Katy Perry – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

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Katheryn Elizabeth Hudson è meglio conosciuta come Katy Perry, una giovane statunitense che propone una musica ballabile e leggerissima, fra Pop, Dance e quel profumo fragoloso di “bubblegum”. Come le chewing gum, ha un gusto artificiale, sgraziatamente zuccheroso e tuttavia anche golosamente irresistibile. Nasce a Santa Barbara, California e vive un’infanzia di frequenti trasferimenti e difficoltà finanziarie. In casa regna un clima bigotto, dove si individua il male persino nell’uovo “alla diavola”. Neanche a dirlo, inizia cantando Gospel, esibendosi in chiesa fra i 9 e i 17 anni. Si comporta come un maschiaccio durante l’adolescenza, e ancora giovanissima pubblica Kathy Hudson (2001), un album fra Gospel e musica cristiana che nulla anticipa del suo futuro. Decisamente deve essere un’altra la strada per il futuro. Prova con la Columbia ma tutto viene accantonato, quindi partecipa al singolo dei POD Goodbye For Now (2006), comparendo anche nel video.

È il momento di massima celebrità fra altre comparsate minori, in video di minor successo o in ruoli molto secondari.

Il tanto atteso momento della verità arriva con One Of The Boys (2008), prodotto da Dr. Luke. L’album propone al centro della tracklist la seducente Ur So Gay, arrangiata con suadenti fiati, il singolo che serve a farla conoscere al mondo intero nel Novembre 2007.

Ma è un album che verrà più probabilmente ricordato per il singolo-tormentone I Kissed A Girl, maliziosa canzone Dance-Pop, leggerissima e appiccicosissima, ideale inno delle “casual lesbian”. Il supporto di un video pruriginoso, dove compare anche Kesha, è un di più. Grande successo anche per la più energica Hot N Cold, altro Bubblegum-Pop senza pretese con video da oltre 775 milioni di views.

Nell’era di Lady Gaga, di Rihanna, di Beyoncé, le provocazioni pseudo-lesbiche, sessuali ed erotiche della ragazza spregiudicata dal seno prorompente sono poco più che un’appendice allo star-system musicale. Ma in fondo l’album è in linea con l’effimera importanza di Katy Perry nel mondo musicale, ed è solo un contorno ai video con i capezzoli-bengala ed altri vertici portentosi di kitsch. Nessuna come lei sembra rivestire a fine anni Zero il personaggio della procace maggiorata un po’ tonta, utilizzando i trucchi che hanno già reso famosa Avril Lavigne (le pose Rock) e Lilly Allen (le filastrocche demenziali). L’album vende bene negli USA (1,7 milioni) e in Europa (1 milione) ma il momento del successo di prima categoria è evidentemente rimandato al futuro. Meglio i singoli: I Kissed A Girl supera quota 6 milioni, Hot N Cold addirittura 7.

La sfida di Teenage Dream (2010) è di ampliare il pubblico senza alienare quello conquistato con l’esordio. È un album più curato, una notizia considerando che One Of The Boys era sinteticamente impeccabile. I limiti risiedono ancora tutti nella scrittura, nel canto e nella proposta brutalmente effimera. Stilisticamente, è un portentoso esercizio di Bubblegum, Dance e Rock frullati in mille modi diversi.

Last Friday Night (TGIF) è uno dei brani più innocui e radiofonici dell’anno, anche se ad alzare la posta c’è California Gurls, con Snoop Dogg: qua si tenta un vero inno da dancefloor, un tormentone aggiornato all’epoca dei producer Hip-Hop, con ovviamente l’alone di superficialità che le ha fatto conquistare le classsifiche.

E ugualmente è algidamente sintetica Firework, inno di self-empowrment, e programmaticamente radiofonica Peacock, idealmente un brano di Gwen Stefani, tutto costruito sul fatto che sembra che Katy Perry dica “I wanna see your cock”: che eleganza. ET è la canzone d’amore dell’album, banale il tema e banale lo sviluppo.

In genere l’album fa quel che ci può aspettare da un fenomeno Pop leggero, ballabile e senza pretese rivoluzionarie: musica buona per i locali, minimo comun denominatore di platee indistinte. L’album è l’equivalente sonoro del junk food: tanti zuccheri, buoni per una botta di energia volatile.

