Le 100 Migliori Canzoni Di Sempre

Ecco una lista delle mie 100 canzoni (composizioni, sinfonie, suite, muische) preferite, quelle che reputo le 100 Migliori Canzoni Di Sempre. Ho raccolto qua solo le composizioni “brevi”, in pratica sotto i 10 minuti, mentre puoi trovare i brani estesi qua.

Se vuoi consigliarmi dei brani, scrivi nei commenti!

Considera che questa lista è frutto di una rigidissima selezione: ho lasciato molti brani che reputo fondamentali fuori, ed alla fine ho preferito quelli che personalmente reputavo migliori. Dovendo scegliere 100 canzoni non potevo inserire tutto quello che è stato importanza storicamente, quindi ho selezionato ulteriormente seguendo semplicemente ciò che preferisco.

La lista è perennemente incompleta ed “in progress”.

Buona lettura!

Titolo

Artista

21st Century Schizoid Man King Crimson
Ace Of Spades Motorhead
Alife Robert Wyatt
Alifib Robert Wyatt
All That Is My Own Nico
Angel Of Death Slayer
Astronomy Domine Pink Floyd
Baba O’ Riley Who
Ballad Of A Thin Man Bob Dylan
Black Metal Venom
Black Sabbath Black Sabbath
Blue Tears Black Heart Procession
Bohemian Rhapsody Queen
Bridge Over Troubled Water Simon & Garfunkel
Bring The Noise Public Enemy
Cave In Codeine
Cortez The Killer Neil Young
Cry Wolf Lisa Germano
Emilia Paranoica CCCP
Evolution Cat Power
Fast Canone Polvo
Filler Minor Threat
Frownland Captain Beefheart
Fuoco Fatuo Massimo Volume
Future Breed Machine Meshuggah
Gimme Gimme Gimme Black Flag
Glass Walls Of Limbo Type O Negative
Hurricane Bob Dylan
Impressioni Di Settembre Premiata Forneria Marconi
In The Court Of The Crimson King King Crimson
Interstellar Overdrive Pink Floyd
Iron Man Black Sabbath
Kerosene Big Black
La Notte Dell’11 Ottobre Massimo Volume
La Pianta Del Tè Ivano Fossati
Laughing Pere Ubu
Life Stinks Pere Ubu
Lost Neurosis
Luau Drive Like Jehu
Luglio Agosto Settembre Area
Lungo I Bordi Massimo Volume
Man In The Long Black Coat Bob Dylan
Master Of Puppets Metallica
Medicine Bottle Red House Painters
Merrittville Dream Syndicate
Minor Threat Minor Threat
Mr. Selfdestruct Nine Inch Nails
My Generation Who
New Death Sensation Acid Bath
No Control Bad Religion
No One Henry Rollins
No Remorse Metallica
Non Alignment Pact Pere Ubu
Oxygen Aesop Rock
Painkiller Judas Priest
Paint It Black Rolling Stones
Part One: Edweena Residents
Peaches In Regalia Frank Zappa
Phantasmagoria In Two Tim Buckley
Picnic on a Frozen River (Deuxième Tableau) Faust
Pink Moon Nick Drake
Place To Be Nick Drake
Pleasure To Kill Kreator
Randy Described The Eternity Built To Spill
Reign In Blood Slayer
Salo For Carnation
Sea Song Robert Wyatt
Set The Controls For The Heart Of The Sun Pink Floyd
Song To The Siren Tim Buckley
Sounds Of Silence Simon & Garfunkel
Southern Man Neil Young
Speed Atari Teenage Riot
Stairway To Heaven Led Zeppelin
Straight Edge Minor Threat
Street Waves Pere Ubu
Suzanne Leonard Cohen
Ted Just Admit It Jane’s Addiction
Teenage Riot Sonic Youth
The Falconer Nico
The Future Leonard Cohen
The Gift Velvet Underground
The Mercy Seat Nick Cave & The Bad Seeds
The Model Kraftwerk
The Night Morphine
The Rhytm Of The Heat Peter Gabriel
Things Behind The Sun Nick Drake
Third Stone From The Sun Jimi Hendrix
Two Characters In Search Of A Country Song Magnetic Fields
Velikovsky 2-step David Thomas
Venus In Furs Velvet Underground
Vibracobra Polvo
Waiting For My Man Velvet Underground
War Sucks Red Crayola
We Are Time Pop Group
What Does Your Soul Look Like (Part 1 – Blue Sky Revisit) Dj Shadow
Where’s My Mind Pixies
Why Don’t You Eat Carrots? Faust
Wizard in Black Electric Wizard
Xero Tolerance Type O Negative
You Really Got Me Kinks


