Soft Moon – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Soft Moon sono una formazione Post-Punk di San Francisco che richiama alla mente gli incubi dei Joy Division, dei Suicide e dei Chrome.

L’esordio Soft Moon (2010) è annegato in un clima desolante e depresso, meccanico e inumano, una sorta di Apocalisse retrodatata a fine anni ’70. Il ritmo è spesso ipnotico, le melodie glaciali e raggelanti, l’oppressione è ovunque, la morte è più la causa che l’effetto di questo sound. Circles sembra una prigione di dannati, con melodie ossessive e ritmo ipnotico e meccanico. La Dark Wave di Out Of Time è retrò ma anche di grande effetto, con synth da film horror d’epoca. La componente più umana è quella della voce, e difatti viene relegata in secondo piano, fino a rendersi irriconoscibile: affiora di più solo in When It’s Over, una ectoplasmatica ballata di spettri, come se i Public Image Ltd. fossero incorporei. We Are We, uno dei vertici, è una allucinazione sonora, un corpo sonoro incompiuto, che lascia solo domande, e similmente si potrebbe descrivere Into The Depths, minacciosa allucinazione Post-Punk. Si sente forte l’influenza dei Neu nell’ossessione ritmica, ma almeno in Sewer Sickness il synth assordante giustificano la citazione con un bel incedere ipnotico, nevrotico ed ossessivo. Il gioiello del disco è il gorgo orribile di delirio che risucchia Primal Eyes, un incubo annichilente a ritmo supersonico.

Un disco dal suono asfissiante, che ha fra i difetti gli ovvi riferimenti a Neu, Joy Division, Suicide, Chrome, Public Image Ltd. e compagnia, ma che riesce ad evocare atmosfere gelide, senza vita, desolanti, post-apocalittiche ma più retrò che futuristiche. Il messaggio potrebbe essere: l’umanità si è già estinta, siamo tutti già morti. L’uso straniante e quasi psichedelico della voce è peculiare ed intelligente, perché esalta le musiche invertendo i ruoli tipici (canto in primo piano, ritmo sullo sfondo). L’assenza di lunghe composizioni, più che un difetto, evidenzia uno stile che fa immaginare più che descrivere, così i componimenti fungono da squarci di desolazione e dolore.

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Voti:

Soft Moon – 6,5

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2 pensieri su “Soft Moon – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

  1. Antonio ha detto:

    Sorprendenti questi soft moon,il sound è intriso di classicismo dark wave(meccanicità e synth)ma il loro mood è quello di flowers of romance dei Public Image Ltd,uno dei dischi più degradati strumentalmente,(più baccanali che ritmi ossessivi),motivo per cui non si inciampa nel tipico sensazionalismo del genere

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