expectation. I più metallari, invece, possono ascoltare solo The Bold Arrow Of Time, degna degli Hawkwind.

Lonerism (2012) segue le orme dell’esordio. Be Above It, per esempio, a fronte di una melodia vocale banale in pieno stile psichedelico, inietta energia con un vortice ritmico e lentissimi riverberi di pianoforte. Da qui in poi è un florilegio di arrangiamenti psichedelici, con un vertice in Feels Like We Only Go Backwards (Pop-psichedelico) ed un altro in Elephant (Black Sabbath e psichedelia).

Ma per quanto i richiami a Pink Floyd, Beatles, Byrds siano disseminati ovunque, oltre a quest’opera calligrafica c’è poco di cui parlare.

Currents (2015) è un album che aggiunge dosi Synth-Pop sin dall’opener Let It Happen (quasi 8 min.), dolce, appicciosa melodia psichedelica stiracchiata olre il necessario da qualche banalità House, nonostante il ricco arrangiamento dai toni sinfonici.

Più banali i brani melodici come The Moment, Yes I’m Changing, Eventually mentre The Less I Know, con un basso Funk ed una melodia dolcissima à la Alan Parson è un tuffo nel passato, l’ennesima rivisitazione del passato del (Pop) Rock. La forma più libera e psichedelica torna nella sola Past Life, voce distorta e phaser galattici per uno dei brani più peculiari dell’opera. Questo elegante Synth-Pop affezionato alla forma canzone trova il suo probabile vertice in ‘Cause I’m A Man, non esattamente un capolavoro. Meglio la rivisitazione Synth-Pop in chiave Funk di New Person Same Old Mistakes, che fa annegare stilemi ben riconoscibili (voce in falsetto, melodie di Synth orecchiabili, ritmi ballabili ecc.) in dosi psichedeliche iniettate da un arrangiamento elegante ed elaborato. Se non ci fosse tanta attenzione sulla band, comunque, Currents sarebbe solo un altro dei tanti album che passano inosservati: tre brani almeno da ricordare almeno nella discografia della band (Let It Happen, Past Life, New Person) contrapposti a caramelle Synth-Pop poco originali e skit che aggiungono poco al risultato finale.

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Voti:

Innerspeaker – 5
Lonerism – 5,5
Currents – 5,5

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