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16 commenti

  1. Nulla di J.J. Cale? E Ry Cooder? Nemmeno nulla di James Taylor? Jackson Brown, Lou Reed, Billy Bragg, Donovan, Tom Waits nn ti piacciono? Mi pare ci sia poco di Leonard Cohen, ma i gusti nn si discutono. E poi poco di Neil Young, che io venero perdutamente. Dopo il loner di Toronto venero il Grunge, Pearl Jam in testa, ma anche Blind Melon, Nirvana o Alice in Chains, di cui nn vedo titoli. Non ho visto i Deep Purple o gli Who eppure mi sembri abbastanza rokkettaro. E nn vedo nemmeno i grandi del Prog inglese, tipo Yes, Genesis, Gentle Giant. Un caro saluto

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  2. Sono cento canzoni (sotto i dieci minuti) quindi non potrei mai inserire tutte le canzoni che reputo “solo” grandiose. Ho dovuto per forza di cose iper-selezionare, lasciando fuori anche tante cose che mi piacciono molto (Lou Reed, Tom Waits, altro Cohen, altro Young).

    Sugli Pearl Jam, Nirvana, Alice In Chains vale lo stesso discorso (purtroppo). Però mi farebbe piacere sapere tu cosa avresti messo di questi gruppi, sempre nell’ottica di una top 100 assoluta!

    Gli Who invece ci sono ben due volte, con Baba O’ Riley e My Generation.

    Dei Deep Purple, cosa varrebbe una top 100 di tutti i tempi secondo te? Ci avevo pensato ma non so, niente di quello che hanno fatto sta (per quanto riguarda la mia opinione) a livelli così alti.

    Del Prog Inglese ci sono i King Crimson, che mi piacciono più di tutti gli altri che citi. Gli Yes sono nella lista delle canzoni estese con Close To The Edge. Per i Genesis vale il discorso dei Deep Purple: in una top 100 non ce li metterei. Tu cosa avresti messo di loro?

    J.J. Cale non mi ha mai fatto impazzire, Ry Cooder non l’ho (ancora) ascoltato ed idem James Taylor, Jackson Brown e Billy Bragg. Donovan lo conosco un pochino, ma anche qua niente che metterei in una ristrettissima top 100.

    So che è estremamente parziale questa lista, ma quando da migliaia di album si deve selezionare 100 canzoni, penso sia naturale.

    Se hai voglia inviami una tua top-ten o top-100 o quel che vuoi, anche solo per prenderne spunto!

    Grazie del commento!

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  3. La lista delle short songs è perfino più difficile da commentare da quella delle canzoni estese, quindi per ora mi asterrò dal commentare, limitandomi a constatare la bontà delle scelte!
    Una curiosità però: secondo te perché “War Sucks” è in genere quella preferita del primo album dei Red Krayola? Io credo che del primo album le canzoni(non le free-form freakout) siano tutte più o meno allo stesso – altissimo – livello eccettuata forse la title-track che mi sembra in qualche modo la più particolare, probabilmente perché maggiormente sperimentale ed insolita!
    Secondo me rispetto alle free form freak-out di cui sopra è meno rumoristica, però riesce in qualche modo a conciliare il rumorismo sperimentale di questi “intermezzi” strumentali con la forma-canzone creando delle sonorità a sé stanti, differenti da tutto il resto.

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  4. Ti dico la verità, per Parable dei Red Krayola è un album di grandissimo spessore ed è davvero difficile trovare una canzone che sia “meglio” delle altre”. Non c’è, per capirci, il caso di una Sister Ray, una canzone “più importante” in un album “capolavoro”. Ero e sono molto indeciso quindi su quale canzone “scegliere”. Alla fine ho scelto War Sucks perché… è quella in genere più quotata! L’altra soluzione era non inserire i Red Krayola, che sarebbe stato un po’ una soluzione perdente per me. Non so bene perché proprio War Sucks, ma penso che possa dipendere dalla “tematica”, che li connotava anche in una certa posizione “politica”, appartenenti ad una cultura “contro”. Ripetendo che il primo Red Krayola per me è un capolavoro di primissimo piano, e che anche la title-track che citi tu è una canzone che qua non sfigurerebbe per nulla, ti dico che io avrei pensato come alternativa soprattutto a Hurricane Fighter Plane, per dire.

