Jens Lekman – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Jens Lekman

Lo svedese Jens Lekman è un cantautore Pop che ha una certa abilità nel costruire melodie dolci e orchestrazioni soffuse sfruttando le tecniche di registrazione moderne ma poggiando su un immaginario ben più datato.

Inizia la carriera con una sfilza di EP, un formato che ben si adatta alla sua arte, che si realizza sostanzialmente in canzoni singole.

Maple Leaves (2003) contiene l’ariosa orchestrazione della title-track, a metà fra Magnetic Fields, un revival anni ’50 ed un loop ritmico di Drum’n’Bass. Sky Phenomenon richiama invece i più intimisti Simon And Garfunkel; Black Cab i sixties ed un po’ dell’attitudine casalinga dei Magnetic Fields. In fondo Lekman inventa davvero poco, nonostante abbia gusto melodico.

Rocky Dennis (2004) aggiunge ens Lekman’s Farewell Song to Rocky Dennis, una toccante ballata fra tenui archi e triste pianoforte. Rimane anche If You Ever Needed, aggiunta nella versione canadese.

Altre uscite in tirature limitate anticipano il primo esordio su lunga distanza, When I Said I Wanted to Be Your Dog (2004). La dolcissima dedica di Happy Birthday Dear Friend Lisa è l’anticipazione di un album intimista e delicato, che in Do You Remember the Riots? si riduce a sole voci. Molto spesso si tratta di deliziosi momenti di Pop/Rock orchestrato o di Folk (You’re The Light e le dolci dediche di Silvia e Julie) che hanno poco di nuovo da raccontare, seppure siano ammalianti e ruffiane con le loro melodie così svenevoli e vibranti d’emotività: così sul piano storico Psychogirl non serve a granché, ma starebbe benissimo in una scena drammatica di un film anni ’60 e la title-track è uno di quei brani di amore disperato che farebbero breccia anche in un termosifone.

Oh You’re So Silent Jens (2005) raccoglie i primi EP.

Night Falls Over Kortedala (2007) rinuncia alle propensioni più scarne dei primi lavori e adorna la musica con più sofisticati arrangiamenti. I Magnetic Fields invidierebbero The Opposite of Hallelujah ma in genere si tratta semplicemente di graziose melodie ornate con orchestrazioni, variazioni timbriche, ritmi più o meno ballabili. A Postcard to Nina ed Into Eternity mostrano un duetto di variazioni, ma sono solo due esempi in un album che vive di questo. Saltuariamente si lambisce la formula dei Cake, come in I’m Leaving You Because I Don’t Love You e Your Arms Around Me, ma senza nulla di ironico: la ballata romantica è qui quella di sempre, giusto imbellettate con qualche suono “moderno”. Certamente It Was a Strange Time in My Life scioglierà più di qualche cuore, ma forse è verso la fine della tracklist, con Kanske är jag kär i dig, che arriva il momento migliore: sessantiano, malinconico, nostalgico, jazzy e contemporaneamente radioso quando intervengono i fiati, uno strumentale che merita la palma di brano migliore. La chiusura, con Friday Night at the Drive-In Bingo, lascia la dolce malinconia del passato che non tornerà, ed alla fine Lekman chiude un altro album di ruffiane canzone melodiche che, per quanto riciclino melodie, arrangiamenti e trovate stilistiche da mille altre canzoni, sono forti di un “assemblaggio” che rimane in equilibrio fra un Pop nostalgico a colpo sicuro ed un raffinato esercizio di alchimia musicale.

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Voti:

Maple Leaves (EP) – 5
Rocky Dennis (EP) – 5
When I Said I Wanted to Be Your Dog – 6
Oh You’re So Silent Jens – 6
Night Falls Over Kortedala – 6

Le migliori canzoni di Jens Lekman

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