Nicki Minaj – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Nicki Minaj è una rapper originaria del Trinitad & Tobago, naturalizzata statunitense. Dopo essere stata scoperta da Lil Wayne, esordisce con l’album Pink Friday (2010) dopo aver preso parte a varie collaborazioni.

Con quest’opera prima la Minaj si inserisce tanto nel mondo Pop quanto in quello Hip-Hop, ed in una sola mossa richiama alla mente tanto Missy Elliott ed altre rapper donna di successo quanto l’attitudine al ritornello accattivante tipica delle popstar. L’album è prodotto seguendo i dettami della Dubstep ed in genere della contemporanea musica elettronica inglese: bassi profondi, ritmi relativamente complessi, atmosfere spesso notturne e angoscianti. Roman’s Revenge è un brano che oltre a vedere la collaborazione di Eminem è avvolto in una atmosfera a metà fra Dubstep, Pop, Hip-Hop ed una fatata reminescenza Shoegaze. Right Thru Me mostra come questa formula ibrida, con le giuste modulazioni, possa giungere al mondo delle Popstar dell’era di Lady Gaga. Fly e Check It Out (con will.i.am) mostrano la portata “pop” dell’album, ma Blazin’ con Kanye West mostra che il gioco creativo al limitare fra più generi può giungere ad ibridi interessanti, in questo caso un peculiare Hip-Hop limitrofo al Pop/Rock e con i bassi possenti che ricordano un po’ la Ghetto Tech. Your Love, per quanto poco sviluppata, mostra vicinanze persino al Footwork (sub-bass e struttura scheletrica, con loop vocale in sottofondo ossessivo), pur virato in chiave R’n’B; Blow Ya Mind è influenzata dal Footwork in modo più evidente, pur senza sposarne la velocità. Che la Minaj sia vicina alla contemporanea scena musicale di bassi abbondanti per sub-woofer è palesato da una canzone chiamata Super Bass, che la candida ad essere una delle Popstar più aggiornate dell’anno. Certamente 18 brani sono fin troppi e qualche momento è sostanzialmente sono leggerissima musica d’intrattenimento, ma c’è della sostanza sotto questa sorta di Barbie esotica dal sedere abbondantissimo. Se sia tutta una questione di apparenze (leggasi produzione all’ultimissima moda, a tratti ai limti della sperimentazione) conta fondamentalmente poco: le altre Popstar non possono permettersi certe influenze stilistiche e non azzardano passaggi in generi come il Footwork, sostanzialmente ancora un fenomeno underground nel 2010.

Pink Friday: Roman Reloaded (2012) è più sboccato dell’esordio ed è praticamente schizofrenico nelle variazioni stilistiche, rastrellando le variazioni stilistiche che vanno dal mainstream più mainstream ad un Hip-Hop/R’n’B più creativo. Roman Holiday alterna momenti di Hip-Hop fulmineo a ritornelli radiofonici, con condimenti di percussioni tribali, canti orientali ed eccessi da psicopatica in un attacco d’ansia. Continuano le vicinanze ad un sound infarcito di sub-bass: I Am Your Leader lo contamina con Hip-Hop ed un refrain-filastrocca da cartone animato; Beez In A Trap si infarcisce di bassi e di ritmi psichedelici; Roman Reloaded presenta campionamenti modulati secondo il ritmo (come nella Footwork) ed ha l’atmosfera claustrofobica di certa Dubstep particolarmente violenta;

Champion è una proposta di Hip-Hop moderno con una musica atmosferica in sottofondo, trasognata e malinconica.

La lunghezza dell’opera è però nuovamente un punto debole: in 22 brani la Minaj ha tutto il tempo di stancare e ripetersi, soprattutto nella seconda metà, quando alla produzione arriva RedOne e la fa somigliare a tante altre popstar (per esempio in Starship, perfetta per le discoteche o in Pound The Alarm, che la avvicina a Lday Gaga). Anche senza RedOne non va meglio: cose come Auotmatic starebbero benissimo nella discografia di David Guetta, decidete voi se è un complimento (per me non lo è). Alcuni momenti sono semplicemente banali, generici e giocano nella stessa categoria di Katy Perry, Lady Gaga e Rihanna.

Se però reggete con pazienza potete arrivare a Stupid Hoe che della Footwork riprende anche la velocità, oltre ai bassi sovrabbondanti: praticamente è come se Missy Elliot si esibisse assieme a Dj Nate.

Complessivamente è un album sovrabbondante, confuso e che riduce di molto le sue peculiarità per almeno due motivi: di perde in canzoncine Pop usa-e-getta; tenta alcuni stili che rendono ma Minaj poco carismatica, interscambiabile con altre Popstar.

L’esercito di produttori condiziona il risultato in modo significativo, come capita spesso per le dive Pop. Il dispiacere è che questo sommerge quanto di buono c’è nell’opera, che è più interessante dell’intera discografia di Lady Gaga in quanto ad originalità.

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Voti:

Pink Friday – 5,5
Pink Friday: Roman Reloaded – 5

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