    Sulla lista in genere: sì, quella delle canzoni breve è davvero difficile da scrivere ed è indubbiamente piena di mancanze. L’unica alternativa, ma comunque non certo la soluzione definitiva, sarebbe ampliare la lista, per esempio a 500 canzoni. Mi ci vorrebbe molto tempo e comunque qualcosa mancherebbe più o meno sempre. Non so neanche quanto possa essere utile una lista così estesa.

    Grazie del commento.

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  5. Quel disco dei RC è davvero di livello altissimo, ne convengo! Proprio “Hurricane Fighter Plane” è emblematica dello stile del gruppo. E’ notevole il modo in cui dalla caotica free form freak-out “emerga” una linea quasi-melodica(il basso)che condurrà il neo-baccanale che ha ormai assunta la forma di “canzone”, pur essendo comunque lontani dall’idea di canzone “convenzionale” Dissoltasi la melodia è infine il rumore a prendere il sopravvento.
    E’ particolare proprio questa idea che siano le linee melodiche a sorgere dalla caoticità, dal rumore(e non viceversa). Uno studio tanto approfondito sul rumorismo applicato alla forma-canzone lo faranno, seppure in ambito differente e molti anni dopo, i My Bloody Valentine di “Loveless”(grandissimo album, ma a mio avviso privo di capolavori proprio assoluti).
    Anche in “God Bless the R.K. and all who sail with it” ci sarebbero alcuni pezzi degni del primo album, però per me il primo resta insuperabile.
    Per il resto in linea di massima mi trovo d’accordo con tutte le scelte(anche se non conosco certo tutte le canzoni presenti in lista!); in più avrei aggiunto però qualche pezzo degli Slint, a mio avviso davvero unici.

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  6. Mi piace molto al tua analisi sui Red Krayola, e mi trovo d’accordo anche sulla riflessione che fai sui My Bloody Valentine. Gli Slint li conosco, ma diciamo che devo ancora maturare una chiara idea su di loro, quindi per ora rimangono in “sospeso”. Grazie, come sempre!

