Black Dice – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni dei Black Dice

I Black Dice dagli USA propongono una di quelle fusioni che si fa fatica ad immaginare: Ambient, Elettronica e cacofonia violenta in una atmosfera da sperimentazione senza compromessi.

Beaches & Canyons (2003) si apre con Seabirds, fra pigolii ed un momento di violenza Punk “trattata” fino a renderla appena riconoscibile. Things Will Never Be The Same (10 min.) riesce a trasformare l’Ambient in un assordante ossessione ritmica di urla e suoni disturbanti. The Dream Is Going Down esplora in 11 minuti una tecnica di assemblaggio terroristica, come se gli Unsane avessero deciso di darsi al cut’n’paste dopo una overdose di Ambient; finale dadaista ed ansiogeno. Endless Happiness (15 min. e mezzo) si apre come un brano psicghedelico e meditativo, poi diventa una trascinante danza tribale per neo-primitivi, si lascia risucchiare da suoni marini e si chiude senza nessun sussulto o ripresa. Big Drop (16 min. e mezzo) parte da un assordante esercizio tribal-Metal, si rasserena e poi ciclicamente torna ad una musica assordante per caocofonie demenziali: un tour-de-force che conclude con stravaganza un’opera eccentrica.

Creature Comforts (2004) non è meno fantasioso e sperimentale. Treetops è per esempio un capolavoro che unisce una sognante melodia ad assalti cacofonici, con richiami lontani di Free-Jazz: i suoni sono i più variegati, dai cinguetii alle bolle che esplodono, congiungendo digitale, New Age e le divagazioni cacofoniche dei Faust, conservando però le peregrinazioni eterne di Fahey. Un Funk alieno come Skeleton (15 min. e mezzo) potrebbe rimanere come il capolavoro dell’album: stonato in partenza, visionario ed incorreggibile nello sviluppo, che è degno delle più avventurose idee dei Residents; dopo una pausa il brano si trasforma in un drone assordante e finalmente suona una musica “comune”. Il tutto ricorda il primo album dei Faust: alle peregrinazioni sonore più eclettiche corrisponde un finale “comprensibile”. Notevole anche la chiusura, con Night Flight (6 min. e mezzo), fra un beat possente, distorsioni catastrofiche, cinguettii e chitarre ipnotiche e psichedeliche. Musica Folk, psichedelia, Kraut-Rock, Noise, New Age si uniscono in una seconda opera meno dedita a composizioni torrenziali e leggermente meno ostica, ma comunque fortemente sperimentale ed affascinante.

Broken Ear Record (2005) è meno incorreggibile, orientato a composizioni che hanno svolgimenti meno assurdi. Ad ogni modo, c’è ancora molto dell’estro pazzoide dei primi album. L’intrigante Snarly Yow (8 min.) è un esercizio di intrecci chitarristici e ritmici con gorghi cacofonici e lunga coda cosmico/minimale. La minacciosa Smiling Off (9 min. e mezzo) inizialmente congiunge distorsioni da Stoner Metal con assordanti rumori elettronici, poi in uno momento di delirante creatività diventa una danza tribale per civiltà ipertecnologiche. Un altro glorioso momento di creatività è Street Dude (7 min.), che rischia di sembrare una canzone Rock, se non altro per il ruolo che ha la chitarra, ma che parimenti ricorda i Faust e le manipolazioni digitali delle avanguardie coeve. Motorcycle (7 min.) chiude con abbai di cane ed un Funk/Rock deforme ma nel finale diventa epilettica, un rito tribale futuristico. Per la terza volta in tre album, i Black Dice costringono ad abbandonare le certezze e le banalità della musica comune ed afforntare un mondo sonoro creativo, anche se non sempre facile. Non adatto a chi non ha apprezzato i primi due album.

Load Blown (2007), che raccoglie alcuni EP, è probabilmente la loro musica più semplice. Si tratta soprattutto di pezzi ritmici cacofonici (Roll Up, Gore, Scavenger, Toka Toka, Bananas): elettrocacofonia, tribal-futurismo e qualche stravaganza, ecco la formula.Almeno in un caso, Manoman, il rsiultato è esaltante, un collage di voci modulate e dieformate, dadaisticamente stravolte. Ma, in genere, non siamo ai livelli degli album precedenti.

Repo (2009) suona ancora più accessibile, ma non è questo il problema. Semmai, trovo tediante che questa musica rimanga ad esplorare idee di mediocre sperimentazione, senza la creatività, la fantasia, il carisma del recente passato. Brani più brevi che sviluppano poche idee, e che raramente si sollevano oltre un torpore generale (Chicken Shit, Ultra Vomit Craze).

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Voti:

Beaches & Canyons – 7,5
Creature Comforts – 7,5
Broken Ear Record – 7
Load Blown – 6
Repo – 5,5

Le migliori canzoni dei Black Dice

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