Kevin Blechdom – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Kevin Blechdom

Kevin Blechdom è una musicista statunitense che rimarrà probabilmente misconosciuta per molto tempo, nonostante le sue prime tre opere siano creative, intriganti, divertenti ed orecchiabili in un modo molto superiore rispetto a tantissimi famosissimi divi di cartone e cosmetici che affollano le classifiche. La sua musica sfrutta le potenzialità della manipolazione digitale, non disdegna la ballabilità, sposa sperimentazione e godibilità, tutte cose che forse valgono molto di più dell’ennesima copia-revival di nuovi pezzi nati già vecchi e banali.

Bitches Without Britches (2003) mostra che forza può avere un laptop nel creare musica Pop. Una sfilata di suoni chirurgicamente organizzati costruisce un delizioso album di Pop moderno che non suoni come un revival. La malinconica Use Your Heart As A Telephone e la delirante Oh Oh Oh Ah sono due brani che rendono l’apertura fulminante. E si prosegue con frizzanti esperimenti come il Country-Pop di Binaca, il Funk epilettico di Always Frank, l’elettro-bucolica demenzialità di Gutterball (un piccolo capolavoro che è un po’ Holy Modal Rounders, un po’ dadaismo, un po’ psichedelia); e si fa il verso all’Hip-Hp con talkin’ Tech, prima di addentrarsi nei sei minuti di collage stramboide con I Am Nastay, ricordando i Vampire Rodents ma ammodernati e demenziali più che mai: un grande momento di freschezza e stravagante creatività. Un altro stravagante mix di Pop, laptop-music e Folk attraversa Interspecies Love, ed è un concentrato di musica colorata, allegra, leggerissima, entusiastica. L’irriverente Boob-A-Q è una tempesta ritmica che ha rallentamenti da Industrial Metal, ma è cantata come una canzonetta da divetta Pop. Private Dancer mostra come si possa fare musica “moderna” negli anni Zero senza suonare come un revival di quelli che cercavano di essere futuristici. Mister Miguel ripete la dimostrazione.

Eat My Heart Out (2005) scompagina le carte in tavola, e si presenta come un gruppo di canzoni che richiamano atmosfere perdute, ma destabilizzate da una dance-music dell’era laptop. Sono ritornelli irresistibili, frizzanti, demenziali, scherzosi, un musical cartoonesco di rara intensità ed eccentricità. What You Wanna Believe (i Magnetic Fields al doppio della velocità arrangiati come un motivetto da musical made in USA), Invisible Rock (gli ABBA ad una festa paesana ma vestiti di Techno), Suspended In Love (una aria classica da film retrò, ma con sfumature ironiche di voci stridule) aprono in un clima fra retrò e presente, ironia e trasporto sentimentale, ma poi Love You From The Heart aggiunge Heavy Metal e testi a sfondo sessuale, ed è un altro colpo di scena. The Porcupine And The Jellyfish scrive una delle più entusiasmanti filastrocche dai tempi dei Bonzo Dog Doo Dah Band mentre Get On Your Knees mostra come una comica accelerazione possa trasformare un canto accorato in una danza dada-demenziale, ed è un altro grande momento da ricordare. Ma in buona sostanza tutta l’opera sbaglia poco, è un carnevale di demenzialità e sperimentazione. Un gioiello come Are You Fucking With Me unisce clownesco e volgare/adulto, con un risultato straniante che riecheggia anche nel resto dell’opera. There Are The People, voci all’elio per filastrocche allucinogene, è un altro gioiello di delirio sonoro. Too Much To Touch, motivetto da cartone animato per neonati viene trasformata in un inno di Elettro-Punk, un canto epico, viene dato in pasto a scariche ritmiche ed in definitiva è come se Frank Zappa avesse deciso di suonare Dance/Pop: un divertente ma arguto esperimento, notevole. Difficile immaginare una canzone d’amore più assurda di Torture Chamber, per il testo, per le schizofreniche variazioni, per l’alone di parodia che avvolge il tutto. Going To Sleep, che chiude, è invece esente da svolte surreali, dadaiste e demenziali, anche se l’arrangiamento fa intravedere un intento dissacrante.

Sbilenco, spregiudicato, demenziale, ironico, tagliente, arguto, divertente, entusiasmante, frizzante, esuberante: Eat My Heart Out è un grande esempio di musica ballabile, divertente, sperimentale ma non tediante e difficile. Musica facile da ascoltare, molto godibile e contemporaneamente originale. Ogni tanto, sì, vengono pubblicati anche album così.

Gentlemania (2009) riesce a fondere una imponente aria lirica con un balleto da vaudeville in Gravity, un gioiello dell’arte della Blechdom di unire varie anime mantenendo una leggerezza degna dei capolavori Pop anche quando sotterraneamente sviluppa idee azzardate. Il Country di Monster, che parte proprio al centro di una tragica confessione melodrammatica, costruisce una sorta di musical tradizionale e demenziale, con tanto di banjo da cartolina sudista: un altro grande momento di gioiosa creatività! Quasi incidentalmente, Running Away mostra come la musica, pur rifiutando la sua anima più scherzosa, non diventi dozzinale: una ballata classicheggiante, vibrante d’emozione, come di quelle che fanno impazzire il pubblico mainstream, che ha dalla sua un arrangiamento ricercato. La sensuale Face The Music si lancia ina una fantasiosa serie di variazioni nel pre-finale, dove un clavicembalo (?) si unisce a dei flauti ed un chitarrismo simile a quello di Brian May dei Queen. It’s All Been Done Before è un altro mix di Country e musica da camera, tip-tap, una componente quasi bandistica ed un canto melodrammatico. Se questa veste meno esplosivamente festosa fa perdere qualcosa in freschezza al sound, Tell Me Where It Hurts rimarrà molto probabilmente fra i massimi capolavori della discografia, ed uno dei più grandi brani della sua decade. Una cavalcata western cantata come un’opera lirica, con tanto di frustate, un vorticoso ed ossessivo uso del pianoforte e del marranzano ed un finale prima per fiati e poi per suoni rovesciati, in una coda quasi metafisica. Per quanto Gentlemania sia più vicino alla normalità delle precedenti opere, avercene di album di questo livello! La canzone romantica viene resa più interessante da arrangiamenti ricercati, strumentazione stravagante, accostamenti inediti: un altro grande album di Pop sperimentale.

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Voti:

Bitches Without Britches – 7
Eat My Heart Out – 8
Gentlemania – 7,5

Le migliori canzoni di Kevin Blechdom

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