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  7. Io ci ho messo un po’ ad “entrare” nei “circuiti musicali” degli Slint anche perché supportato da ben pochi ascolti e al digiuno di post-rock(anche oggi non ho ascoltato molti gruppi).
    Devo dire comunque che secondo me ne vale assolutamente la pena!
    Ridondante e semplicistico limitarsi a dire che Spiderland è tra gli album più importanti degli anni ’90(finora quello che ho preferito)quando già un album come Tweez, per quanto ancora incompiuto, era già stato seminale!
    Secondo me i meriti degli Slint di Spiderland sono molteplici: al di là dei meriti storici, dell’aver creato una forma di rock elegante, privo della componente emotiva(ma non per questo freddo), atmosferico, lugubre, secondo me la loro grandezza è nel modo in cui sono riusciti ad aggirare il formato canzone lavorando “ai margini”, restando cioè nel formato canzone stesso!
    I brani di Spiderland sono delle mini-suite, universi “poetici” a sé stanti, regolati dalle proprie leggi; non sono più gli stilemi tradizionali del rock né la struttura canonica della canzone a costituirne lo scheletro; non vi sono ritornelli e anche laddove ancora sussiste una sorta di circolarità(Breadcrumb Trail, in primis)tutto sembra “differente”, come proveniente da un ignoto altrove… eppure tutto è calcolato, matematico, rigoroso.
    Tutto è rivoluzionario, a partire dal cantato-recitato: i brani sono delle vere e proprie narrazioni in terza persona in cui si passa senza apparente consequenzialità logica dal sussurrato/raccontato alle urla di McMahan che chiudono il finale di Spiderland.
    Ognuno dei sei brani – forse però mi sbaglio – mi è sembrato una rivisitazione di un genere musicale: la quinta traccia, For Dinner, è per esempio una traccia quasi ambient suonata con strumentazione rock; il primo brano sembra quasi ricalcare l’atmosfera onirica di certo prog inglese, privato però dei barocchismi un po’ calligrafici tipici del genere; Nosferatu Man – dall’omonima pellicola – sembra invece una rivisitazione dell’hardcore, con i suoi repentini cambi ritmici; la terza traccia, “Don, Aman”, riprende invece il minimalismo. L’ultima canzone, “Good Morning Captain”, forse il capolavoro del disco, ispirata al celebre poema di Coleridge, e che è forse quella che inserirei di più nella lista, sembra quasi la dimostrazione del teorema slintiano: se le precedenti cinque tracce erano in qualche modo memori di uno specifico formato canzone da “rivisitare”, la sesta ed ultima sembra invece in qualche modo rappresentare un po’ il nuovo tipo di rock proposto dagli Slint, fungendo da “sunto” delle varie tecniche musicali utilizzate nei brani antecedenti; questa cosa l’hanno notata in molti, incluso ovviamente Scaruffi.
    Per esempio vi sono le esplosioni emotive simil-hardcore, le false partenze che sentiamo nella soffice e commossa Washer(la quarta traccia, per alcuni la più bella) incorniciate da un’atmosfera lugubre, arabeggiante.
    Anche a livello concettuale secondo me(ovviamente è opinabile!) i brani “funzionano” alla perfezione. Per esempio, la circolarità di Breadcrumb Trail rappresenta una specie di iniziazione, una parentesi poetica, quasi un rito adolescenziale: vi è quasi una poeticizzazione dell’esperienza – del quotidiano – che viene inscritta in una miticizzazione fiabesca e sognante.
    Il brano “Don, Aman” è quello più riuscito concettualmente per me. Gli accordi di chitarra che sembrano precludere una logicità, introducono un “discorso” sull’alienazione senza via di uscita(l’assenza di ritmo e di percussioni ne è evidente SEGNO)e ogni possibilità di risoluzione musicale(e quindi esistenziale)è letteralmente negata: “this song’s without a key”.
    Non resta allora che l’amara e manchevole pretesa di risolutezza destinata a chiudersi con un nulla di fatto(le false partenze)e alla fine il protagonista, Don – A Man -, è privato dell’evoluzione.
    Forse esagererò, ma secondo me il discorso è abbastanza interessante: negare – anche a livello letterario(i testi di Spiderland sono molto belli) – un progresso pur senza rinunciare alla narrazione medesima è a mio avviso geniale!
    Infatti come dicevo prima, i testi di Spiderland sono delle mini-narrazioni, nelle quali però non succede nulla: come nel primo brano vi è solo una sorta di “astrazione” in qualche modo esistenziale/adolescenziale dell’esperibile, e l’apparente distacco emotivo del cantante non si riduce alla mera freddezza – come in molti hanno asserito – ma costituisce un modo differente di rendere l’emotività!
    Potrebbe essere semplice contestare quest’ultima affermazione, però il fatto è che la prima volta che ho ascoltato Spiderland(non molto tempo fa, a dire il vero), mi colpì moltissimo a livello emotivo, solo che non ne colsi bene la motivazione, tutto rimase vago.
    Di sicuro poi è l’atmosfera dell’album ad aver fatto questo effetto per cui mi rendo conto di essere poco oggettivo magari!
    Comunque secondo me gli Slint grandi lo sono stati per davvero; anche il loro ultimo EP conteneva due brani eccezionali, Glenn e Rhonda, l’ultimo dei quali è una versione post-tweeziana dell’omonimo brano.
    Mi fermo qui per ora!

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  8. Accidenti, hai fatto un’analisi davvero intrigante! Non entro nel merito, perché dovrei riascoltare per bene l’intera opera, ma devo dire che mi piace molto come scrivi! Penso che questa tua recensione potrebbe essere un buon punto di partenza per la scheda degli Slint. Che dire… Grazie!

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  9. Grazie, ma era abbastanza arbitraria, specialmente in molti punti e sento di non essere riuscito ad esprimere quella che è l’importanza di un album colossale come Spiderland(sul quale andrebbero scritti libri interi e da gente ben più competente del sottoscritto)!
    Ultimamente sto avvicinandomi al post-rock e devo dire che diversi brani dei Dirty Three(forse “Authentic Celestial Music” su tutti), dei Don Caballero o dei Bark Psychosis mi stanno colpendo molto!

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  10. Sui Dirty Three la mia opinabile opinione è che siano eccezionali. Ocean Songs è un album che adoro, ed in genere la discografia è a livelli molto alti. Don Caballero sono un altro grande gruppo e notevoli anche i Bark Psychosis. Però ecco, i Dirty Three per me sono davvero grandiosi, quando ascolto Deep Waters o Authentic Celestial Music scopro una magica e sinuosa malinconia che mi ammalia e mi fa evadere dalla realtà. Dovrei recensire anche loro, prima o poi! Poi, così, a prima vista, secondo me rischi di sottovalutarti!

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