Cynic – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni dei Cynic

I Cynic sono state una delle formazioni più importanti del Death Metal più tecnico e d’avanguardia. La formazione statunitense deve il suo suono tanto al Death Metal quanto al Jazz, al Prog Rock ed alle soffuse atmosfere New Age.

Dopo alcuni demo la band esordisce nel 1993 con Focus, a posteriori uno degli album più celebrati del Death Metal d’avanguardia. Intriso di voci robotiche e filtrate, di passaggi “puliti” di Fusion acrobatica e di ficcanti riff Death Metal, uniti ad un canto aggressivo e tradizionalmente violento, l’album è un viaggio sonoro stilisticamente enciclopedico. Il confine fra violenza e dolcezza, fra aggressività e melodia, fra brutalità ed eleganza diventa liquido e incorporeo. Tutti i brani vengono modellati usando sensuali accenni di Fusion robotica, melodie malinconiche e spesso commoventi, intricati e pirotecnici virtuosismi di tutta la formazione e saltuari ritorni ad un Death Metal brutale.

In 35 minuti i Cynic diventano uno dei gruppi più originali della storia del Metal. Veil Of Maya brulica di strutture ritmiche complesse, ariosi passaggi di Fusion paradisiaca e sfuriate Death Metal. Celestial Voyage è sommersa in una atmosfera liquida e cerca di fondere la brutale anima Death con quella più Jazz: una vertiginosa fusione a freddo, che esalta un approccio progressivo e intellettuale senza per questo perderne troppo in fluidità e godibilità.

Accostamento di voci robotiche e ritmiche schiacciasassi, fino all’apertura su una ariosa Fusion atmosferica, una burrascosa ripresa degli elementi Death ed una coda eterea come la New Age: The Eagle Nature è una sperimentazione estrema e grandiosamente creativa.

Sentiment è una minacciosa Fusion con un recitato femminile che muta verso un Metal acrobatico ed è forse l’esperimento più curioso dell’album: si abbandona anche il canto tipico del Death Metal e si chiude con rifrazioni cosmiche.

I’m But A Wave To è disorientante perché il suo Death Metal è per virtuosi, sembra suonato da una band Fusion che ascolta i Death di Human. Altri portentosi esercizi di fusione avvengono in Uroboric Forms, con frangenti di un virtuosismo malato.

Textures è un meticoloso strumentale che sfoggia la portentosa bravura tecnica e la notevole fantasia compositiva della band.

How Could I conclude il disco con un altro brano fenomenale: una cattedrale di cambi ritmici e virtuosismi, di miasmi Death Metal e asettiche voci robotiche. L’assalto è portentoso ma portato con l’eleganza di una apocalisse futuristica e inumana, di un qualcosa che esuli dalla carne ed il sangue di tanto Metal.

Pietra miliari del Death Metal più sperimentale ed intellettuale, Focus è un gioiello che riesce a superare gli esperimenti dei Death su Human e sfoggia il coraggio proprio delle avanguardie più stravaganti del Metal, come gli Atheist. La proposta di Focus, futuristica e robotica in alcuni tratti, anticipa anche alcune atmosfere di Fear Factory e Strapping Young Lad. Nel complesso, è uno degli album più importanti nell’evoluzione del Metal estremo.

Numerose vicissitudini, poco successo e poca comprensione da parte dei contemporanei portano i Cynic a scomparire dalle scene fino al 2008, quando tornano con Traced In Air.Il grande ritorno, per quanto non abbia l’impatto dell’esordio, è un album all’altezza delle aspettative altissime che generato negli anni. Si apre con Nunc Fluens, assalto tribale in una giungla di detriti sonori che nel finale giunge ad accenni di quella Fusion Death Metal conosciuta in Focus.The Space For This è il primo vero “brano”, mostra una band che ha ridotto le dosi di Death Metal canonico, ma è rimasta complessa, pirotecnica e incredibilmente fluida.

Evolutionary Sleeper è un intricatissimo lavoro ritmico che da un inizio ipercinetico diventa lentamente una sorta di ballata Fusion suonata da dei virtuosi che temono pochi confronti. The Unknown Guest, piena di voci robotiche, è scissa fra una turbinante musica ed un etereo substrato vocale.

Il finale, Nunc Stans, è uno dei momenti migliori dell’opera: minacciose chitarre distorte si affiancano ad una malinconica linea vocale.

Nel complesso l’opera dei Cynic è peculiare e impegnativa, affascinante e non richiede neanche di fronteggiare decine di album pieni di filler e di autocitazioni. Sono una band che sta guadagnando negli anni un consenso che le fu negato dai contemporanei.

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Voti:

Focus – 8
Traced in Air – 6,5

Le migliori canzoni dei Cynic

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