Garbage – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Garbage sono stati una sensazione Rock degli anni ’90, e nacquero quando il Grunge era ormai al tramonto ed i rocker avevano bisogno di nuovi idoli e di nuove canzoni da cantare. La band statunitense, formata in realtà da professionisti del settore, è stata capace di proporre un credibile Rock alternativo intriso tanto di Pop quanto di umori Grunge, senza disdegnare riferimenti ai padri Pixies, che fondamentalmente anticiparono il fenomeno Grunge avvicinandovisi dal versante del Rock alternativo.

La maggiore novità sta probabilmente nell’unire a questa formula Pop-Grunge una attitudine sensuale derivata in parte dal fenomeno delle riot girls e molti elementi di musica Elettronica, spesso sotto forma di manipolazioni di studio tanto raffinate quanto professionali. Un armamanetario di trucchi che rendono i loro primi album una enciclopedia di suoni presi in prestito dagli stili più disparati. In questa commistione Pop/Rock/Elettronica la band richiama i Roxy Music del periodo più Pop ed il David Bowie in collaborazione con Eno. La cantante Shirley Manson è invece sospesa fra pose sensuali, provocazione un po’ ritrita e richiami stilistici a Patti Smith, Siouxsie e Courtney Love.

Il produttore Butch Vig, che nella band riveste il ruolo di batterista, è forse il perno della cattedrale di suoni e campionamenti. Viste le collaborazioni di Vug con gli Smashing Pumpkins, è facile intravedere anche con la band di Chicago qualche assonanza.

L’uso delle chitarre si avvicina spesso a quello dei My Bloody Valentine.

Il primo album, Garbage (1995), è una prova di quanto un ensemble di consumati professionisti possa creare del Pop/Rock impeccabile. Le ammalianti e sensuali melodie che sorreggono Only Happy When It Rains sono il momento della hit da classifica, ma episodi come Heaven Is Wide (Techno-Rock decadente), la tenebrosa sensualità di A Stroke of Luck, la cattedrale di effetti di studio di Vow, la Disco retrò di Stupid Girl, fusioni Elettro/Rock/Pop come My Lover’s Box, il notevole Trip-Hop di Milk (che farebbe invidia a Bjork) sono tutte dimostrazioni di quanto si riesca a spaziare in lungo ed in largo. Qua si esaurisce l’interesse per l’opera, però, perché oltre a questa elaborata fusione un po’ ruffiana ma anche intrigante, l’opera non si spinge oltre: la Manson canta alternando il sensuale all’aggressivo, l’anemico all’orecchiabile; il resto dei suoni è un mix di risapute idee Pop e scintillanti momenti di fantasia creativa, assemblaggi stilistici e puzzle sonori. Non è un album che si ricorderà per la sua urgenza, ma è di fatto un’opera senza sbavature, che sembra più il decimo album di una band piena di esperienza. In fondo, quindi, non si può fare a meno di notare il corposo background della formazione, tutt’altro che “esordiente”.

Version 2.0 (1998) segue le idee già belle e sviluppate nell’esordio. Il ballabile elettronico con ricordi Rock, ritornelli Pop e richiami Grunge è ormai una loro arma vincente. Questa volta, forse, ci sono più momenti che hanno raggiunto un equilibrio invidiabile. Temptation Waits è una fusione di Madonna, Rock, Disco-Music e qualche ruvidezza da Rock “duro”. I Think I’m Paranoid è invece il momento in cui massimizzano l’idea di attualizzare il Grunge nell’era del Post-Nirvana: ci riescono alla grande, recuperando la sensualità femminile, un ritornello orecchiabile da Pop radiofonico, una chitarra che sa essere graffiante.

Immaginate di montare su un ballabile da discoteca una melodia da Pop-Punk ed avrete When I Grow Up (che poi unisce Drum’n’Bass radiofonica e Hard Rock). Certi ritornelli sono appiccicosi come le hit che sbancano le classifiche (Special), ma certe volte l’effetto è solo noiosamente risaputo (Medication, The Trick Is to Keep Breathing, Wicked Ways, You Look So Fine).

Un altro vertice è Hammering In My Head, un ballabile meccanico, ossessivo, di una sensualità malata, che è attraversato da quella fusione di Elettronica e Rock che con altri risultati provano i Prodigy nel medesimo periodo. La fusione Techno/Rock torna in Dumb.

L’impressione finale è che si è per metà ingannati: sembra di ascoltare un collage di canzoni già sentite, che sono più originali semplicemente perchè sono “composte” in modo diverso. Per metà è creatività, per l’altra metà è seolo furbizia che lascia poco da ricordare.

Beautiful Garbage (2001) punta ancora su una seducente fusione di Rock, Pop e trucchi di studio. Questa volta alcuni momenti sono poco più di motivetti (Androgyny), seppure rimangano le escursioni stilistiche e temporali, come il ballabile di Can’t Cry These Tears. Arrivare alla fine è però dura più che in passato, perché buona parte della tracklist è scadente. Silence Is Golden, per esempio, fa un gran fracasso ma poi non è meglio di un filler qualsiasi.

Il singolone Cherry Lips non è esattamente indimenticabile, in primis perché la Manson canta come una Popstar plasticosa qualsiasi. Breaking Up the Girl è probabilmente il meglio dell’opera, senza un appeal smaccatamente orientato all’ascolto distratto, ma non è male neanche Parade: sono due momenti da ricordare in un album debole.

Dopo l’album precedente, chiaramente più Pop, Bleed Like Me (2005) riscopre una graffiante anima Rock. Riacquistando decibels, la Manson sembra più a suo agio e più carismatica, mentre finalmente l’approccio più violento permette di ritrovare una carica che sembrava perduta. Bad Boyfriend è una partenza incalzante e aggressiva come non ne facevano dagli esordi, forse come non ne hanno mai fatte. L’aspetto più Pop/Rock è comunque presente, ma Run Baby Run (replica del sound dei ’90 alternativi) è meglio del recente passato.

Un altro momento riuscito è Why Do You Love Me, con una chitarra in primo piano.

Altrove si sente di più lo studio di registrazione (Metal Heart, Boys Wanna Fight) ma più che suonare autoderivativi, sembrano essere quasi risorti.

Dando una passata di vernice al sound Rock degli anni ’90, i Garbage sembrano credibili alfieri di un sound a metà fra conservazione e utilizzo delle più recenti trovate di studio. In equilibrio fra vecchio e presente, non sono mai proiettati verso il futuro, e qua sta il loro limite: nel migliore dei casi, suonano come un gruppo Grunge che abilmente ha saputo sopravvivere per dieci anni dopo la “fine” del movimento.

Absolute Garbage (2007) riassume per sommi capi la carriera.

.

.

.

Voti:

Garbage – 6,5
Version 2.0 – 6,5
Beautiful Garbage – 5,5
Bleed Like Me – 6
Absolute Garbage – 6

Annunci

Mi fa piacere leggere i vostri commenti!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...