Klaypex – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Fra le sensazioni in ambito Dubstep dei primi anni dieci c’è il progetto statunitense Klaypex.

L’esordio Loose Dirt (2011) è in grado di essere violento ma al contempo elegante ed atmosferico (Lights, Not Getting Any Better, Chinter’s Will e soprattutto Rain), senza lesinare un’orecchiabilità quasi Pop da far affiorare dalle distorsioni(l’accattivante E.T.). Alcuni momenti sono semplici rimescolamenti della solita fuffa Pop/Dance (Go Around, per esempio). Elementi 8-bit attraversano Gamefire, chiudendo l’album con un tocco di originalità.

Un sound più multisfaccettato fa la fortuna di Ready To Go (2012), nel quale confluiscono anni di House, Techno, Drum’n’Bass, Dubstep, Fidget House e della piùrecente Brostep. Il puzzle sonoro è trascinante e pirotecnico, come si può sentire nella esplosiva title-track. Così quando passano in rassegna Crazy, Hello, Manners, Petrified, la distorsione ballabile di Sunrise, la girandola robotica di Double Vision ed infine la devastante Disco dopata di Song 12, l’impressione è che Klaypex sia un nuovo punto di partenza per l’Elettronica, un imponente “aggiornamento” di una musica che dagli anni ’90 ai primi anni ’10 ha conosciuto una portentosa capacità di rinnovarsi senza sosta. Ready To Go è un buon modo per immaginare dove la musica da ballo andrà nei prossimi anni.

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Voti:

Loose Dirt – 5,5
Ready To Go – 6,5

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