Boxcutter – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Boxcutter

L’inglese Barry Lynn è meglio conosciuto come Boxcutter. Con questo pseudonimo è stato additato come uno dei padri della Dubstep, anche se la sua versione di questo stile ha riferimenti con Techno e IDM piuttosto importanti.

Oneiric (2006) è così un misto di Dubstep e IDM che trova i propri vertici in: Skiff’d, con wobble bass e ricordi Techno nei synth; Tahuid, con Dubstep e Jungle su uno sfondo Ambient; Brood, decostruzione Dubstep per Industrial Funk; la notevole Hyloz, Dubstep-IDM per frattaglie robotiche e fondali thriller di suoni minacciosi. Altrove c’è poca Dubstep, ma i risultati sono comunque curiosi: Mossy è IDM/Jazz/Dub; Sunshine VIP è Jungle etnica con synth Glitch; Bad You Do è Jungle frammentata e trasformata in epilessi robotiche, mentre scorre un canto onirico; Chlorophyll sono bolle elttroniche su una Techno/Ambient attraversata da melodie siderali. Nel complesso l’opera non è in grado di stupire o segnare una qualche rivoluzione, ma sostanzialmente segna la considerazione di un mondo IDM per la Dubstep, oltre che per Techno e Jungle. Si potrebbe vedere Boxcutter come l’erede di Aphex Twin, Autchre o Squarepusher, semplicemente più spostato, nella prima parte della tracklist di questo esordio, verso territori Dubstep.

Glyphic (2007) alza l’asticella dell’ambizione quando apre con la title-track, sfiorando gli otto minuti e ricongiungendo Dub e Dubstep aggiungendovi i fiati liquidi dell’Acid-Jazz in quello che rimane forse il momento migliore dell’opera. Windfall decora con manipolazioni Glitch un Dub futuristico che porta alla Dubstep di Bug Octet, wobble bass e frustate ritmiche in una atmosfera minacciosa che rifiuta ogni appeal radiofonico. Il secondo momento notevole, che se la gioca con l’opener per la palma di miglior brano, è Rusty Break, una centrifuga Jungle con bassi Dub e melodiose linee di synth rovesciate che donano una atmosfera onirica; la manipolazione digitale e frenetica non fa che aggiungere moivi di interesse al brano, che al centro si assottiglia anche in uno psichedelico spoken-word. Dopo l’allucinata Dub di J Dub arriva il Break-Beat in odore di Dubstep di Chiral, con richiami da IDM soprattutto nelle tessiture Ambient sullo sfondo e nelle chirurgiche manipolazioni sonore. Dubstep e Jungle si scoprono separate alla nascita in Kaleid, e tutto suona quasi come un esercizio teoretico di collegamento fra i due stili. Lunal, Dub ed IDM e Fieldtrip, Ambient/Jungle, portano a conclusione un album che esplora territori Dubstep, IDM e Jungle ma che, nonostante un paio di vertici, non riesce davvero a stupire.

Arecibo Message (2009) segue la scia dei precedenti album, semplificando un po’ l’amalgama. Indubbiamente Mya Rave v2 può incediare qualche dancefloor e la title-track può essere annoverata come un ottimo esperimento di sci-fi Dubstep, così come il retrò à la Kraftwerk di Spacebass aggiunge – anche questo è indubbio – un nuovo ingrediente all’arsenale di Boxcutter, per quanto sia ingrediente ben famoso; ma quando Old School Astonom sembra concretizzare gli Autechre aggiornati all’anno domini 2009 e Free House Acid cerca di definire un nuovo ibrido stilistico l’album mostra contemporaneamente pregi e limiti: orecchiabile, più che nell’esordio, ma anche elaborato, i progetto Boxcutter è un’ottimo diversivo per chi ama l’IDM e non vuole continuare ad ascoltare dischi degli anni ’90. Ed è così anche per Lamp Post Punk, glitchy e videogiocosa, così che si arriva in fondo con l’impressione di aver ascoltato degli esercizi sonori forse curiosi, ma poco di più.

The Dissolve (2011) è ormai pienamente IDM: elaborata (Factory Setting), elegante (Panama, All Too Heavy), luccicantemente Funk (Zabriskie Disco, Tv Troubles), profumata di Ghetto-Tech (Cold War), atmosferica (Passerby) e così via. Fuori da questa musica un po’ risaputa rimane poco da ricordare: Moon Pupils, Dubstep/IDM degna degli ibridi migliori della discografia; Allele, Dubstep/Dub psichedelica; Little Smoke, che fa turbinare visioni di sequencer su wobble-bass e ritmi vorticosi. Ma forse è troppo poco, per ascoltare l’intero album.

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Voti:

Oneiric – 7
Glyphic – 6,5
Arecibo Message – 6
The Dissolve – 5,5

Le migliori canzoni di Boxcutter

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