Juana Molina – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

Le migliori canzoni di Juana Molina

Juana Molina è una cantante argentina che propone un Folk etereo venato di una Elettronica onirica, proponendo in definitiva una Folk-tronica di grande poesia, dolce e sognante. Un’idea del suo stile si ha intrecciando Lisa Germano all’Elettronica elegante e soffusa di formazioni come i Telefon Tel Aviv, con l’intimismo di Cat Power ed i profumi Pop degli Stereolab.

Segundo (2003) fa scorrere delle dolcissime canzoni mentre vengono avvolte da una colorata ed onirica giostra di suoni elettronici. Sono poesie di soffusa magia come El Perro (quasi 7 min.), fra un cartone animato ed una musica sonnolenta e solare. La Molina sfrutta una voce leggerissima e impalpabile, degna di Lisa Germano, che è ammorbidita dalle peculiarità dell’idioma utilizzato e che trova le sue peculiarità in un tono semplice, che scansa qualsiasi manifesto virtuosismo per preferire un mix di delicate melodie e affascinanti escursioni in un uso della voce come se fosse una tromba ubriaca e distante, con tutta una serie di mugolii che rendono ancora più soffuso lo stile. Molina non diventa mai un esercizio di avanguardia serioso, seppure i brani sfoggino arrangiamenti elaborati e fantasiosi anche quando sono fragili come La Visita, uno dei momenti migliori. Sono forti i richiami ad una musica tradizionale e ritmica (Martin Fierro, Quien?, la magica Misterio Uruguayo) che richiama gli esperimenti etnici di Hassell e Peter Gabriel, ma la Molina è flessibile e rifiuta di attenersi ad un unico modello. Mantra Del Bicho Feo (8 min.), uno dei brani maggiori, dove la voce è strumento e l’arrembaggio ritmico riecheggia contemporaneamente Drum’n’Bass, Folk e Neu ma nella seconda parte diventa una psichedelia soffusa ed onirica con sfumature New Age. L’opera trova il suo elemento peculiare nella capacità di fondere semplicità, ricercatezza, Folk ed elettronica in brani che sembrano dolcissimi sogni (senti anche El Desconfiado). In El Pastor Mentiroso si ha l’impressione vaga e soffusa di quando si sogna, e dolcemente ci si sveglia, ed è magari anche domenica. Il capolavoro di fragilità è probabilmente Vaca Que Cambia De Querencia, praticamente l’apteosi dell’impalpabile. Il brano più curioso, nel contesto dell’album, è Sonamos, un intrigante e accattivante Blues/Rock folk-tronico che scorre per 8 minuti con semplicità e gioia. Il finale lambisce la Techno, ma non rinuncia al clima onirico, e ricongiunge le discoteche berlinesi con i canti delle tribù pre-colombiane.

Opera imponente (sfiora i 70 minuti) e affascinante, Segundo è tenuta insieme dal tono fatat della Molina, dal clima onirico ed etereo, dal gusto raffinato e dalla fruibilità dei brani, mentre una commistione elttro-acustica mimetica e gli arrangiamenti fantasiosi sospingono un album da ricordare.

Tres Cosas (2004) è più elegante e soffuso, più vicino alla musica d’atmosfera e con arrangiamenti più spessi (Solo Su Voz, El Progreso). Il valzer fatato di No Es Tan Cierto ed il pianoforte che adorna il sussurro di El Cristal aprono in grande stile. Uh! giunge ad un canto senza parole ed una giostra sottovoce, con l’Elettronica mimetica: è un lavoro certosino dell’arte color pastello della Molina. Curame, tutta incentrata con la voce, è un ideale seguito di Uh!, dolce e onirica melodia eterea che nel finale diventa quasi metafisica. La title-track mostra come un intreccio di melodie possano affogare in un dolcissimo mare di rifrazioni eteree, con un synth ubriaco a fungere da dettaglio ricercato. Il momento più astratto è Filter Taps, che è poi il brano che esemplifica al meglio la natura più elaborata di quest’album e la maggiore forza dell’aspetto digitale: voci allucinate, melodia ninna-nanna, una pura suggestione sonora.

Isabel è un altro gioello della sua serie di Folk paradisiaci ed una nuova occasione per mostrare le sue doti vocali peculiari, ma per quanto affascinante, è nel solco di Segundo.

Insensible, più scura e triste, ricorda maggiormente Cat Power.

