Black Keys – Biografia, recensioni, discografia, foto, playlist

I Black Keys sono un duo statunitense dedito ad un Blues/Rock sensuale e grintoso, che affonda le proprie radici nel Blues delle origini, amplificato ed elettrificato come nell’Hard Rock degli anni ’70. Black Sabbath, Led Zeppelin, Rolling Stones, Cream sono solo alcuni dei punti di riferimento, con qualcosa della energia virulenta degli Stooges a colorare i momenti più rumorosi ed un tocco di Jimi Hendrix. Negli anni ’90 trovano dei riferimenti nell’oper dei Jon Spencer Blues Explosion, ma senza seguirne le fusioni più azzardate né le scorribande più efferate ed assordanti. Fra i contemporanei, gli White Stripes sono il gruppo che stilisticamente è più immediatamente associabile al loro sound.

Nel complesso la loro è un Blues/Rock molto elettrificato ma sostanzialmente tradizionale, perfetto per i fan di Led Zeppelin, Black Sabbath e White Stripes. Non c’è una vera rielaborazione della forma compositiva, non ci sono sostanziali novità nelle tematiche, non c’è dei veri elementi di novità: c’è tanti brani che potrebbero essere scambiati per canzoni di inizio anni ’70.

The Big Come Up (2002) è tutto sound, ed è un Blues/Rock graffiante, sporco, un po’ lo-fi, sdrucito, uscito direttamente dagli anni ’60. Chiatarra distorta, voce “blues”, tante cover: un tributo nel nuovo millennio alle radici del Rock’n’Roll, suonato alla luce del Garage Rock.

Thickfreakness (2003) è ancora tutto un revival Blues in veste più rumorosa, ed ancora il sound vale più delle composizioni, che seguono sostanzialmente quelle delle ispirazioni Blues e Rock. Ruvidi, graffianti ed energici, mettono a segno Set You Free ma il riff più memorabile è della cover Have Love Will Travel di Richard Berry.

Rubber Factory (2004) continua con questo semplice Blues/Rock graffiante, e manda a memoria i brani modello: quello aggressivo, quello più calmo, quello lascivo, quello col riff granitico. Si tratta della consacrazione “classica” di un sound già nato classico, nel senso di essere ormai fuori dalle spinte di evoluzione, cristallizato in un preciso territorio musicale. Fuori dal discorso storico, brani come All Hands Against His Own, la svenevole The Lengths (la migliore ballata fino a questo punto), la ruggente chitarra di Aeroplane Blues sono orecchiabili e si ascoltano con piacere, come si fa con i classici, anche quelli fuori tempo massimo, a patto di non aspettarsi stimoli ed innovazione.

Magic Potion (2006) manda a memoria l’Hard Rock inglese: Just Got To Be potrebbe essere dell’esordio dei Black Sabbath; Your Touch e Give Your Heart Away ricordano i Led Zeppelin e così via. La ruffiana You’re The One sul versante delle ballate, sfigura nei confronti della psichedelia acida di Strange Desire e nel crescendo retrò di The Flame. I riff di chitarra sono quelli classici, profumano spesso di Led Zeppelin, e suonano retrò ma orecchiabili (senti anche Goodbye Babylon o Black Door). Ma non c’è granché di nuovo, semmai c’è un suono che è stato riesumato dopo 35 anni, con minime variazioni.

Attack & Release (2008) rimane retrò come da tradizione, ma propone arrangiamenti più ricchi, che superano il duo batteria e chitarra, come nel caso dell’organetto di All You Ever Wanted, che sfoggia anche una chitarra acustica, o dei fiati etnici che intervengono in Same Old Thing, o ancora dei campanellini della sensuale So He Won’t Break, con un passo quasi Hip-Hop, che ricorda certi esperimenti dei Roots.

Si tratta anche dell’album dal suono più corposo, dotato di una tridimensionalità che è esaltata dalle trovate sonore che impreziosiscono i singoli brani (la deriva psichedelica di I Got Mine, per es.), in genere più elaborati e complessi anche nella scrittura (senti Strange Times). Il gioiello dell’album è Psychotic Girl, una sorta di Hip-Hop Blues/Rock onirico e notturno, ma la sensuale Lies rivaleggia al trono, proponendosi come la più intensa delle loro ballate, un Blues notturno e sottilmente psichedelico. La fusione fra sixties e arrangiamenti rigogliosi fa di Remember When (Side A) una dolce e soffusa canzone sentimentale e malinconica, delicatamente decorata da rintocchi e suoni “trattati”. Remember When (Side B) si situa invece fra Led Zeppelin e la You Really Got Me dei Kinks. In chiusura una melodrammatica Things Ain’t Like They Used to Be chiude un po’ risaputa ma in territori da commozione. Attack & Release segna una maturazione verso un sound meno ottusamente Blues/Rock, più fantasioso negli arrangiamenti e nelle commistioni stilistiche, seppure sempre lungi dall’essere “avanti”.

Brothers (2010) mette a frutto le idee di Attack & Release, proponendo una musica vareiagat stilisticamente. Il passo Funk di Everlasting Light e Sinister Kid, il Blues/Hip-Hop vicino al moderno R’n’B di Tighten Up, la canzoncina ballabile e radiofonica di Howlin’ For You, tanto Blues e Rock come da sempre ed alcuni momenti sentimentali (la melensa The Only One, la sofferta ed un po’ patetica Too Afraid To Love You, la piagnucolosa e ritrita These Days) costruiscono un album che prova variazioni dello stile classico della band, per esempio nel passo caracollante di The Go Better. In certi momenti, come Never Give You Up, l’impressione è che la band, ripulita del sound ruvido, valga poco più dei divi di cartapesta che fanno le strenne natalizie o che imitano le celebrità del Pop e del nuovo R’n’B. L’album ha anche la pecca di dilungarsi oltre il necessario, differente dai brevi e concisi album che li caratterizzarono negli esordi.

El Camino (2011) ritrova la carica Garage Rock perduta negli ultimi album ma la unisce a tutto quello che di Pop nella recente produzione. Questo Rock’n’Roll anabolizzato e rivenduto al pubblico degli anni Dieci è furbetto, appiccicosamente orecchiabile e praticamente irrilevante nell’evoluzione dei linguaggi musicali. Gold On The Ceiling, Money Maker, Run Right Back, Nova Baby mostrano le capacità della band di pubblicare musica da party, con il giusto mix di energia, emotività, melodia: uno degli album più ruffiani dell’anno, buone per le festicciole.

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Voti:

The Big Come Up – 4,5
Thickfreakness – 4,5
Rubber Factory – 5,5
Magic Potion – 5
Attack & Release – 6,5
Brothers – 5
El Camino – 4,5

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