Questa volta però il successo è clamoroso: 6 milioni di copie per l’album, 6 milioni per il singolo Teenage Dream, 7 milioni per Last Friday Night, 7 milioni per California Gurls, 9 milioni per Firework,  7 milioni per ET.  E un ulteriore, clamoroso, successo riscuotono i video. Al 2018 i video di Firework e Last Friday Night hanno superato il miliardo di views. Il singolo Wide Awake domina una riedizione deluxe dell’album: 4 milioni di copie, video da 800 milioni di views al 2018.

Prism (2013) non stravolge praticamente nulla, senza spiccare per ambizione né per creatività. L’unica differenza risiede nel fatto che questa volta sembra di ascoltare una raccolta di canzoni scritta da un essere umano e non da una macchina per masturbazioni seriali. La Perry indovina il ritornello di Roar e poi spazia fra ricordi novantiani (Walking On Air), un momento quasi da Footwork (Dark Horse) e qualche ballata malinconica.

Con i video creativi, le pose sexy, i ritornelli orecchiabili rimane tuttavia una delle popstar più famose del periodo. Successo commerciale notevole, ma molto meno clamoroso rispetto al secondo album:  circa 3 milioni di vendite certificate al 2018.

Meglio i due singoli Roar (8 mln) e Dark Horse (12 mln!), mentre gli altri estratti sono, nel contesto dello stardom Pop, dei flop. È tuttavia l’epoca d’oro dei video musicali, mai così visualizzati nella storia, e Katy Perry può far valere un’esperienza in videoclip virali, sexy e demenziali che sbaraglia quasi tutta la concorrenza: Roar in 4 anni supera quota 2,4 miliardi di views, poco sotto Dark Horse con 2,2 miliardi.

Le pile sono scariche, così Witness (2017) fallisce su tutti i fronti. Lo stile si è fatto meno spensierato, l’allontanamento dal Bubblegum-Pop è evidente, ma si scopre che dietro le pose dumb-sexy rimane davvero poco. L’album fatica a vendere negli USA, il mercato da sempre più favorevole al fenomeno Katy Perry. Dopo un anno intero il singolo Chained To The Rhytm, il più impegnato della sua carriera, ha venduto 2 milioni di copie. Peccato che neanche il soft-porn del video di Bon Appetìt abbia permesso di arrivare, in un periodo simile, al milione di copie vendute. Nonostante l’abbondanza di corpo mostrato in 9 mesi il video totalizza “solo” 451 milioni di views. Il mondo del Pop, con la sua superficialità e attenzione alle ragazze procaci, giovani e disinibite sembra aver voltato le spalle a Katy Perry, 32 anni e un nuovo look mascolino inaugurato per l’occasione.


Discografia

Kathy Hudson 2001 <5
One Of The Boys 2008 6
Teenage Dream 2010 5,5
Prism 2013 5
Witness 2017 5

 

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5 pensieri su “Katy Perry – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. non ci si possono aspettare capolavori…però il suo pop fa quasi sempre muovere il piede sotto alla scrivania e direi che tanto basta, no? se a questo aggiungiamo che la ragazza si fa guardare volentieri direi che ben venga anche Katy Perry! e pensare che aveva iniziato con il rock cristiano…

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  2. Orecchiabilissima, certamente! Va presa, penso, per quel che è: una seducente pop-star senza nessuna pretesa storico-musicale o culturale, buona per “muoversi” in discoteca o per gli ascolti più spensierati, magari anche per gli ascolti “distratti”. Come dici tu, “tanto basta”. 🙂

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  3. ha detto:

    Premesso che non la conosco, però penso che l’orecchiabilità non sia tra i parametri fondamentali per giudicare la musica!
    E’ dal ‘900 che l’orecchiabilità ha assunto un ruolo più marginale in ambito artistico!

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  4. Ma io concordo, basta guardare i voti. Tuttavia posso intuire il pubblico e la “funzione” di una Katy Perry, intuire perché è famosa e perché piace. Se tu mi chiedessi quali album preferisco, però, allora no, non ce la troveresti. 🙂

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