Boston – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Boston sono stati la formazione simbolo del Rock radiofonico dei secondi anni ’70. Il loro Hard Rock educato, melodico e sentimentale è la quintessenza di un AOR che ha conosciuto un successo di pubblico sensazionale.

L’esordio Boston (1976), in particolare, è una sequela di brani forse un po’ ruffiani ma molto orecchiabili ed estremamente radiofonici. More Than A Feeling e Peace Of Mind aprono l’album con due hit milionarie, che fondamentalmente hanno epurato l’Hard Rock di ogni spigolo e di ogni difficoltà d’ascolto e che ricongiungono il sound della tradizione con quello più roccioso delle chitarre anni ’70, in pratica del post-Led Zeppelin. In Smokin’ si ritorna al Blues, ma venato del sound più vigoroso dei Deep Purple. Non che l’album inventi poi qualcosa di nuovo: semplicemente unisce gusto melodico ad un Pop/Rock che dimostra di essere a conoscenza dell’Hard Rock. L’album venderà più di 20 milioni di copie.

Don’t Look Back (1978) è un seguito meno a fuoco, nato probabilmente dall’entusiasmo dovuto successo dell’esordio. Funziona un po’ la title-track, ma non bissa i successi dell’esordio.

Dopo un lungo periodo di assenza arriva Third Stage (1986), che sembra subire il confronto con quelle formazioni che i Boston hanno in qualche modo ispirato, come i Bon Jovi. La ballatona Amanda apre l’album dignitosamente, anticipando una tracklist più morbida e romantica rispetto al passato. Si tratta di un onesto esempio di Hard Rock e Pop fusi assieme, e sembra adatto ad un pubblico simile a quello che venne conquistato dall’esordio. Sul piano dell’importanza storica, però, l’album rimane un po’ arretrato, aggiornato nei suoni ma prevedibile nelle strutture, nei refrain e nelle tematiche. In To Be A Man c’è quella magniloquenza dei Queen che li fa adorare dai fan.

Walk On (1994) e Corporate America (2002) sono parimenti arretrati per le rispettive epoche.

Se proprio non bastasse l’esordio, il mio consiglio è di puntare su Greatest Hits (1997), che raccoglie il poco della discografia che non è da deprecare.

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Voti:

Boston – 6
Don’t Look Back – 4,5
Third Stage – 5
Walk On – 3
Greatest Hits – 6
Corporate America – 3

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