Evol Intent – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni degli Evol Intent

Evol Intend è un progetto Drum’n’Bass, Hip-Hop, Jungle e Dubstep statunitense dalle sfumature politicizzate. Probabilmente è uno dei primi casi di Drum’n’Bass politicizzata, ma nell’Hip-Hop questa dimensione “impegnata” non è certo nuova. Piuttosto, la formazione si distingue per il “montaggio” sonoro acrobatico, giungendo ad un virtuosismo fantascientifico ed eclettico.

Era Of Diversion (2008) si apre con una arringa politica fra gotico e ghetto (The Forword), con chiari elementi Hip-Hop. Si entra nel pieno dell’album con la title-track, scatenata Drum’n’Bass prodotta con i trucchi di Big Beat e Dubstep che parte dopo un altro discorso politico in versione sci-fi. La formazione sperimenta da qui in avanti una sorta di concept sonoro a base di sci-fi, tensione, malinconia, Drum’n’Bass, Hip-Hop, Metal, cigolii digitali, campionamenti, stralci vocali ampiamente modificati, destrutturati, trasformati. La complessità compositiva è davvero notevole, così come le invenzioni degli arrangiamenti.

Un Hip-Hop rumoroso, avventuroso, strumentale, stratificato, elaborato come The Curtain Falls basta a rendere l’idea della fantasia con cui la materia è affrontata. Parimenti ricordevole è South London, un montaggio sonoro supersonico ed acrobatico che su una sognante ninna-nanna ed una manipolazione digitale di campioni vocali crea un crescendo ritmico che congiunge l’Hip-Hop con la più aggressiva Drum’n’Bass

Il lavoro di manipolazione digitale trasforma un Hip-Hop come Odd Number in un numero acrobatico di Drum’n’Bass. La tensione, palpabile ed asfissiante, permette un concentrato di nervosismo come la splendida Awkward Rhytm Of The Dance, giocata ancora sull’ossimoro di una ninna nanna con ritmi impazziti e frammentati. Il gioco di ossimori è forse la chiave di lettura migliore dell’album: desolazione o sogno si contrappongono a movimento, tensione, violenza. Simili contrasti ci sono anche nella scatenata 8-Bit Bitch, ma sono più peculiari in I’m Happy Your Grave Is Next To Mine, che congiunge la più algide atmosfere Post-Rock con i Telefon Tel Aviv, giungendo alla furia di Alec Empire e della sua Drum’n’Bass inumana: un grande momento di sintesi stilistica, fra calma zen ed epilessi nevrotica, una stratificazione di opposti, un capolavoro con uno sviluppo degno dei grandi brani del Prog-Rock.

Un altro grande momento è 17:30:00, che utilizza ancora con grande fantasia i campioni vocali, frammentandoli fino a renderli irriconoscibili, ed unisce Drum’n’Bass schizofrenica con un synth soffuso, iniettando anche dosi Hip-Hop, suonando a tratti come una versione instabile di Trip-Hop. Proprio Alec Empire sarebbe fiero di Smoke And Mirrors, un assalto di Drum’n’Bass, Dubstep e Metal che entra di diritto fra i più originali mix di immaginario elettronico e metallaro.

Un altro momento da ricordare è Mutiny, sorta di Hip-Hop/Metal/Drum’n’Bass sci-fi che martella e sfinisce, ma con inquietanti inserti da film horror che spostano la tensione dalla violenza alla suspense. Anche quando giocano a suonare Big-Beat e Drum’n’Bass più esaltante e “ballabile”, come in Dead On Arrival, fanno le scarpe a formazioni come i Pendulum (o a dinosauri della scena come i Prodigy).

Nel complesso intreccio di stili, la Dubstep affiora chiaramente in Gunpowder Plot, oscura e inquietante prova di thriller sonoro. Middle Of The Night, si scatena poi un un turbine di supersonica Drill’n’Bass, e lascia senza fiato. Ancora più affascinante e travolgente è The Oscine’s Lament, una Glitch’n’Bass che potrebbe essere il nuovo capolavoro di Squarepusher, avvolta inoltre da synth malinconici al centro, e da sottili e inquitanti melodie sullo sfondo. Come in un defaticamento, Maybe We’ll Dance Tomorrow apre con una ascensione quasi Post-Rock su ritmo Drum’n’Bass, una sognante melodia, poi lentamente rallenta, si placa, affoga nella malinconia.

Un concentrato di tensione, di ossimori, di violenza, di escursioni stilistiche, di “montaggi” sonori supersonici e travolgenti: Era Of Diversion è un capolavoro che supera sia la Drum’n’Bass che l’Hip-Hop. In settanta minuti sbaglia poco e nulla, e con un incredibile lavoro di produzione riassume infinite sfumature stilistiche della musica Elettronica degli anni ’90 e ’00.

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Voti:

Era Of Diversion – 8

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