Bologna Violenta – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Nicola Manzan è l’uomo che sta dietro al moniker Bologna Violenta, un curioso progetto di Cyber-Grind italiano che unisce le epilessi dei Napalm Death, le manipolazioni digitali degli Agoraphobic Nosebleed ed un insolito elemento cameristico e classicheggiante dovuto forse alla preparazione al violino ed alla viola del suo autore.

Il Nuovissimo Mondo (2011) conta 23 brani che alternano schizofrenicamente campionamenti vocali, assalti sonir devastanti e qualche richiamo di musica cameristica. Spesso una ironia tagliente attraversa le brevi composizioni, che spesso durano meno di un minuto. Trapianti Giapponesi, La Donna Nel Mondo, Stronzi, El Grindo sono alcune delle epilessi più riuscite, e uniscono Alec Empire ai Napalm Death con efficacia e precisione chirurgica, forti di un suono tanto devastante quanto spiazzante. La brevità dell’opera, che occupa circa 24 minuti, rendono meno tangibile l’effetto negativo dovuto ad una certa prevedibilità che smorza l’ironia e la sorpresa dopo i primi brani.

Utopie E Piccole Soddisfazioni (2012) segue le idee dell’esordio, rendendo la trama sonora più complessa, con un’epica tragica che attraversa i brevi bozzetti (Vorrei Sposare Un Vecchio, È Sempre La Stessa Storia, Lasciate Che I Potenti Vengano A Me, Le Srmi In Fondo Al Mare). Si è persa un po’ dello spirito ironico, così ci si avvicina al Cyber-Grind di band come i Berserker (You’re Enough) ed al Noise estremo (Il Convento Sodomita). Transexualismo mostra la propensione verso brani più complessi ed articolati, oltre la “gag” dell’esordio. L’impressione è di un generico calo di freschezza, che è controbilanciato solo in parte da nuove idee originali.

Uno Bianca (2014) ripercorre la tragica epopea della banda criminale che ha sconvolto l’Italia fra anni ’80 e ’90. Opera molto violenta e drammatica, è attraversata da una tensione asfissiante e manca completamente dei momenti più “divertenti” delle opere precedenti: non c’è spazio per l’ironia. Ogni brano ha il titolo di uno degli atti criminosi della banda capitana dai fratelli Savi, ogni rintocco di campana segna la morte di una persona caduta vittima dei delinquenti.

Quasi completamente strumentale e scosso da accelerazioni senza compromessi in pieno Cyber Grind, questo suono cinico e inumano ben corrisponde alla personalità dei killer così come emersa nei successivi processi. I rari momenti di più pacata emotività sono animati da stralci audio e da arrangiamenti di archi, soprattutto nella lunga (relativamente) traccia finale ispirata al suicidio del padre dei tre fratelli Savi, Giuliano. Agghiacciante e travolgente a livello emotivo, è un gelido esempio di concept-album Grindcore strumentale che in 31 minuti ricostruisce una storia rabbrividevole di fredda, inumana follia. Dal vivo l’opera trova tuttavia il suo vero formato, molto più interessante che su disco: alla musica si affiancano, coordinate, le immagini shock di cadaveri, scene dell’omicidio e estratti dei processi, rendendo vera fino al disturbante e all’inquietante una tale dimostrazione di trionfante violenza e cieco cinismo.

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Voti:

Il Nuovissimo Mondo – 6
Utopie E Piccole Soddisfazioni – 5
Uno Bianca – 7

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4 thoughts on “Bologna Violenta – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. E’ una soluzione sonora che vende, che tira, come si usa dire. Sonorità ciccione e taglienti e alla fine, cosa c’è? Insomma inutile non ci arrivo a dirlo.. non lo gradisco.

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