Two Door Cinema Club – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Two Door Cinema Club sono un gruppo nordirlandese che propone un frizzante Pop/Rock con ricordi di Post-Punk.

Tourist History (2010) ha in genere una velocità considerevole ed accattivante e sfrutta richiami Post-Punk, Pop/Rock, Elettro-Pop e Punk/Funk. Le melodie sono qusi sempre scontate, così come le strutture, fondamentalmente legate alla canzone ballabile, ma qualche arrangiamento più creativo e qualche eccentricità da mainstream tiene a galla l’opera.

si apre con la fulminea Cigarettes In A Theatre, un uptempo frenetico che spinge un motivetto canticchiabile: la velocità è davvero alta, l’arrangiamento è esplosivo anche grazie al curioso uso dei fiati ed alle stratificazioni di chitarra. Un appoccio più Funk/Punk fa muovere Come Back Home a ritmo da discoteca e la successiva Do You Want It All rimane su territori affini. Un ritmo più arzigogolato dello standard redime in parte la banalità di This Is The Life ed un ritmo caraibico è il propellente particolare della malinconica Something Good Can Work. I Can Talk, singolo da radio, è veloce e tanto strana da attirare quel pubblico che cerca qualcosa di “alternativo” ma “orecchiabile”; inserti di manipolazione digitale, comprese vocine in loop, aggiornano un po’ il sound. Undercover Martyn, forse il brano migliore, butta nel calderone chitarre distorte, synth scampanellanti ed un altro groove curioso. Anche gli ultimi brani, pur senza brillare, chiudono il disco con altri motivetti accattivanti e ottimi da ballare.

Fruibili da un grande pubblico e godibili come pochi, i Twoo Door Cinema Club sono una entità Pop/Rock inglese che dosa elementi risaputi a qualche eccentricità e peculiarità: niente di sperimentale, ma tanto divertimento.

Beacon (2012) presenta un sound più epico, con maggiori stratificazioni e melodie più drammatiche, senza perdere l’attitudine ballabile dell’esordio. I richiami sono a celebrità come gli U2 (non a caso c’è Jacknife Lee, già impegnato con la band di Bono).

In alcuni casi questo sound diventa torrenziale e travolgente, come in Wake Up, ai limiti del baccano ballabile. Almeno Someday e Settle valgono i migliori brani dell’esordio, ma la nuova strada è quella di The World Is Watching, più dimessa ed emotiva, una sorta di elaborata canzone sentimentale che conserva un po’ di ballabilità e si fa arrangiare con synth e violini. Su un territorio simile viaggia anche Pyramid, carica di chitarre ma sufficientemente pensosa e dimessa da far trapelare una sottile malinconia, ed anche la conclusiva title-track, con quell’echeggiante chitarra che richiama proprio gli U2 già citati.

Un lavoro da professionisti del Pop/Rock, che non risolve i limiti dell’esordio ma che si veste di una maggiore seriosità. Suono meno frizzante e fulmineo, più riflessivo e curato nei minimi dettagli (come il verbo del Pop/Rock comanda, d’altronde). Godibili come nell’esordio, meno divertenti e questa volta con più vibrante emotività. Produzione da best-seller.

.

.

.

Voti:

Tourist History – 5,5
Beacon – 6

Annunci

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...