Tres Cosa non può rivaleggiare con Segundo per originalità, e manca di brani più estesi e creativi, ma rimane un’opera di spessore, che amplia l’impianto melodico, inspessice gli arrangiamenti e rende più complesso l’uso dell’Elettronica, mimetica ma in alcuni casi anche la vera protagonista dei brani (Filter Taps è l’esempio lampante).

Son (2006), per quanto ancora elaborato ed elegante, è ancora più vicino ad una forma musicale melodica e canonica. Rio Seco, Yo No e La Verdad, trittico di apertura, suonano come sofisticato e soffusi Synth-Pop dell’era digitale ma l’ultima delle tre è così sensuale ed elegante che non fa rimpiangere neanche Segundo. Un Beso Llega (7 min.) è un ubriaco, sbilenco intreccio di voci-miagolii, un cartone animato surreale che torna ai brani estesi dell’esordio senza autocitarsi e si chiude in un afflato cosmico. Tutta l’eleganza di No Seas Antipatica sembra generare una sorta di Folk-Pop dove la voce è al pari degli altri strumenti, si fonde e si confonde, così che non esiste primo piano e sfondo, ma un amalgama ammaliante. Questo processo di fusione vocale e musicale giunge al suo vertice in Micael, religiosa invocazione gospel a ritmo folk-tronico, creativo mix tribale ed urbano: numerosi i piani che si intrecciano e si penetrano, collegati da una serie di pennellate allucinate. Ad un passo dall’Ambient si ferma la title-track, altro gioiellino metafisico che si spinge oltre i modelli più impalpabili d atmosferici di Tres Cosas. Come le altre opere, anche quest’album continua ad esplorare nuovi territori, come il sospiro Folk/Blues di Las Culpas; ancora più creativamente, a questo downbeat segue l’upbeat di Malherido, Techno aliena che forse si potrebbe ricollegare a Bjork, ma con sovratoni etnici e sudamericani. Il finale con Hay Que Ver Si Voy (8 min. e mezzo), invece di “sbancare” si limita sostanzialmente a replicare il suo più classico Folk etereo ed elettronicamente ornato.

Un Dia (2008) segna una evoluzione del suono: rigoglioso, festoso, stratificato, ipnotico, ammaliante, avvolgente. Un Dìa apre con un grande momento di Folk-tronica sperimentale dove le voci si confondono con la musica, i cori ed il canto principale rinunciano ai loro ruoli come in quei film dove si invertono i ruoli di primo e secondo piano e tutto sembra muoversi gioiosamente in una riproposizione festose e coloratissima di un carnevale. Una giostra ipnotica come Vive Solo fa approdare l’ascoltatore al trittico centrale: tre brani che viaggiano attorno ai 7 minuti e mezzo e che rappresentano un po’ il nocciolo del disco. Lo Dejamos è il primo vero gioiello, una sorta di Dub etnica ed onirica che pian piano si spoglia fino a mettere in luce una tenue anima sudamericana, con un certosino lavoro di voci ad ornamento. Los Hongos De Marosa, frizzante Folk psichedelico ed etereo, virato lentamente in un altro virtuosistico intreccio di voci e cori, canto e controcanto, con sillabazioni che facilmente fanno fondere la musica al canto, in un continuum melodico sotto il quale l’elettronica e le percussioni fungono da sfondo vibrante. La seconda parte deframmenta in un esercizio quasi cubista la musica in colpi di luce e fibrillazioni ritmiche, una danza magica e leggerissima. Quién? è un tappeto di voci angeliche dove volteggiano melodie canore, con un pulsante ritmo che sorregge e dona corpo ad una composizione elegante e delicata. Questo trittico centrale di oltre ventuno minuto costituisce un originale esercizio melodico e ritmico, un complesso di musica ballabile, piacevole, elegante, ipnotica, ammaliante. Folk, Elettronica, Blues, Dub si fondono in una miscela di grande fascino, confluendo in un flusso musicale eclettico.

No Llama frammenta il canto in fonemi cantati su un Folk tribale mentre il finale con Dar (Que Dificil) sono sei minuti abbondanti di Techno subacquea unita ad un cantilenare infantile, un elegante esercizio dai toni Jazz.

Album affascinante e senza cadute di stile, Un Dia è sorretto daun portentoso trittico di brani estesi nella parte centrale e sonda un mondo sonoro di confluenze e fusioni eleganti e delicate, sottilmente ipnotico e sinestetico.

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Voti:

Segundo – 7,5
Tres Cosas – 6,5
Son – 6,5
Un Dia – 7,5

Le migliori canzoni di Juana Molina

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